L’addio ai gettoni d’oro: la storia segreta dei premi che hanno fatto sognare (e penare) i concorrenti tv

Per aggirare una legge del 1938, la Rai s’inventò i gettoni d’oro: oggi, Gerry Scotti ha annunciato che non saranno più utilizzati nei suoi game show, ma la tradizione di un simbolo della tv italiana resta ancora

Con un annuncio fatto poco prima della fase finale del programma (non a caso, quella più vista di tutta la puntata), domenica 1° febbraio la Ruota della Fortuna ha chiuso con i gettoni d’oro: Gerry Scotti ha infatti annunciato che i premi vinti dai concorrenti del game show (e presto quelli di Chi vuol essere milionario?) non saranno più corrisposti in gettoni d’oro, ma giungeranno in bonifico netto, con ritenuta d’acconto già applicata. “Ci hanno messo vent’anni ad ascoltarmi”, ha esultato Scotti, che ha dato il via alla fine di un’era, quella dei gettoni d’oro. Ma riavvolgiamo il nastro: perché nacquero, come funzionavano, e perché erano spesso una trappola?

I gettoni d’oro, l’escamotage contro la legge anti-azzardo

Tutto cominciò nel 1955, con i quiz Rai come Lascia o raddoppia? di Mike Bongiorno. Ai tempi, la legge 1938 equiparava i premi in contanti assegnati in tv a “gioco d’azzardo”, e dunque vietati al di fuori dei casinò e delle lotterie: la Rai, allora unica emittente, si inventò così i gettoni d’oro, ovvero dischi da 8-10 grammi in oro 18 carati (750/1000 puro), marchiati con logo dell’azienda. Non monete vere, ma “sostituti legali” dal valore nominale legato alle quotazioni aurifere (circa 1.300 euro l’uno negli anni più recenti).

La vera vincita cambia valore

Proprio quest’ultimo aspetto fa sì che il gettone d’oro non corrisponda perfettamente alla cifra che vediamo in sovrimpressione quando un concorrente vince il montepremi. L’emittente, infatti, trattiene subito l’Iva al 22% sul montepremi lordo: ad esempio, su 100.000 euro annunciati, il vincitore riceve gettoni per 82.000 euro.

Quindi deve attendere dai tre ai sei mesi per essere contattato dal Banco Metalli (che li conia): al vincitore/vincitrice si propone di venderli direttamente al Banco, con un’ulteriore trattenuta del 5% o di farseli mandare a casa per venderli personalmente alla Banca d’Italia o nelle oreficerie autorizzate. Nel secondo caso, bisogna fare attenzione al valore attuale dell’oro, e quindi vendere i gettoni quanto più conveniva.

Inoltre, va considerata l’Irpef al 20%, quella solitamente applicata ai premi per i giochi televisivi. Insomma, un bel giro per poi riceve una somma mai corrispondente a quella annunciata in tv (che, dal canto suo, ha sempre precisato che la vincita sarebbe stata elargita “in gettoni d’oro”).

Un simbolo tv, icona della vittoria

Tanto complicati da gestire, i gettoni d’oro sono altrettanto iconici nella storia della tv, entrando nel linguaggio dei quiz soprattutto dopo l’avvento della tv commerciale. Da quel momento, i gettoni d’oro sono diventati parte di un rito televisivo.

La loro diffusione avviene ovunque ci sia un programma (non per forza un quiz) in cui è comunque contemplata una gara con premio in denaro. Una sentenza del Tar del Lazio del 2018 aveva aperto ai contanti trasparenti, come nel Lotto, ma i gettoni hanno comunque resistito per qualche anno ancora, almeno in alcuni programmi.

E se nella tv più recente sono diventati solo una dicitura, in passato la loro presenza era anche scenica: pile scintillanti di monete sgargianti che ingolosivano i concorrenti e di cui i programmi potevano vantarsi. Insomma una sorta di sogno da toccare con le proprie mani, capace di cambiare la vita di una persona in meglio dando semplicemente la risposta esatta.

Un sogno dietro cui si cela un piccolo incubo, fatto di tassazioni, attesa, e valutazioni su quando e come compiere la mossa migliore per guadagnare di più. La vera prova, per il concorrente, non è tanto rispondere alla sequenza di domande proposte dagli autori, ma riuscire a districarsi nel labirinto di regole legate ai gettoni d’oro.

Una situazione che comincia ad essere legata al passato: se è vero che in Rai i principali game show (Affari Tuoi e L’Eredità in primis) continuano a utilizzare i gettoni d’oro (la mitica dicitura è sparita, ma i regolamenti sono chiari in merito), la possibile nuova era è stata aperta da Mediaset. La Ruota, ora, gira su un Iban: in quanti si accoderanno?

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