Quando la domenica mattina in tv era “del villaggio”: correva il 1996
la domenica del villaggio

Da Mengacci a Mara Carfagna pre-politica: cos’era La domenica del villaggio il programma di Rete 4 che ha portato la tv in piazza dal 1996 al 2005.

Se hai più di 30 anni, il binomio domenica/Davide Mengacci ti dice qualcosa. Non è un’associazione casuale: per quasi dieci anni, dal 1996 al 2004, era l’equivalente televisivo di un abito comodo. Quella domenica mattina non era un vuoto da riempire, ma uno spazio da abitare. Lento. Domestico. Fatto di tradizioni – e di ascolto.

Proprio lì, in quel contesto, nasce e cresce La domenica del villaggio. Non uno show da studio, non un programma evento. Una trasmissione pensata per entrare in casa senza bussare, mentre il sugo bolliva in pentola, pensavi già al pranzo ancor prima della colazione e la giornata iniziava con un ritmo diverso. Il titolo dice già tutto: domenica, villaggio, piazza: la metafora è servita.

Vai con la sigla!

La collocazione mattutina e il suo perché

La domenica del villaggio andava in onda al mattino, ma mica per caso.

Era l’orario in cui la tv restava accesa mentre si faceva colazione, si sistemava casa o si preparava il pranzo. Non serviva stupire: serviva tenere compagnia.

Il programma faceva esattamente questo: faceva festa con il pubblico, portava alla conoscenza i piccoli borghi dello stivale, ma senza correre e senza avere la necessità di cercare un colpo di scena. Era una presenza costante, familiare, riconoscibile.

Il format, spiegato semplice

Ogni puntata era ambientata in un paese o una città diversa. Niente studio televisivo: la piazza diventava lo scenario, la gente del posto il pubblico.

Dentro c’era un po’ di tutto: storie di vita quotidiana, tradizioni locali, musica e folklore, momenti di festa, gli interventi degli abitanti.

Non era un talent, non era un gioco, non era un talk. Era un programma che raccontava luoghi e persone, punto.

Mengacci e le co: da Celentano a Carfagna (prima della politica)

Il volto legato al programma è Davide Mengacci, perfetto per questo tipo di racconto. Mengacci non faceva il presentatore “da palco”: parlava con la gente, faceva domande semplici, lasciava spazio agli altri. Era uno che metteva a proprio agio.

Davide Mengacci

Se la conduzione di Mengacci è stata praticamente cementificata nel programma, nel tempo la co-conduzione è cambiata più volte.

Tra il 1996 e il 1999 c’è stata Rosita Celentano, poi dal 1999 al 2004 arriva Mara Carfagna, quando ancora lavorava solo in televisione prima di approdare negli ambienti politici. Nel 2004 è toccato a Barbara Gubellini, mentre l’ultima stagione, nel 2005, è affidata a Maddalena Corvaglia.

Il format resta lo stesso, ma prova ad aggiornarsi con volti diversi.

Dal successo arrivano gli spin-off

Il successo del format porta anche alla nascita di altre costole. Nella stagione 1996/1997 nasce lo spin-off Fatto in casa, collocato subito dopo la messa domenicale: una scelta che dice molto sul pubblico di riferimento e sulla funzione di continuità che Rete 4 assegnava a questo tipo di televisione.

Per la partenza della stagione 1997/98, viene realizzato lo speciale La festa del villaggio, un’occasione che rilancia il format e ne rafforza l’identità.

Nel 2000/2001 arriva invece Il sabato del villaggio, trasmesso al sabato in fascia preserale, tentativo di portare lo stesso spirito anche fuori dalla domenica mattina.

maddalena corvaglia

Chi c’era dietro

L’idea del programma è di Vittorio Giovannelli, che costruisce una trasmissione basata sulle persone e sui luoghi, non sullo spettacolo. La regia è di Rodolfo Ruberti, con uno stile molto sobrio: niente effetti inutili, poche sovrastrutture, attenzione al pubblico in piazza.

L’ultima stagione su Canale 5: il primo tentativo di battere Linea Verde

In tanti – se non tutti – hanno conosciuto La domenica del villaggio come uno dei programmi simbolo di Rete 4, dove va in onda dal 1996 al 2004. Pochi sanno però che nel 2005 il format è passato su Canale 5, questo nell’intenzione di portare un programma popolare in una fascia – quella del mezzogiorno – che poteva competere con Linea Verde (in onda su Rai 1), ma il contesto cambia e il programma perde quella collocazione naturale che aveva avuto la domenica mattina su Rete 4. Così poco dopo, l’esperienza si chiude senza clamore.

Oggi le trasmissioni che scendono in piazza sono quelle che si occupano di attualità, ieri si chiamavano anche La domenica del villaggio. Raccontavano benissimo un’idea di televisione che oggi si vede sempre meno.

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