Quando la Tv mette al centro la provincia: dal recente Sagre d’Italia allo storico Linea Verde che si moltiplica
provincia in tv

L’analisi dei programmi che ci fanno fuggire dai contenuti artefatti a favore di un racconto senza filtri eccessivi, che valorizza le “piccole verità quotidiane” fuori dalle metropoli tra tradizioni e comunità resilienti. La provincia si prende la Tv: sagre, borghi e storie lontane dalle grandi città

Dimenticata, abbandonata, snobbata, se non addirittura schifata. Tanti termini dispregiativi sono spesso associati alla realtà della provincia. I dati dicono che in Italia si contano oltre 5.500 piccoli comuni con meno di 5.000 abitanti, che rappresentano circa il 70% del totale dei comuni italiani e il 17% della popolazione. Inoltre, circa il 98% dei comuni sono sotto i 50.000 abitanti, numero che solitamente serve a definire una città come di piccole-medie dimensioni. Solo 137 comuni su oltre 7.800 superano questa soglia.

Per fortuna c’è chi la provincia la sta riscoprendo. Le persone, soprattutto, che ne lodano i ritmi di vita più lenti, ma anche la Tv che cerca di portare il racconto fuori dalla metropoli per mostrare l’estrema diversità del territorio italiano, mettendo dunque la provincia al centro dello schermo. Non è un caso che Linea Verde, il programma simbolo di Rai1 su questo argomento, si sia moltiplicato con numerosi spin-off specializzati. Il percorso inizia da molto lontano.

Attraverso decenni di trasmissioni, la tv ha trasformato il territorio extraurbano da spazio marginale a protagonista di un’estetica basata sull’autenticità, sulla memoria e sul patrimonio enogastronomico.

Il presente dal più recente Sagre d’Italia

Abbondonare gli studi televisivi per restituire una visione più realistica e, perché no, anche più “sporca”, finalizzata a dipingere un quadro quanto più vero possibile. È così che la sagra e il borgo diventano nuovi palcoscenici di una narrazione che fonde intrattenimento e marketing territoriale.

L’ultima produzione in questo senso è Sagre d’Italia, in onda su Food Network e online su discovery+, condotto da Giusi Battaglia (già esperta di altri programmi di cucina territoriale) e Antonino La Spina (presidente dell’UNPLI, Unione Nazionale Pro Loco d’Italia). Qui il cibo non si limita a essere presentato come un prodotto finito del territorio visitato, venendo inserito all’interno della cornice delle sagre. In Italia ogni mese se ne svolgono moltissime e di ogni genere, sono il cuore pulsante di tante comunità nonostante, purtroppo, siano ancora malviste da chi rifugge dal folklore, dal nazionalpopolare.

Attraverso il lavoro dei volontari delle Pro Loco, il programma mette in luce come queste manifestazioni siano custodi attivi del patrimonio locale, capaci di valorizzare prodotti simbolo e tradizioni secolari. Dalla Sagra del Gorgonzola in Lombardia ai fagioli di Sarconi in Basilicata passando per la cipolla rossa in Calabria, tutto diventa un laboratorio di comunità per valorizzare il prodotto nella sua intera filiera.

La stessa Giusi Battaglia è anche protagonista su Food Network di Giusina in cucina, che si concentra sulle ricette antiche dei borghi siciliani da nord a sud dell’isola. Parlando di borghi, esiste su Rai3 il celebre concorso annuale Il borgo dei borghi, che nasce all’interno di Kilimangiaro con Camila Raznovich, e un’altra eccellenza si trova su Tv2000 ed è Borghi d’Italia condotto da Mario Placidini. Un programma giunto ormai alla quattordicesima edizione in cui oltre l’aspetto culturale si aggiunge il lato spirituale, vista la collocazione sulla rete gestita dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI). La scaletta di Borghi d’Italia prevede l’incontro con il sindaco, il parroco e gli abitanti locali, trasformando ogni puntata in una monografia di un comune italiano.

Non solo sagre e borghi. Ci sono anche i mercati rionali e quelli dell’ortofrutta, vivi nelle piccole città come nelle metropoli, piccole oasi sociali in un mondo sempre più asociale, dove a contare di più sono i rapporti diretti di fiducia che si creano tra commercianti e clienti rispetto al semplice acquisto di prodotti. A prendere in prestito questo tipo di racconto è Cucina al mercato con Ruben, sempre di Food Network, dove lo chef Ruben Bondì si muove tra i mercati incontrando produttori e visitatori, alla scoperta di materie prime stagionali e specialità del territorio per trasformarli poi in piatti da gustare intrecciando sapori del presente e memoria culinaria del luogo. Sebbene le prime edizioni siano ambientate in grandi città (Roma, Napoli, Palermo), la prossima si concederà una visita a Rimini e, magari, in futuro il racconto si sposterà in altre realtà più piccole.

