“Ci siamo anche noi”: ecco come Hollywood sta scoprendo (e prendendosi) le star italiane
Sabrina Impacciatore The Paper

Sabrina Impacciatore da The White Lotus a The Paper (spin-off di The Office) è solo l’ultima di una serie di interpreti italiani che stanno trovando successo e fama all’estero. Perché l’immagine dell’Italia e di chi la vive sta profondamente cambiando, allontanandosi dagli stereotipi e dai soliti scenari da cartolina.

Cosa hanno in comune Sabrina Impacciatore, Salvatore Esposito e Matilda De Angelis? Sono solo alcuni degli interpreti italiani che negli ultimi anni hanno trovato successo anche all’estero. Dopo anni in cui gli attori ed attrici nostrani faticavano a trovare sbocchi oltre i confini nazionali, qualcosa è cambiato: l’Italia è sempre più diventata centrale anche nelle produzioni internazionali, non solo come location, ma anche come casting.

Sabrina, la consacrazione dal Lotus al… Paper

Il caso di Sabrina Impacciatore è solo l’ultimo: l’attrice, dopo anni di gavetta di numerosi ruoli, di partecipazioni tv e nel cinema italiana, ha “svoltato” grazie a The White Lotus. La seconda stagione dell’acclamata serie HBO era ambientata in Italia, in Sicilia: la produzione ha quindi cercato anche degli interpreti nostrani, e Impacciatore ha fatto centro, tanto da ottenere una storica nomination agli Emmy Award come Miglior attrice non protagonista di un Drama.

Non ha vinto, ma poco importa: per lei si sono aperte le porte di Hollywood. Il suo prossimo impegno non sarà una serie tv qualunque, ma lo spin-off del cult The Office. Attesa in streaming dal 4 settembre su Peacock (in Italia la sua uscita deve ancora essere chiarita), The Paper -questo il titolo- la vedrà nel cast di regular, nei panni di Esmeralda, una delle persone al lavoro per un quotidiano locale dell’Ohio nella cui redazione si reca la stessa troupe che per anni ha seguito -nello stile del mockumentary- le vicende della Dunder Mifflin.

The White Lotus è stato un game changing anche per altre due carriere, quelle di Simona Tabasco e Beatrice Grannò: entrambe note in Italia per la partecipazione a varie fiction -in particolare per Doc-Nelle tue mani, a cui hanno lavorato entrambe nelle prime due stagioni-, le due attrici hanno trovato numerose occasioni all’estero dopo la vetrina della tv via cavo per eccellenza (e Tabasco è stata nominata anche lei agli Emmy, nella stessa categoria in cui gareggiava Impacciatore).

De Angelis ed Esposito, alla conquista di piattaforme e via cavo

Ma questi sono solo alcuni dei casi più recenti: basti pensare a Matilda De Angelis, che dopo essersi fatta notare in The Undoing (ancora HBO) a fianco di due pezzi da novanta come Hugh Grant e Nicole Kidman, è stata scritturata da Prime Video per diventare protagonista di Citadel: Diana, spin-off della serie tv creata dai fratelli Russo che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto generare un universo di spin-off ambientati in varie parti del mondo. La dura legge dello streaming ha però costretto la piattaforma a rivedere il progetto, cancellando Diana dopo una stagione.

E poi Salvatore Esposito: lui, che si è fatto conoscere fuori dall’Italia come Genny Esposito di Gomorra, ha raccolto numerosi consensi e proposte, come quella di fare parte della quarta stagione della serie antologica Fargo, ambientata nella Kansas City degli anni Cinquanta.

Tutti dicono “Italia, mi piaci!”

Gli italiani piacciono sempre di più, così come il nostro Paese: sicuramente se numerosi attori stanno ottenendo consensi all’estero è anche perché sono aumentate le produzioni che atterranno nello Stivale per girare qualche episodio o intere serie tv. E una volta sul territorio, si rende necessario trovare attori ed attrici del posto per rendere più credibile la trama e soprattutto i personaggi (alzi la mano chi trova estremamente fastidioso quando degli attori non italiani fingono di essere cominciando a parlare la nostra lingua).

