

Operazione Portobello è l’ultimo dei prodotti che raccontano il calvario giudiziario subito dal conduttore Enzo Tortora. In attesa della miniserie di HBO Max…
A partire da lunedì 9 febbraio 2026, sono disponibili su tutte le principali piattaforme di streaming audio le prime due puntate di Operazione Portobello – Il Calvario di Enzo Tortora, nuovo podcast del giornalista Antonio Iovane, prodotto da OnePodcast, che ripercorre la vicenda umana e giudiziaria di Enzo Tortora, conduttore di Portobello, arrestato nel 1984 con l’accusa di associazione camorristica e traffico di droga.
Attraverso una lunga serie di interviste inedite, Antonio Iovane racconterà la storia di quello che fu uno dei più gravi errori giudiziari della cronaca recente e che coinvolse uno dei conduttori più amati all’epoca dal pubblico televisivo, considerato unanimemente tra i padri fondatori della tv in Italia.
Portobello, programma Rai andato in onda a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 e definito il papà di tutti i people show attuali, infatti, ispirò una moltitudine di programmi televisivi andati in onda nei decenni successivi.
Operazione Portobello e il caso Enzo Tortora
Il “caso Tortora”, come già anticipato, è considerato uno dei più clamorosi esempi di malagiustizia nella storia italiana.
Alle 4 del mattino del 17 giugno 1983, Enzo Tortora fu arrestato con l’accusa di associazione camorristica e traffico di stupefacenti. Le accuse si basavano principalmente sulle dichiarazioni di pentiti della Nuova Camorra Organizzata. In totale, furono 19 le persone che lo accusarono falsamente.
Le prove presentate contro Tortora si rivelarono inconsistenti. In casa di un camorrista, infatti, fu trovata un’agenda con un nome simile al suo (“Tortona”) e un numero di telefono. Successive perizie dimostrarono che il nome era diverso e il numero non apparteneva al conduttore.
Il contatto tra Tortora e un altro pentito, invece, era dovuto all’invio di alcuni centrini da parte di quest’ultimo per un’asta di Portobello, materiale che la redazione aveva smarrito, scatenando così il suo rancore e la sua vendetta.
Nonostante l’assenza di prove concrete, il 17 settembre 1985 Tortora fu condannato in primo grado a 10 anni di carcere. La sentenza fu accolta con sdegno da parte dell’opinione pubblica che si divise tra “innocentisti” e “colpevolisti”.
Durante il suo calvario, Tortora fu eletto europarlamentare per il Partito Radicale nel 1984 ma, pur godendo dell’immunità, decise di rinunciarvi per poter dimostrare così la propria innocenza. In questo periodo, si batté attivamente anche per i diritti dei detenuti e per una riforma della giustizia.
Il 15 settembre 1986, la Corte d’Appello di Napoli assolse il conduttore con formula piena, smontando le accuse dei pentiti giudicate frutto di calunnia e desiderio di notorietà. La sentenza fu confermata dalla Cassazione nel 1987.
Enzo Tortora tornò in televisione il 20 febbraio 1987, sempre a Portobello, esordendo con una delle frasi rimaste nella storia della televisione italiana: “Dunque, dove eravamo rimasti?”.
Enzo Tortora morì poco dopo l’assoluzione definitiva, il 18 maggio 1988, a causa di un tumore. La sua vicenda portò all’approvazione del referendum sulla responsabilità civile dei magistrati (Legge Vassalli).
Dove e come è stato raccontato il caso Enzo Tortora
“Dove eravamo rimasti?” è il sottotitolo di una fiction dedicata alla vicenda, diretta da Ricky Tognazzi e andata in onda su Rai 1 nel 2012 in due episodi.
Il caso Enzo Tortora – Dove eravamo rimasti? vide come protagonista, nei panni di conduttore, sempre Ricky Tognazzi, autore anche della sceneggiatura insieme a Simona Izzo, Giancarlo De Cataldo e Monica Zapelli, tratta liberamente dalle opere Applausi e sputi -Le due vite di Enzo Tortora di Vittorio Pezzuto e Fratello segreto di Anna Tortora.
La miniserie, però, fu criticata dalle figlie del conduttore, Gaia e Silvia Tortora, che la definirono un “romanzo d’appendice” e “una fiction romanzata senza attinenza con la realtà”.
Sempre la stessa precitata frase di Tortora ispirò il titolo anche di uno speciale di LA7 realizzato da Antonello Piroso, con la partecipazione di Gaia Tortora: Dunque, dove eravamo rimasti? – Speciale Enzo Tortora, andato in onda nel 2008.
Restando in tema di podcast, invece, nel 2023, Indagini, podcast de Il Post curato dal giornalista Stefano Nazzi, dedicò una puntata alla vicenda.
Tornando ai film per la televisione, infine, nel 1999 fu realizzato il film Un uomo perbene, andato in onda su Canale 5 e successivamente su LA7, diretto da Maurizio Zaccaro, con Michele Placido nel ruolo del conduttore. Silvia Tortora ne firmò il soggetto.
Il caso Enzo Tortora nella nuova miniserie di HBO Max
Portobello è anche il titolo di una nuova miniserie televisiva italiana, scritta e diretta da Marco Bellocchio, che sarà disponibile sulla piattaforma HBO Max a partire dal 20 febbraio 2026.
I primi due episodi della miniserie sono stati presentati nel corso dell’82esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.
Nel cast, troviamo Fabrizio Gifuni, nel ruolo del conduttore, Gianfranco Gallo, Fabrizio Contri, Tommaso Ragno, Valeria Marini, Francesca Benedetti e Alessandro Preziosi.
Il nuovo Portobello degli anni 2000
Il format di Portobello fu riproposto dalla Rai nel 2018, con la conduzione affidata ad Antonella Clerici, con la partecipazione di Carlotta Mantovan e Paolo Conticini.
Il remake del programma andò in onda nell’autunno di quell’anno, precisamente dal 27 ottobre all’8 dicembre, ogni sabato sera.
Il nuovo Portobello tentò di rimanere fedele all’originale, riproponendo molti elementi iconici come le rubriche storiche, Fiori d’arancio, AAA Vendesi-Cercasi, Dove sei? e Offresi talenti, il Centralone, gestito da Mantovan, con le centraliniste che raccoglievano le chiamate da casa, il Pappagallo, protagonista della la sfida per far dire il titolo del programma ad un pappagallo dal becco giallo, e l’inviato incaricato di seguire le storie in esterna.
Nonostante un debutto promettente, l’interesse per il programma calò progressivamente e la media finale si attestò intorno al 16% di share.
Non mancarono anche in questo caso le polemiche: Francesca Scopelliti, vedova di Enzo Tortora, criticò Antonella Clerici per non aver ricordato adeguatamente la vicenda giudiziaria e la sofferenza di Enzo Tortora mentre gli animalisti protestarono per l’utilizzo dell’animale in studio.
In interviste rilasciate negli anni successivi, Antonella Clerici ammise il flop, dichiarando anche che condurre il programma fu un errore.




