Festival di Sanremo e la controprogrammazione Mediaset: quando Amici, Zelig, Grande Fratello, I Cesaroni, Elisa di Rivombrosa sfidavano l’Ariston

Festival di Sanremo, come è cambiata negli ultimi anni la controprogrammazione Mediaset: per due volte il sorpasso in termini di ascolti, in altre occasioni polemiche… senza dimenticare le rivelazioni di Striscia la notizia.

Le migliori proposte Mediaset in onda durante la settimana del Festival di Sanremo? Oggi sarebbe impossibile (nel 2026 ci sarà “solo” La ruota della fortuna, peraltro con durata ridotta, a provare a intercettare una parte di pubblico contro la prima ora di messa in onda dello show di Rai1) ma ci sono stati in passato anni in cui Canale 5 e/o Italia 1 non sono rimaste “spente” per tutte e 5 le serate della manifestazione canora. Ripercorriamoli.

Controprogrammazione Mediaset al Festival di Sanremo, forte negli ultimi anni del Novecento e nei primi del Duemila (con sorpasso in due occasioni)

Il 22 febbraio 1996 si legge su La Stampa: “Maurizio Costanzo, dal Teatro Parioli, si lagna tutte le sere: ‘È troppo lungo, troppo lungo, non finisce più’. La butta sull’ironia ma si vede che le canzonette proprio non gli vanno giù. Sa che finché c’è Sanremo, l’ascolto del suo talk show è destinato ad una caduta verticale. Anche Alberto Castagna ha mugugnato in una delle tante apparizioni come ospite in trasmissioni Fininvest. Striscia la notizia, il Tg satirico di Canale 5, si è spostato a Sanremo per poter raccogliere sul posto l’audience necessaria per continuare a mantenere il record d’ascolto. Anche Greggio e Iacchetti hanno capito che l’aria di Sanremo si respira soltanto a Sanremo. La Fininvest ha potenziato la programmazione dell’intera settimana del Festival con film di prima visione e proponendo il meglio delle sue trasmissioni di successo. Ma Sanremo è Sanremo: non c’è nulla da fare”.

Anche negli anni successivi la tendenza è confermata. Nel 1998 le reti berlusconiane inseriscono nei loro palinsesti ben otto programmi che, solitamente, non trattano delle canzonette sanremesi: Verissimo, Le Iene, Target, Fuego, Chi c’è c’è, Super e Striscia la notizia. E Pressing che, per evitare, faticosi spostamenti al conduttore Raimondo Vianello, prestato” provvisoriamente alla Rai, si trasferisce a Villa Ormond, a cinque minuti di cammino dall’Ariston. A questi vanno aggiunti tutti i tg delle reti Mediaset che trasmettono reportage, inchieste e servizi sul Festival: spicca tra tutti la coppia del Tg5 Emilio Carelli-Cesara Buonamici, inviati dal (di fuori del) teatro Ariston. Il mercoledì sera (25 febbraio) viene addirittura proposto su Canale 5 un programma intitolato Indagine sulla canzone truccata con Emilio Fede che annuncia il finto arresto di Iva Zanicchi mentre in studio ne parlano da complici Alba Parietti, Giuliano Ferrara, Pupo, Daniele Vimercati. In molti ci cascano. Maurizio Costanzo, gran regista della serata, parla di “una provocazione-divertimento”, utile a “guardare dentro l’oggetto tv e a discutere i limiti tra il vero e il verosimile”. E sull’essere andati contro Sanremo afferma: “Non lo avremmo fatto in una serata normale, il pubblico che sceglie di non guardare Sanremo è un pubblico un po’ particolare, di nicchia. Spero che, passato il polverone, si riesca a fare una riflessione seria”. Il comitato di redazione del Tg5 definisce l’episodio “gravissimo”, offensivo non solo per i telespettatori, ma anche per chi “quotidianamente sulla stessa rete è impegnato a dare un’informazione corretta, precisa e puntuale ai telespettatori”. Enrico Mentana sottolinea gli sforzi fatti dal suo tg per “arrivare al rango di primo telegiornale d’Italia, attraversando varie intemperie, in questo caso tra me e Costanzo esiste una legittima difformità di vedute”. Lamberto Sposini continua a definire il programma “una tragicommedia dell’informazione, una bufala per i telespettatori, una vergogna per chi lavora tutti i giorni, e non ‘una tantum’, per questa rete”. Dalla stessa parte si schiera Michele Santoro, che della trasmissione offre una precisa lettura: “Un’operazione di cabaret, con un intervento moralistico che ha generato effetti ridicoli, affidata a chi per mestiere dovrebbe farsi garante della bontà delle notizie trasmesse. L’uso del medium, a differenza del celebre caso di Orson Welles e della sua cronaca sull’atterraggio dei marziani, non è stato esaltato, ma limitato, povero e prevedibile. Il risultato? una specie di sberleffo all’indirizzo dei giudici”. Ma Fede si assolve: “Era una provocazione sul modo di fare informazione, non sulla politica o sulla giustizia che ritengo cose ben più serie sulle quali non mi pronuncio. Volevo vedere che riscontro avrebbe avuto sui giornali”. Aldo Grasso chiosa sul Corriere della Sera: “È giusto prendere per il sedere l’amata ‘gente’? Non è lo scherzo che indigna, è il dilettantismo della recita. Per fortuna la fiction non può confrontarsi con la finzione vera di Sanremo. Vero e falso sono attributi del discorso, non delle cose. Il Festival di Sanremo è l’unico discorso veramente falso che racchiude in sé la verità del nostro Paese (compreso Emilio Fede e la sua grottesca bufala). Solo Sanremo ci permette di ammettere con desolazione l’inesistenza di un ‘vero’ su cui poggiare”.

