

Arriva dal Belgio, è molto apprezzato all’estero e può ricordare alla lontana Pechino Express: il format Destination X sta facendo parlare di sé per come ha cercato di far evolvere il genere del reality. Ecco di cosa si tratta…
Per evolversi e sopravvivere, chi produce reality sta sempre più puntando su elementi unici ed innovativi che rendano la visione un evento imperdibile. Mentre potremmo incasellare Grande Fratello e L’Isola dei Famosi nel comfort reality da studio, di cui si conoscono ormai tutte le dinamiche anche di fronte a qualunque tipo di sorpresa, c’è chi prova a rendere imprevedibile il prodotto.
Tra questi c’è l’adventure reality Destination X (noto in Belgio e nei Paesi Bassi come Bestemming X), che si distingue come uno dei casi più rilevanti degli ultimi anni, rappresentando la continua creatività fiamminga del mercato televisivo belga-olandese, sempre in grado di ridefinire gli standard della produzione unscripted. Destination X può ricordare alla lontana Pechino Express, ma è in realtà un mix tra The Traitors e Race Across the World (anche quest’ultimo inedito in Italia).
Le origini e come funziona
Nato nel 2023 per il canale VTM dalla casa di produzione Geronimo, Destination X unisce il fascino del viaggio alla tensione del gioco di strategia e alla risoluzione di più misteri attraverso indizi. L’investimento è stato molto alto: stime del budget assegnato per ciascun episodio indicano che sia la produzione locale più costosa nella storia della tv belga.
Il costo, ripagato poi da ascolti, critica e fama internazionale, è probabilmente dovuto anche al protagonista dello show, l’X-Bus, un veicolo iper-tecnologico che funge contemporaneamente da mezzo di trasporto, set cinematografico e gabbia sensoriale per i concorrenti. E non solo, c’è da considerare tutta la carovana della produzione. Nella versione inglese della BBC, grazie al The Guardian, sappiamo che prevedeva una troupe di 190 persone smistata in circa 50 minibus, che hanno percorso 11.000 km in 32 giorni.
Quello di Destination X è, infatti, un viaggio principalmente al buio della durata di circa un mese. Dieci (o più) estranei vengono fatti salire su un autobus dai vetri completamente oscurati, privandoli di ogni riferimento geografico, temporale o tecnologico (essendo vietato l’uso di telefoni e GPS). L’obiettivo durante il gioco è identificare la propria posizione esatta nei momenti in cui è possibile farlo, sapendo che la produzione metterà in atto strategie ingannevoli.
I concorrenti scendono occasionalmente dall’autobus per affrontare sfide in esterna che possono variare da prove fisiche estreme a rompicapi intellettuali, spesso svolti in luoghi che, pur essendo reali, vengono presentati in modo da poter essere accostati a più Nazioni diverse. Queste sfide possono essere estremamente spettacolari: ad esempio ritrovarsi di punto in bianco sulla cima di una montagna per affrontare un percorso. Al termine di ogni tappa, i partecipanti devono recarsi nella “Map Room” per posizionare la loro “X” su un terminale digitale touch che rappresenta la mappa del continente europeo. Chi posiziona il proprio marker alla distanza maggiore dalla reale posizione del bus viene eliminato.
Ricapitolando:
- Transito a bordo del bus – I concorrenti devono dedurre al buio il percorso effettuato, anche tramite indizi sonori e non solo visivi, mentre la produzione cerca di ingannarli
- Sfide in esterna – Quando scendono dal bus, i concorrenti guadagnano indizi sulla posizione o vantaggi competitivi, mentre gli autori seminano anche falsi indizi
- Interazioni sociali – I concorrenti possono poi decidere se condividere le informazioni ottenute o depistare gli altri, dando vita a possibili alleanze, opportunamente identificate dalla produzione per creare una narrazione
- Map Room – È il momento in cui i partecipanti devono unire i punti riguardo quanto accaduto e indicare una posizione sulla mappa; per gli autori è il momento di aumentare la pressione psicologica nei loro confronti
L’autobus delle meraviglie
Come già detto, l’X-Bus non è un semplice veicolo. La versione originale e le successive adattate per i mercati internazionali utilizzano il modello VDL Bus & Coach Futura FDD2, un bus a due piani lungo 15 metri, dipinto di nero e interamente personalizzato. L’interno è diviso in aree specifiche progettate per ottimizzare le riprese e la gestione dello stress dei concorrenti. Nella parte bassa è presente la lounge e ci sono 10 posti a sedere dove le finestre sono dotate di un sistema a trasmissione luminosa variabile: questa funzione permette di variare la trasparenza del vetro per impedire ai concorrenti di riconoscere l’esterno o, al contrario, permettere alla produzione di rivelare indizi visivi sulle location attraversate.
L’illuminazione è stata curata per evitare l’effetto claustrofobico di un ambiente senza finestre. C’è stato uno studio approfondito delle luci e della cinematografia, per garantire che i volti dei concorrenti appaiano naturali durante le riprese. Si ritrovano quindi linee di luce diffuse sia sul pavimento sia sul soffitto con la giusta temperatura di colore.
La parte superiore dell’X-Bus è dedicata al confessionale e alla zona notte, con 10 postazioni che garantiscono un maggior comfort e sono monitorate da telecamere ad infrarossi (oltre a quelle classiche, che portano il totale delle telecamere a 25-35 a seconda delle versioni). Questo almeno nella narrazione televisiva, perché la BBC (Regno Unito) e M6 (Francia) hanno scelto di svelare che i concorrenti usufruiscono di un secondo autobus o di altri veicoli per dormire e per lavarsi.
