

Victoria Cabello colpisce ancora: perché Fuori di Cabello è la TV che ci mancava (anche se è un podcast)
Diciamocelo chiaramente: ci mancava. Ci mancava quel sopracciglio alzato, quella capacità di mettere a disagio (ma con amore) e quella risata che abbiamo imparato a conoscere dai tempi di MTV fino a Le Iene e Very Victoria. Oggi Victoria Cabello è tornata e lo ha fatto nel modo più intelligente possibile: hackerando il sistema dei podcast con Fuori di Cabello.
Ho visto le prime quattro puntate uscite e la riflessione – già dopo la seconda – è sorta spontanea: Victoria ha finalmente ritrovato il format che la valorizza davvero, riportando in vita la “cattiveria” buona della tv del passato, ma con un ritmo tutto nuovo. Non poteva scendere negli inferi del dimenticatoio catodico, anche perché un’impronta come la sua – che ha lasciato anche nella storia di Quelli che il calcio, pur non conoscendo il calcio – non poteva essere messa in un angolo. Perché no, Victoria non si lascia mettere in un angolo.

Più di un podcast: il potere del “Vodcast”
Capiamoci, o almeno tentiamo di farlo: tecnicamente si chiama Vodcast (Video Podcast), ed è un dettaglio fondamentale. Perché Victoria Cabello è una delle poche conduttrici italiane che “parla” anche quando sta zitta. Ascoltarla e basta non renderebbe giustizia alla sua mimica: gli sguardi complici lanciati alla camera, le facce perplesse, l’imbarazzo simulato. Fuori di Cabello ci restituisce la Victoria visiva, quella che non ha bisogno di urlare per farsi sentire, ma a cui basta uno sguardo in camera per smontare l’ospite di turno. È la sua comfort zone, e si vede.
Via il pubblico, giù la maschera
C’è un dettaglio che fa tutta la differenza del mondo rispetto al vecchio show – che poi a guardarlo oggi mica tanto vecchio non è – su La7: non c’è il pubblico in studio. E questo cambia tutto. In TV, l’ospite è addestrato a cercare l’applauso, a fare la battuta per la platea, a recitare. Lì, in quello studio minimal chic in via di trasloco che ricorda un salotto tra amici con delle sedie di plastica raccattate al primo bar, il “terzo incomodo” (il pubblico) non c’è.
Niente applausi finti a coprire i silenzi o a salvare l’ospite da una domanda scomoda. Il risultato? Crolla la recita. Personaggi abituati alle luci della ribalta come Emma Marrone o Federica Pellegrini si dimenticano delle telecamere. Si crea una bolla di intimità, quasi come se stessimo spiando una conversazione privata dal buco della serratura.
L’elogio del consapevole politicamente scorretto (finalmente!)
In un’epoca in cui tutti hanno paura di dire una parola fuori posto, Victoria crea un “porto franco” dove…vale tutto! (cit.).
È l’amica geniale (e un po’ perfida) a cui permetti di dirti tutto, insultare tra le righe ma anche senza le righe, mandare a quel paese se vuoi mandare a quel paese. Solo lei può sottoporre Enzo Miccio a un test per scoprire “quanto è isterico e irritabile“, o indagare se Emma abbia un carattere “diversamente bello o semplicemente di m***a” e classificare quanto e brava a letto in una scala “da zero a Stefano de Martino“.
E la magia è che gli ospiti ridono, stanno al gioco e si raccontano con una schiettezza disarmante, liberatoria. Sono consapevoli della conduttrice che hanno davanti e si prestano alla cosiddetta “ruota libera” senza pensare a quale immagine esce al termine della chiacchierata.
Fuori di Cabello ci insegna che non servono lustrini, balletti o studi faraonici. Bastano due microfoni, due sedie comode – ma pur sempre di plastica – e la capacità di trasformare un’intervista in una chiacchierata tra amici che non si vedono da tempo. Bentornata, Vic.
Quello che devi sapere su Fuori di Cabello: la scheda
- Cos’è: Il nuovo Vodcast condotto da Victoria Cabello.
- Dove vederlo: Su YouTube (versione video) e su tutte le piattaforme audio (Spotify, Apple, Amazon).
- Quando: Ogni mercoledì una nuova puntata.
- Gli Autori: Victoria Cabello, Ugo Morosi, Alessandro Mannucci, Antonio Losito, Massimiliano Ferramondo.
- Le puntate cult: Da recuperare assolutamente quella con Emma (per l’onestà brutale) e quella con Enzo Miccio (per i retroscena raccontati dal Wedding Planner).