Nel 2002 Teo Teocoli, ospite di Sanremo, chiude la sua esibizione entro le 23.15, per non dare fastidio alla concorrenza, cioè al Maurizio Costanzo Show. Per Pippo Baudo “è una cosa normale. Quando un personaggio dello spettacolo è contrattualizzato da una emittente (e Teocoli ha un contratto con Mediaset, per cui sta preparando Scherzi a parte), può essere “prestato” a un’altra a patto che si mantengano certe regole di buona creanza. Si tratta di una ‘obligatio boni viri’, l’impegno di una persona perbene. Non mi sembra ci sia nulla di scandaloso: questi scambi, diciamo commerciali, sono sempre accaduti. Inoltre le esclusive costano moltissimo”.

Nel 2003 Zelig Circus sfida impavido il Festival di Baudo e per l’occasione Michelle Hunziker canticchia “Trottolino amoroso du-du da-da-da”. Mai era capitato fino a quell’anno che un programma concorrente di Sanremo incassasse uno share del 24,78 per cento con sette milioni e 272mila spettatori davanti alla tv. Ma questo successo ha un risvolto amaro, il trasferimento d’imperio dalla serata del martedì a quella del mercoledì per evitare la concorrenza interna Mediaset. Un trasloco voluto da Italia 1 “per evitare di costringere i telespettatori a dividersi tra due proposte comiche, Carabinieri 2 su Canale 5 e la kermesse di Claudio Bisio e Michelle Hunziker”. “È una mancanza di rispetto – dice l’autore Michele – il gioco di squadra di cui parlano riguarda Italia 1 e Canale 5, ma non il nostro gruppo”. “È quanto meno curioso – aggiunge il produttore Roberto Bosatra – parlare di Carabinieri come programma comico: al loro posto mi arrabbierei”. Sempre quell’anno Italia 1 trasmette uno speciale di Sarabanda. E il conduttore Enrico Papi afferma che Baudo ormai è finito. Replica di Pippo: “Vuol dire che lo inviterò ai miei funerali”.

