Beautiful lascia la tv generalista…in Francia!
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Dopo quasi quarant’anni, TF1 cancella Beautiful dal palinsesto mattutino: un ‘addio’ silenzioso che racconta molto più di quanto sembri.

Il prossimo 22 agosto 2025, in Francia, TF1 trasmetterà l’ultimo episodio di Amour, gloire et beauté, per tutti conosciuta come Beautiful (ma all’anagrafe The Bold and the Beautiful), ponendo fine a una programmazione che, tra varie emittenti, dura ininterrottamente da quasi quarant’anni. La serie continuerà a essere trasmessa su TF1 Séries Films alle 6:30 del mattino, ma l’uscita dalla rete ammiraglia segna un passaggio simbolico che va oltre la semplice scelta editoriale.

La soap come colonna sonora domestica

Beautiful non è solo una soap. Per generazioni di spettatori francesi è stata una presenza fissa, una compagnia mattutina, un sottofondo di pranzi, faccende e pause caffè. Ha attraversato i decenni raccontando amori, tradimenti e resurrezioni improbabili con una costanza che la rendeva più simile a un’abitudine che a un contenuto da seguire attivamente. Per molti, non sapere più a che ora inizia Beautiful equivale a non sapere più che giorno è. E anche chi non ha mai guardato una puntata intera, almeno una volta si è imbattuto in Ridge, Brooke o Stephanie: nomi diventati meme ante litteram prima ancora che i meme esistessero.

La serie è entrata nel Guinness dei primati come soap più vista al mondo, trasmessa in oltre 100 paesi e doppiata in più di 35 lingue. In Francia è approdata nel 1987 su FR3, è passata a France 2 nel 1992 e poi, dopo una breve interruzione, è stata ripresa da TF1 nel 2023. Una traiettoria che dimostra la resilienza del prodotto e l’affezione del pubblico.

TF1 cambia ritmo (e pubblico)

La decisione non arriva di punto in bianco. TF1 sta riorganizzando il suo palinsesto mattutino: il programma di attualità Bonjour! condotto da Bruce Toussaint – l’equivalente del nostro Tg1 Mattina – sarà allungato fino alle 10:00, seguito dal segmento di televendite Téléshopping (ancora per poco) e poi da Les feux de l’amour ovvero Febbre d’Amore, trasmesso anche in Italia.

Il messaggio è chiaro: più informazione, più attualità, meno comfort television. TF1 punta a un pubblico più dinamico, più informato, forse più giovane. O almeno più sveglio. La fascia oraria che un tempo era il regno delle casalinghe e dei pensionati sta cambiando pelle: si passa dal racconto romanzato all’attualità concreta.

Le soap e la lunga agonia della TV generalista

Qui dove Netflix, YouTube e TikTok dettano tempi e formati, le soap tradizionali sembrano dinosauri gentili: lunghe, lente, infinitamente seriali. Ma proprio questa loro natura anti-binge le rende ancora speciali. Non chiedono attenzione piena, non si consumano in un weekend. Resistono, goccia dopo goccia, episodio dopo episodio, come la pioggia che batte sempre sullo stesso tetto. Ma oggi quella pioggia evidentemente non fa più quel rumore di una volta.

Eppure Beautiful ha saputo rinnovarsi nel tempo, pur rimanendo fedele alla sua formula. Ha affrontato temi come il cancro, le adozioni, la transizione di genere (con il personaggio di Maya Avant, una delle prime trans nella soap americana), la lotta di classe e persino la sostenibilità della moda. Perché, ricordiamolo, l’ambientazione principale della serie è la casa di moda Forrester Creations, e la soap è diventata anche una vetrina per stilisti e tendenze.

Non è un addio, ma non è nemmeno un arrivederci

Negli Stati Uniti The Bold and the Beautiful è ancora un’istituzione con 37 stagioni all’attivo e quasi 80 Daytime Emmy Awards. Alcuni attori interpretano gli stessi ruoli dagli anni ’80, come Katherine Kelly Lang (Brooke) e John McCook (Eric), entrambi presenti fin dalla prima puntata nel 1987. Un caso raro di continuità attoriale e affettiva. In Francia, chi vorrà continuare a seguirla potrà farlo in orari improbabili sulla rete tematica – e sottolineiamo tematica – TF1 Séries Films o in streaming su TF1+, la piattaforma streaming del gruppo. Ma la sua uscita da TF1 rappresenta la fine di un’era per un certo tipo di televisione generalista: quella che ti aspettava sempre allo stesso orario, con la sigla familiare e il volume un po’ troppo alto.

La tv che va avanti, lascia dietro una storia di peso

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La tv cambia, il pubblico cambia, dunque le abitudini si evolvono. Ma qualcosa si perde sempre. Quando una soap come Beautiful esce di scena dalla tv generalista dopo 40 anni, ci accorgiamo che non era solo la storia dei Forrester a tenerci compagnia. Era il suono rassicurante del “tutto passa, ma domani ci saranno ancora“. Anche se oggi, quel domani, va in onda su un altro canale e molto più presto del previsto. E magari senza nemmeno un recap di quello che è successo ieri.

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