Ma in tutto ciò, le pause tecniche e fisiologiche come vengono affrontate? Il protocollo vuole che si utilizzi il bagno interno per urinare ma non per… le necessità più “pesanti”: ecco che i concorrenti che ne hanno bisogno vengono scortati bendati o con una maschera verso un bagno esterno a disposizione su un altro veicolo. “Al buio”, ovviamente, si rimane anche nel trasbordo per recarsi sui mezzi notturni, anch’essi con vetri oscurati. L’X-Bus non è l’unico mezzo di trasporto usato nel format: esistono anche scene in cui i concorrenti si trovano, ad esempio, a bordo di un elicottero.
Un mix tra gioco e reality
Lo spettatore a casa possiede spesso le stesse informazioni dei concorrenti, il che trasforma la visione di Destination X in un gioco collettivo. L’utilizzo di QR code durante la messa in onda permettere agli spettatori di piazzare la loro “X” su una mappa digitale tramite la app di uno smartphone o un sito, aumentando così il legame tra il contenuto lineare e il consumo digitale.
A differenza di altri reality dove la produzione è una presenza invisibile ma onesta, in Destination X gli autori giocano da antagonisti attivi. È compito loro, infatti, fornire indizi giusti o falsi, che siano visivi o sonori (persino far credere che l’autobus salga su un traghetto, quando in realtà veniva sollevato da una gru). Il senso del dubbio è costante. Un elemento fortemente psicologico che avvicina Destination X a The Traitors ma anche a La Talpa.
Il casting deve poi svolgere un compito importantissimo: bilanciare personalità magari ignoranti in geografia ad altre esperte con una formazione specializzata. Nella versione british c’è stata ad esempio una giocatrice (un’ingegnere nucleare) in grado di dedurre la location guardando alla posizione del sole. Nell’edizione statunitense il casting ha unito alcuni vip alla gente comune per aumentare invece la visibilità del prodotto.
Tra i premi vinti dal format c’è il Rose d’Or 2023 come “Best Competition Reality Series” e il C21 International Format Awards del 2023 nelle categorie “Best Competition Reality Format” e “Best Multi-platform Format”.
Gli ascolti nei vari mercati
- Belgio – Tutto è partito da VTM. Consideriamo che è una Nazione piccola dove è più facile tirare fuori numeroni dal cilindro. In ogni caso, la prima stagione ha registrato una quota di mercato media del 41,9% nel target commerciale chiave (18-44 anni). I numeri sono aumentati anche nella terza edizione
- Francia – I francesi sono stati tra i primi a crederci con M6 che ne ha realizzato un’edizione tra fine dicembre 2023 e febbraio 2024. Prodotto da ITV Studios France, il programma ha debuttato con una quota di mercato del 25% nel target commerciale FRDA-50
- Paesi Bassi – E’ una nazione che condivide gran parte della cultura televisiva con le Fiandre. Lo ha importato RTL4 riuscendo a superare gli obiettivi di rete, con una quota share del 26,2% a partire da maggio 2024
- Germania – Una nota stonata nel percorso internazionale è rappresentata dalla Germania. Il lancio su ProSieben nel novembre 2024 è stato accolto freddamente, con uno share di appena il 5,9% nella fascia 14-49 anni. La rete ha poi spostato il reality dalla prima serata (delle 20:15) alla seconda serata (delle 22:25)
- Stati Uniti – Presentato dall’attore Jeffrey Dean Morgan su NBC e in streaming su Peacock dal 27 maggio 2025, il programma ha sfruttato il traino di America’s Got Talent per raggiungere un pubblico vasto. 4,2 milioni di spettatori totali attraverso tutte le piattaforme, raddoppiando le cifre nel “Live+Same Day”
- Regno Unito – BBC One ha lanciato la propria versione il 30 luglio 2025, affidando la conduzione a Rob Brydon. Il primo episodio ha attirato 4,3 milioni di spettatori, mantenendo una media solida durante tutta la stagione. Rispetto alla versione statunitense, il tono della narrazione è meno cupo
Destination X in Italia?
Della versione italiana di Destination X ancora non si parla, almeno non in pubblico. Sappiamo che Rai2 vorrebbe tornare ad avere un reality alla Pechino Express, ma in questo senso avrebbe già sperimentato e registrato un altro format ancora da trasmettere: The Unknown – Fino All’ultimo Bivio (di Banijay) che a giudicare dalle premesse potrebbe richiamarne qualche elemento. Probabilmente il fattore che più incide su Destination X è quello legato ai costi, in una tv italiana che punta sempre di più a prodotti a basso budget.
Intanto, però, in qualche modo l’Italia è stata comunque protagonista di Destination X. Alcune tappe delle versioni internazionali si sono svolte sul nostro territorio: dalla Torre di Pisa nella versione francese, a Piazza San Marco a Venezia e Roma in quella olandese e inglese.
In un mondo in cui tutto è tracciato da GPS e satelliti, anche nell’uso quotidiano per raggiungere un luogo della città in cui si risiede, Destination X offre una fuga verso l’ignoto, un ritorno all’intuizione e alla deduzione pura.