Nel 2004 si verifica per la prima volta il sorpasso di Canale 5. Grande Fratello, che già aveva ben figurato l’anno precedente contro Sanremo, si impone contro la terza serata del Festival di Simona Ventura. “Siamo nella storia della televisione italiana perché è la prima volta che una trasmissione batte il Festival di Sanremo. Sono molto felice – commenta l’indomani della messa in onda Barbara d’Urso, conduttrice del GF – Non pensavo di poter vincere perché comunque questo è un Festival diverso, può piacere o non piacere, però ha una formula nuova. Mi aspettavo di contrastare ma non di batterlo”. Merito della puntata che “era fortissima. Mi sono divertita tantissimo io stessa così come le persone in studio. Sanremo è Sanremo, è il mostro sacro e, a mio giudizio, è un prodotto ben fatto. Il GF ormai ha uno zoccolo duro, qualunque cosa mandi in onda la concorrenza, noi abbiamo sempre otto milioni di telespettatori che ci seguono. Anche l’anno scorso la rete aveva deciso di andare in onda con GF e lo trovo giusto. avevamo dato una bottarella al Festival durante l’esibizione di Fedro. C’è spazio per tutti quelli che sanno fare questo lavoro e lo fanno bene. Il pubblico, poi, sceglie, dividendosi. Ma è un ottimo prodotto anche Sanremo”. E Marco Liorni, inviato del reality, sottolinea: “Nella puntata c’era la gioiosità e la forza di un grande reality come Grande Fratello: è ormai il festival di Mediaset. Per di più rafforzato da cantanti molto popolari, quelli che ti aspetteresti di vedere a Sanremo. Sanremo non ha più la forza accentratrice che aveva una volta. Davvero non è colpa di una grande Simona Ventura che in assenza dei Big ha fatto l’unica cosa che poteva fare: il varietà”.

Nel 2005 la stessa Ventura commenta la controprogrammazione Mediaset al Festival di Paolo Bonolis: “Noi avevamo contro delle autentiche corazzate: Elisa di Rivombrosa, il giovedì sera il Grande Fratello più visto. Ora invece si ricerca un pubblico di nicchia. Fallaci ha un bacino talmente elitario che non può essere d’alternativa al Festival”. Il riferimento è allo speciale di Canale 5 di Enrico Mentana dedicato a Oriana, la più nota giornalista italiana nel mondo.

Nel 2008 sono I Cesaroni 2 a superare una serata del Festival di Baudo. Claudio Amendola è raggiante a Il Giornale: “C’è quasi da restare in imbarazzo di fronte a un risultato così. Vuol dire che il pubblico ha veramente un grande affetto per noi. Riusciamo a non essere romanacci, ma romaneschi. A rappresentare la parte migliore della romanità e anche i tratti salienti, l’indolenza, la generosità, l’espansività con simpatia, tenendoci lontano dalla volgarità. Ciò che conta sono le storie, gli intrecci e soprattutto affrontare problemi moderni in cui le persone, soprattutto i ragazzi, che ci guardano si rispecchiano. Finché avremo qualcosa da dire, andremo avanti. Sanremo in crisi? Mah, penso che il Festival sia un patrimonio nazionale. Io non ho certo alcuna ricetta. Ma in queste situazioni si possono fare due scelte: piangersi addosso oppure cominciare a riflettere. Penso sia meglio la seconda soluzione”.

Nel 2009 è addirittura il serale di Amici 8 a sfidare Sanremo (di mercoledì)… proprio mentre all’Ariston cantano due creature di Maria De Filippi: Marco Carta (che poi vincerà quell’edizione) e Karima Ammar. Viene eliminata Silvia Olari che chiude il programma cantando con le lacrime agli occhi Georgia on my mind e Platinette le augura di diventare come Karima.

Nel 2023 c’è un nuovo timido tentativo da parte di Mediaset di “infastidire” il Festival. Dai talk politici di Rete 4 a Le Iene su Italia 1 per arrivare a C’è posta per te, in onda nella serata della finale dello show canoro. “Un atto di coraggio da parte di Maria De Filippi, e la ringrazio per questo. Abbiamo deciso di non rinunciare alle nostre offerte migliori perché penso che sia giusto proporre al pubblico una alternativa la più valida possibile. E poi ci sostengono i dati registrati nei giorni dei Mondiali di calcio, quando gli ascolti e le entrate pubblicitarie sono andati molto bene. Per cui perché dovremmo diminuire l’offerta nella settimana sanremese?”, dichiara alla vigilia Pier Silvio Berlusconi. Senza dimenticare Striscia la notizia con i servizi di Enrico Lucci: “Una libera scelta del programma e di Antonio Ricci che, come sempre, decidono in autonomia di cosa parlare”. Ma i risultati Auditel lasciano molto a desiderare. Le Iene totalizza solo 732.000 spettatori e il 4% di share mentre C’è posta ottiene solo 2.652.000 (12,34%). Renato Zero, unico ospite vip della puntata, non la prende bene e all’Adnkronos dichiara: “Sono un professionista, una persona perbene, mai fatto speculazioni. Ero stato interpellato da Amadeus per Sanremo: ma prima di andare al Festival devi preparare tutta l’artiglieria, mentre per andare da Maria basta indossare un ‘tailleurino’ e una scarpetta lucida con il tacco, è meno impegnativo. Che Mediaset abbia deciso di mandarmi in trincea, l’ho trovato un po’ fuori posto”.