E’ accaduto -oltre che con la già citata The White Lotus– con la bellissima Ripley, su Netflix, per cui hanno lavorato Maurizio Lombardi (visto anche in Citadel: Diana), Margherita Buy, Francesco Foti e Vittorio Viviani. Ma anche con The Good Mothers di Disney+, in questo caso co-produzione tra l’italiana Wildside e House Productions, che ha vantato un cast di attrici italiane che hanno portato a casa il Berlinale Series Award, e con l’appena uscita The Twisted Tale of Amanda Knox (girata in parte a Perugia, dove si sono svolti i fatti narrati), che include nel cast Francesco Acquaroli, Giuseppe De Domenico e Roberta Mattei.

Dalle miniserie alle serie tv rodate: al fascino italiano ha ceduto anche una serie che ha fatto della sua location francese uno dei propri punti di forza. E così, anche Emily in Paris è passata a trovarci, con episodi girati prima a Roma per la terza stagione, e poi anche a Venezia per la quarta, includendo nel cast di entrambe le stagioni Eugenio Franceschini nei panni nientemeno che di un interesse amoroso della protagonista (Lily Collins). Sempre in casa Netflix, la miniserie Marco Polo (una delle prime produzioni della piattaforma) scelse un italiano come protagonista, Lorenzo Richelmy, affiancandolo a Pierfrancesco Favino: questo accadeva più di dieci anni fa.

Italian’s Anatomy

C’è una serie tv statunitense su tutte che, però, ha anticipato i tempi, includendo nel proprio cast non uno, ma due attori italiani. Grey’s Anatomy ha introdotto già nel 2015 il personaggio di Andrew De Luca, interpretato dall’italiano Giacomo Giannotti e capace anche di conquistare il cuore della protagonista Meredith (fino al tragicolo epilogo che ha portato alla sua uscita di scena).

Ad Andrew fu affiancato poi il personaggio dalla sorella Carina, anch’essa interpretata da un’italiana, Stefania Spampinato (successivamente entrata nel cast di Station 19 dove, tra l’altro, ha recitato anche Gabriella Pession). Una passione, quella per l’Italia, che la serie ha esplicato anche nel sogno segreto della protagonista, che nella quattordicesima stagione confessò di volersi trasferire in Sardegna una volta terminata la sua carriera.

Una nuova fase (ma non perdiamo i nostri talenti!)

Quello che per molti altri Paesi è la normalità, per noi suona come una piacevole sorpresa: vedere attori e attrici di casa nostra cominciare a farsi conoscere all’estero. E non solo tramite il cinema, ma anche e soprattutto le serie tv che, grazie ad una maggiore velocità di distribuzione e fidelizzazione, riescono ad offrire agli interpreti una vetrina più ampia verso nuovi lidi professionali.

Il merito va alla caduta di alcuni stereotipi legati al nostro Paese: i racconti e i personaggi offerti alle star italiane del cinema e della tv si allontanano sempre più da certi luoghi comuni che imperavano all’estero, regalando anche a noi ruoli complessi, non banali e capaci di svilupparsi in più stagioni, ottenendo il consenso del pubblico e dando agli sceneggiatori un respiro maggiore in termini di scrittura.

Certo, i nostri attori devono fare la propria parte e rendersi “appetibili” al mercato. Come? Innanzitutto, linguisticamente parlando, applicandosi quindi nello studio delle lingue straniere, arricchendo le proprie skills e aprendo la strada a una più facile interlocuzione con case di produzione, registi, menager e scrittori.

Ma l’Italia ci guadagna? Se un attore nostrano diventa protagonista di una serie tanto attesa o una produzione ci sceglie come location per uno o più episodi, a sorridere non è solo il comparto, ma tutti noi, che orgogliosamente ci ritroviamo in quel mondo di storie, sopresi e personaggi inarrivabili che fino a qualche anno fa sembravano distanti anni luce da noi.

E l’Italia si trasforma da cartolina a luogo tridimensionale, dove le mappe possono condurre là dove non avremmo potuto pensare fino a poco tempo fa. Ma allora, non ci conviene cominciare a valorizzare i nostri interpreti quando giocano “in casa”, senza aspettare che raggiungano la consacrazione altrove?

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