La cosa più bella di Dazn è BordoCam
BordoCam - Conte sorride

Ma quanto è figo BordoCam, il format di Dazn che racconta le partite di Serie A da bordo campo, garantendo una fruizione moderna, spettacolare e giornalisticamente interessante degli highlights.

Nel contesto oggettivamente scadente di Dazn, tra le telecronache ansiogene di Pierluigi Pardo (che resta comunque di gran lunga il più bravo lì dentro), l’inconsistenza di certe seconde voci e il micidiale piattume delle discussioni in studio (fanno eccezione Stramaccioni e Ambrosini, non a caso arruolati anche da, rispettivamente, Rai e Prime Video), svetta incontrastata BordoCam*.

Che cos’è BordoCam

Si tratta del format di Davide Bernardi che viene proposto ogni settimana sull’app (e, qualche ora dopo, sul canale Youtube) di Dazn. Un riuscitissimo tentativo di raccontare in maniera immersiva le partite di Serie A, competizione per la quale il servizio di streaming detiene i diritti.

Il concept è tanto semplice quanto spettacolare: proporre retroscena, urla e reazioni da bordo campo, con protagonisti allenatori, calciatori e non solo.

BordoCam è nato ormai sei anni fa, ma soltanto negli ultimi mesi, dopo varie sperimentazioni e declinazioni, si è consolidato come prodotto digitale di grande qualità, votato alla viralità sui social, dove tifosi e appassionati lo fanno rimbalzare con naturalezza. Perché ha un pregio rarissimo, a maggior ragione in un calcio pieno zeppo di telecamere ad ogni angolo di campo (addirittura una ce l’ha addosso persino l’arbitro): è coinvolgente.

Le perle di BordoCam

Spalletti che, alla prima sulla panchina della Juventus, a Cremona invoca Gianluca Vialli. Conte e Lautaro che si minacciano a vicenda a distanza al Maradona. Thuram dell’Inter che suggerisce a McTominay del Napoli di sorridere (‘Smile, it’s beautiful!“). Allegri che dà dell’attore all’interista Barella, Simone Inzaghi che si ritrova quasi abbracciato all’allenatore avversario Baroni.

Sono solo alcune tra le scene più iconiche pescate fino ad oggi da BordoCam (nella puntata disponibile da ieri – tra poche ore arriverà quella su Roma-Milan – c’è un reiterato sorrisetto niente male di Conte; il mister del Napoli a più riprese rinfaccia all’arbitro di non essere voluto andare a vedere al monitor il contatto, da rigore, Bremer-Hojlund), che ha il merito di restituire emozioni e fatti dal campo. Come ha scritto Paolo Ziliani nella sua Palla Avvelenata su Substack, “capisci più cose guardando 15 minuti di Bordocam che seguendo un anno di talk show televisivi“.

 

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Intervistato dalla rivista Undici, Bernardi aveva svelato la genesi del format:

L’illuminazione arrivò nel 2016. Mi fanno vedere un pezzo di Movistar chiamato El Día Después. All’interno c’era una rubrica dal titolo “Lo que el ojo no ve”: ciò che l’occhio non vede. Un pezzo di tre minuti fatto di immagini non andate in onda. In Italia una cosa del genere non esisteva.

I labiali, le scelte musicali, il montaggio, la modernità

Bernardi, nato a La Spezia, in Liguria, nel 1991, è completamente a suo agio nel format, che sta contribuendo alla scrittura di una pagina nuova nel racconto televisivo di un evento sportivo, unendo in maniera efficace attenzione giornalistica, competenza calcistica e spettacolarizzazione degli elementi solo apparentemente di contorno. Il tutto con un lavoro tecnico di post produzione raffinato e preciso, nel montaggio, nelle scelte musicali e nelle trovate grafiche.

Bernardi doppia splendidamente i labiali dei protagonisti, portando gli spettatori dentro il rettangolo di gioco e dando vita a momenti non soltanto giornalisticamente interessanti, ma talvolta pure spassosi.

La prospettiva di Bordocam, che si concentra sul dietro le quinte dello spettacolo, è destinata a divenire la via più moderna per la fruizione degli highlights. Niente male, considerando che le azioni salienti sono ormai ritenute il futuro del calcio per gli utenti – i vecchi cari telespettatori da divano o i più freschi consumatori con device mobili a portata di mano – sempre meno capaci di mantenere una seppur minima soglia dell’attenzione nel corso dei novanta minuti.

*l’altra chicca, da quelle parti, è Open Var, soprattutto da quando lo conduce Federica Zille (il passaggio da Marco Cattaneo a Giorgia Rossi era stato inquietante).

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