Nel 2026 Bonolis chiosa al Corriere della Sera: “Non essendoci più una vera controprogrammazione, la Rai può sedersi comodamente sulla potenza immensa di Sanremo e non ha bisogno di dover spendere dei denari per creare un nuovo binario di racconto”.

Striscia la notizia e l’interessamento continuo per il Festival di Sanremo tra vincitori dichiarati in anticipo e rivelazioni sensazionalistiche

Sono 6 le volte in cui Striscia svela il podio del Festival di Sanremo, utilizzando metodi diversi. Nel 1990 Ezio Greggio e Raffaele Pisu annunciano in anteprima i nomi dei primi tre: Pooh, Toto Cutugno, Minghi e Mietta. Nel 1995 Greggio annuncia con una battuta la vittoria della cantante Giorgia che, come anticipato, trionfa alla 45esima edizione. Nel 1996 Enzo Iacchetti decide di usare un acrostico per il suo pronostico, per evitare che qualcuno della Rai intervenga per falsare la sua previsione. Durante la puntata di quel sabato il conduttore afferma che girerà un film con “Rosa Fumetto, Lino Banfi e Vince Tempesta”. Nella puntata del lunedì seguente, il 26 febbraio, viene svelato il meccanismo dell’enigmatica frase. Infatti, leggendo in ordine il nome dei tre artisti, si ottiene la frase: “RosaLino Vince”. Rosalino, infatti, è il nome completo di Ron, che poi vince la 46esima edizione. Nel 1997 Iacchetti dice che a vincere saranno “Bau bau, micio micio”, un riferimento ai Jalisse che, in un’intervista rilasciata proprio al tg satirico, hanno dichiarato ad Antonio Ricci che il loro nome non ha un senso particolare, piace solo la musicalità del suono e, tra i possibili significati, potrebbe esserci “glu glu glu”, “miao miao miao” o, appunto, “micio micio, bau bau”, il tormentone di Striscia. Nel 2003 il tg satirico viene contattato dall’avvocato Ugo Cerruti, che sostiene di essere a conoscenza del nome del vincitore della 53esima edizione. L’avvocato, alla presenza di Jimmy Ghione, dichiara al notaio Luciano Quaggia il nome di chi trionferà, attraverso un atto pubblico consultabile da chiunque. L’artista indicata è Alexia, che in effetti vince. Nel 2025 è il 5 febbraio quando Pinuccio, inviato del tg satirico, ospite in una trasmissione su Telebari (andata in onda il 7 febbraio), annuncia con dieci giorni di anticipo quello che sarebbe stato il vincitore: “Quest’anno vince Olly. Non so nemmeno chi è, ma ho saputo che vince lui. Quando vince un cantante, bisogna sempre chiedersi chi c’è dietro… andate a vedere chi c’era dietro il vincitore dell’anno scorso, chi c’era dietro quello di due anni fa: cosa avevano in comune?”. “Il management”, la risposta del conduttore in studio.

Nel 1995 Pino Pagano è protagonista di un tentato suicidio in diretta durante il Festival. Striscia rivela che Pagano una settimana prima aveva informato i media – Rai inclusa – di voler compiere quel gesto clamoroso. Inoltre, ai microfoni del tg satirico, Pagano ammette: “Il tentato suicidio era simulato al cento per cento, la Rai e Pippo Baudo sapevano tutto”.

Nel 1997 a Striscia Ezio Greggio appare dotato di un paio d’ali bianche, identiche a quelle che pochi minuti dopo avrebbe esibito su Rai1 Piero Chiambretti, appeso al soffitto del palcoscenico del teatro Ariston.

Nel 2024 Pinuccio indaga sul caos televoto e svela che in totale le preferenze non validate sarebbero circa 7 milioni, a fronte del milione e 600mila di quelle registrate, ma si concentra anche sulla pubblicità occulta di un noto marchio di scarpe nel corso dell’esibizione di John Travolta insieme ad Amadeus, conduttore del Festival, per la quale la Rai viene poi multata.

Innumerevoli, poi, i Tapiri d’Oro consegnati durante la settimana festivaliera.

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