Provincia è sinonimo anche di monasteri e luoghi di ritiro. Quanti se ne incontrano sulle stradine dissestate tra le colline delle nostre Regioni. C’è chi ha pensato di comprendere col linguaggio della cucina cosa voglia dire viverci. E la traduzione in video corrisponde a Le ricette del convento, con Don Salvatore, Don Anselmo e Don Riccardo, e a La cucina delle monache, dal Monastero delle Benedettine di Sant’Anna a Bastia Umbra. Entrambi sul canale 33 del digitale terrestre. Se si parla di cibo, d’altronde la rete specializzata resta quella. La stessa che, in merito a luoghi silenziosi e isolati, ha sperimentato Cavoli e merende con Luca Calvani, che dalla sua casa del bosco in Toscana ha raccontato il legame tra natura e cibo attraverso ricette semplici.

La longevità del gigante generalista: Linea Verde

In oltre quarant’anni di messa in onda, dal 1981 ad oggi Linea Verde ha saputo mutare pelle per rispondere alle sfide della modernità. L’inserimento di tecnologie come i droni e una regia sempre più cinematografica ha permesso di mantenere standard qualitativi elevati, rendendo la provincia italiana un prodotto visivamente appetibile per un pubblico ampio.

Se inizialmente il focus era la produzione agricola – raccoglieva l’eredità di storiche rubriche degli Anni 50 e 70 come La Tv degli agricoltori, A come agricoltura e Agricoltura domani – nel tempo il programma ha abbracciato temi come la biodiversità, la sostenibilità energetica e la valorizzazione dei prodotti DOP e IGP. Il successo del format originale (quando ancora non si parlava di format) ideato da Federico Fazzuoli, volto simbolo per oltre un decennio, ha generato una galassia di spin-off che coprono ogni aspetto del territorio italiano.

Se ne contano 9 in produzione attualmente (Linea Verde Italia, Linea Verde Bike, Linea Verde Tipico, Linea Verde Start, Linea Verde Discovery, Linea Verde Sentieri, Linea Verde Illumina, Linea Verde Tradizioni, Linea Verde Europa) e altri 8 sono stati prodotti in passato (Linea Verde Magazine, I grandi viaggi di Linea Verde, Linea Verde Orizzonti, Linea Verde Tour, Line Verde Radici, Linea Verde Storie, Linea Verde Link, Linea Verde Explora). Senza poi contare le altre linee, ovvero Linea Blu e Linea Bianca con i loro derivati.

Giusto per limitarci a due esempi, Linea Verde Italia si concentra sull’agricoltura urbana e sulla sostenibilità nelle città, mentre Linea Verde Sentieri esplora l’Italia dell’escursionismo e dei cammini spirituali in collaborazione con il Club Alpino Italiano.

Le altre risposte

Sul versante commerciale, Mediaset ha risposto con Melaverde, programma nato nel 1998 su Rete 4 e poi trasferito su Canale 5. Il principale conduttore Edoardo Raspelli ha introdotto un linguaggio più diretto nel valutare la qualità dei prodotti e delle aziende, mostrando la fatica fisica e le sfide tecnologiche e scegliendo dunque, a tratti, un approccio più aspro alla materia. Col passare del tempo si è cercato un altro tipo di equilibrio: la competenza tecnica di Vincenzo Venuto accompagnata dalla solarità di Ellen Hidding.

Accanto ai programmi focalizzati sull’agricoltura, si è sviluppato un filone dedicato al viaggio, dove la provincia viene letta attraverso la storia, l’architettura e la letteratura. Paesi che vai… Luoghi, detti, comuni, ideato e condotto da Livio Leonardi, prima su Rai1 e poi su Rai2, ha fatto del linguaggio nobile e ricercato per raccontare i centri storici italiani il suo punto di forza. Talvolta forse con risultati caricaturali, ma frutto di una sorta di direzione artistica in cui consapevolmente Leonardi tenta di affascinare, ammaliare il pubblico, spettacolarizzare i luoghi visitati e la loro storia.

C’è poi il filone più puro, documentaristico. Non si può non citare Geo, con Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi, storico programma di Rai 3 che ha fatto del tempo lento e della sostenibilità il proprio marchio di fabbrica. Attraverso un’attenzione maniacale alla qualità delle immagini naturalistiche e al racconto delle tradizioni che rischiano di scomparire, Geo sceglie di far riconnettere i suoi spettatori con la vita nel senso più profondo del termine. Una vita dove l’uomo non dovrebbe essere il dominatore della natura ma il suo principale ospite consapevole.

