

In Francia, dove ha origine, è in onda sulla tv generalista dal 2022 grazie a un successo inaspettato e nel frattempo si è espanso in altri mercati. The Fifty / The 50 in Italia è atteso sulla piattaforma Prime Video, ecco tutti i meccanismi del format e i concorrenti finora al centro dei rumor
Nato dall’intuizione creativa della label francese B Prod del gruppo Banijay France, il reality game The Fifty / The 50 (Les Cinquante, in originale) rappresenta una fusione sofisticata tra competizione fisica, strategia psicologica e dinamiche social, traendo ispirazione da successi della cultura pop contemporanea come la serie coreana Squid Game. Mentre in Francia ci ha scommesso la tv generalista, con il canale W9 che lo ha lanciato con successo nel 2022 (ad oggi quattro le edizioni realizzate), in Italia arriverà prossimamente sulla piattaforma streaming Prime Video, con la produzione di Banijay Italia, come era già inizialmente trapelato a settembre scorso da Fanpage.
La genesi del programma risiede nella volontà di superare i limiti dei reality tradizionali, spesso percepiti come eccessivamente statici o privi di una vera posta in gioco strategica. Si è deciso quindi di sfruttare la popolarità dei “celebrity reality” pur introducendo una struttura narrativa mutuata dai giochi di società. Quando parliamo di celebrity reality non serve scomodare la serie A: è chiaro che The Fifty, anche per via dell’alto numero dei concorrenti (50 come da titolo), vada soprattutto a pescare nella nextgen delle celebrità, cioè tutto il sottobosco digital di influencer e content creator cui affiancare altri vip di rango medio. Le eliminazioni sono continue, d’altronde chi si sognerebbe mai di seguire 50 partecipanti in contemporanea dall’inizio alla fine?
Chi è il Leone che fa da Game Master
Non sappiamo ancora se l’adattamento italiano utilizzerà gli stessi nomi della versione internazionale, ma in The Fifty un ruolo chiave lo gioca il Leone, una figura enigmatica che opera dietro una maschera da leone e che svolge il compito del Game Master, colui che tiene il gioco dettando le regole. La sua voce è contraffatta ed è circondato da altre maschere (cani, conigli, volpi) vestite di nero che collaborano con lui. Dalla quarta edizione francese, il Leone è accompagnato dalla Pantera.
Questa scelta estetica e narrativa assolve a diverse funzioni: elimina la necessità di un conduttore tradizionale, permettendo al programma di concentrarsi interamente sulle dinamiche tra i 50 concorrenti, e la maschera del leone conferisce un’aura di imparzialità e potere assoluto, creando una barriera psicologica tra i partecipanti e l’autorità che governa il gioco.
Nella localizzazione indiana del format il Leone risiede in uno spazio denominato La tana del leone, da cui osserva l’intero set e impartisce ordini che i concorrenti non possono mettere in discussione. In quella francese il covo scelto è più moderno, nonostante la location medievale, e si accosta all’immaginario dei film thriller dove c’è sempre un uomo misterioso dietro le quinte a tenere le fila. In Italia sappiamo che le riprese si sono svolte in un castello come per Les Cinquante.
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Il meccanismo
Il successo globale di The Fifty non è casuale, ma deriva da una serie di meccaniche progettate per massimizzare il coinvolgimento multi-piattaforma e la tensione narrativa. Il format si fonda sulla quantità massiccia di partecipanti e il legame diretto con la fanbase digitale.
La velocità delle eliminazioni iniziali crea un senso di precarietà che costringe i partecipanti a formare alleanze istantanee. Queste alleanze, tuttavia, sono instabili perché sono i sopravvissuti alle varie sfide a decidere quali dei perdenti salvare dalla definitiva esclusione. Il tradimento è anche incoraggiato, se si vuole tentare di sopravvivere. Ci sono poi tutti gli aspetti classici del genere reality: i confessionali, le aree di relax dove i partecipanti si raccontano, i dormitori dove ci si riposa, il momento delle prove di abilità fisica e mentale. The Fifty / The 50 si può dire dunque un mix tra reality e survival game.
Nella versione francese, il denaro accumulato durante le sfide viene assegnato a un follower del vincitore, selezionato casualmente tramite l’applicazione ufficiale dello show. I follower sono incentivati a scaricare l’app e a supportare il proprio idolo, poiché il successo del concorrente si traduce in una possibilità di guadagno per il fan. I concorrenti sentono una responsabilità morale aggiuntiva, sapendo che non stanno gareggiando solo per se stessi ma per migliorare la vita di uno dei loro sostenitori. Il montepremi finale è di 50 mila euro. Di pari passo, la produzione ottiene dati preziosi e una reach digitale significativa, rendendo il format estremamente appetibile per gli sponsor e per le piattaforme di streaming che mirano alla fidelizzazione dell’utente. The Fifty rientra quindi nella tendenza della gamification: uno show in cui tramite una app lo spettatore è attivo, non passivo.
Prime l’ha già testato in Germania
La Germania ha già sperimentato il format sulle piattaforme di streaming. Prodotto da EndemolShine Germany e Rainer Laux Productions, The 50 ha debuttato al primo posto nelle classifiche proprio di Prime Video Germania. Il successo è stato tale da spingere la piattaforma a ordinare immediatamente una seconda edizione, che ha superato la prima in termini di visualizzazioni totali, e una terza stagione prevista per marzo.
Se pensiamo che la versione televisiva francese ha previsto una cinquantina di puntate a edizione, collocate in preserale (ore 19:50) o nel pomeriggio (ore 17:50), si capisce anche come The Fifty / The 50 abbia trovato all’estero una casa ideale nelle piattaforme streaming, disposte a contenuti in formato maratona, il preferito per l’on demand.
Nelle community online, il programma è stato lodato per l’originalità delle sfide fisiche e mentali (sia complesse che banali, come un sasso-carta-forbici), mentre è stato criticato per il casting, con i “soliti sospetti” dei reality, ovvero quello che con un’espressione tanto amata sdoganata a Belve potremmo definire “il circoletto”. Avere sia opinioni positive sia negative gioca però a favore del format, poiché anche l’hate-watching (guardare un programma per criticarlo) garantisce visibilità. La confezione di The 50 ha ricordato ai tedeschi alcuni dei tipici reality cafonal proposti da RTL e RTL2.
Il cast di The Fifty in Italia
Eccoci infine al cast. Secondo Fanpage, che ha riportato le fasi di pre-produzione del reality, con le riprese che si sono svolte nel mese di settembre nel giro di pochi giorni, nel cast dei 50 concorrenti sarebbero inclusi:
- Celebrities più televisive: Antonella Elia, Valerio Scanu, Francesca Cipriani, Paola Caruso, Shaila Gatta, Imma Battaglia, Eva Grimaldi, Floriana Secondi, Helena Prestes, Antonella Mosetti, Francesco Nozzolino, Federico Fashion Style, Drusilla Gucci, Francesco Chiofalo, Matteo Diamante
- Celebrities più digitali: Alex Caniggia, Valerio Mazzei, Edoardo Esposito, Mila Suarez, Alessia Pascarella, Maika Randazzo, Tony Renda, Niccolò e Matteo Porta, Jenny Guardiano, Stefano Musazzi
Prime Video in Italia deve ancora ufficializzare il progetto e si spera già in una data di uscita. Il reveal dovrebbe avvenire a breve.