A suo modo ci fa esplorare la provincia anche Alessandro Borghese con il food travelogue di 4 Ristoranti, su Sky Uno e TV8. Sebbene il format non sia pensato specificatamente per la valorizzazione del territorio, ma si concentri sulla gara tra ristoratori, è inevitabile che i menù regionali, le sfide bonus legate ai piatti tipici e le valutazioni sulle location, facciano anche emergere l’ambientazione di ciascun episodio. Da semplice sfondo a protagonista della narrazione.

Altri esempi del passato

Sereno Variabile è stato il programma che, più di ogni altro, ha reso celebre il viaggio televisivo per far scoprire cultura, artigianato e sapori. In onda dal 1978 al 2019 su Rai2, la trasmissione è entrata nel Guinness World Records come il programma di viaggi più longevo del mondo, ed Osvaldo Bevilacqua ne è stato l’anima per oltre quarant’anni.

Ancora più indietro nel tempo, la realtà dei piccoli paesi italiani è passata anche dai quiz. Tra il 1959 e il 1962 su Programma Nazionale, Mike Bongiorno, Enzo Tortora e Renato Tagliani mettevano a confronto ogni settimana una località del Nord e una del Sud con Campanile Sera. La Tv usciva dagli studi per raggiungere le piazze d’Italia, contribuendo a far sentire unita la Nazione. L’elemento della sfida tra comunità è stato ripreso poi da Michele Guardì con la Gara dei comuni per il suo Mezzogiorno in famiglia. Svolgeva simile funzione, su Rete 4, anche La Domenica del Villaggio, di cui abbiamo parlato approfonditamente in un articolo.

Altra figura importante del passato è stata quella di Mario Soldati, a fine Anni 50, con i suoi reportage enogastronomici a partire da Viaggio nella valle del Po, in cui contadini, pescatori, viticoltori e casalinghe facevano scoprire la vita rurale che allora sembrava stesse scomparendo con l’arrivo delle prime trasformazioni industriali. Il lavoro di Soldati è stato analizzato anche in Provincia Capitale, con Edoardo Camurri su Rai3, che è stato un altro bell’esempio di provincia narrata con stile alto, antropologico. Il conduttore, fino al 2019, riusciva a dimostrare che nelle province italiane si nascondono storie universali che nulla hanno da invidiare a quelle delle metropoli globali.

Food Network ha avuto in palinsesto L’Italia a morsi – Con Chiara Maci, che dal 2019 al 2022 oltre a visitare luoghi storici e non e a scoprire produttori locali ha fatto entrare il pubblico nelle case di cuoche casalinghe che preparavano il loro menù tradizionale. Ed è un peccato che non sia ancora in onda, perché in più di 70 puntate ha acceso i riflettori su tante zone d’Italia poco esplorate (come Lierna in Lombardia, 2000 abitanti, o come Cormons in Friuli-Venezia Giulia, 7000 abitanti). Il programma lo scorso settembre ha però avuto uno spin-off, La montagna a morsi, girato tra le montagne della Val di Fassa, nel cuore delle Dolomiti.

La lista dei programmi nell’articolo

  • Sagre d’Italia (Food Network, con Giusi Battaglia e Antonino La Spina, di Casta Diva)
  • Giusina in cucina (Food Network, con Giusi Battaglia, di Jumpcutmedia)
  • Il borgo dei borghi (Rai3, con Camila Raznovich)
  • Borghi d’Italia (Tv2000, con Marco Placidini, di Rete Blu)
  • Cucina Al mercato con Ruben (Food Network, con Ruben Bondì, di Jumpcutmedia)
  • Le ricette del convento (Food Network, di Milano Produzioni)
  • La cucina delle monache (Food Network, di Milano Produzioni)
  • Cavoli e merende (Food Network, con Luca Calvani, di Casta Diva)
  • Linea Verde – e i suoi numerosi spin-off (Rai1)
  • Melaverde (Canale 5)
  • Paesi che vai… Luoghi, detti, comuni (Rai1 e Rai2, con Livio Leonardi)
  • Geo (Rai3, con Sveva Sagramola ed Emanuele Biggi)
  • Alessandro Borghese – 4 Ristoranti (Sky e TV8, di Banijay Italia)
  • Sereno Variabile (Rai2, di e con Osvaldo Bevilacqua)
  • Campanile Sera (Programma Nazionale, con Mike Bongiorno, Enzo Tortora, Renato Tagliani, Enza Sampò)
  • Viaggio nella valle del Po (Programma Nazionale, di e con Mario Soldati)
  • Provincia Capitale (Rai3, con Edoardo Camurri)
  • L’Italia a Morsi – Con Chiara Maci (Food Network, di Next Different)
  • La montagna a morsi (Food Network, con Chiara Maci, di Next Different)
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