

Dal 2015, anno in cui fu introdotta la regola del vincitore del Festival automaticamente qualificato all’ESC, ci sono stati due rifiuti.
Quando si parla di Festival di Sanremo, automaticamente il discorso vira anche sull’Eurovision Song Contest.
Come sappiamo perfettamente, infatti, il vincitore della kermesse sanremese conquista automaticamente il pass per l’Eurovision, regola che fu introdotta ufficialmente nel 2015, quattro anni dopo il 2011, anno in cui l’Italia decise di tornare a competere al festival musicale internazionale dopo tredici anni di assenza.
Nel 2011, infatti, una commissione composta, tra gli altri, da Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi, rispettivamente conduttore e direttore artistico del Sanremo di quell’anno, scelsero come rappresentante dell’Italia il vincitore della categoria Giovani ossia Raphael Gualazzi che conquistò un ottimo secondo posto con la canzone Follia d’amore, presentata in una versione contenente parti di testo in inglese.
La medesima procedura fu seguita nel 2012, quando la Rai scelse Nina Zilli (nono posto con la canzone L’amore è femmina), e nel 2013, quando il prescelto fu il vincitore del Festival, Marco Mengoni, che chiuse la sua esperienza all’ESC con un settimo posto ottenuto con L’essenziale.
Nel 2014, infine, la Rai scelse internamente Emma come rappresentante dell’Italia che, con la canzone La mia città, non andò oltre un ventunesimo posto.
Nel 2015, quindi, come già anticipato, chi vince Sanremo va di diritto all’Eurovision e all’artista vincitore spetta la decisione di accettare o no l’invito.
Ricordiamo i due artisti che non andarono all’ESC dopo aver vinto il Festival.
2025: Olly
Il primo dei due casi in cui il vincitore di Sanremo decise di declinare l’invito all’ESC è freschissimo e risale all’anno scorso.
Olly, trionfatore di Sanremo 2025 con la canzone Balorda Nostalgia, non rappresentò l’Italia nell’edizione dell’Eurovision che si sarebbe tenuta circa tre mesi dopo a Basilea, in Svizzera.
La scelta, quindi, ricadde sul secondo classificato di Sanremo 2025 ossia la rivelazione Lucio Corsi che presentò in gara la canzone Vorrei essere un duro con cui ottenne un bel quinto posto.
Olly motivò così, attraverso un post condiviso sui social, la sua decisione di non andare all’Eurovision:
“Sono giorni che mi interrogo e chiedo pareri a tutti, la risposta è sempre la stessa, “Alla fine devi fare quello che ti senti”, perché tutti sanno quanto conti per me essere me stesso, sempre.
Ecco io non credo che voi sareste tristi se spostassi dei concerti per l’Eurovision, ma io credo fermamente di avere bisogno di connettermi con tutto quello che mi sta accadendo, prima di guardare ancora più in là, di continuare con la mia amata gavetta live di cui parlo sempre con infinito orgoglio.
Ho deciso dunque di rinunciare all’opportunità di partecipare all’Eurovision Song Contest, con la consapevolezza che sia una di quelle cose che ti capitano forse una sola volta nella vita.
Ringrazio chi mi ha votato e mi ha dato la possibilità di avere questo privilegio: spero di vedervi presto a un mio concerto per ricambiare tutto l’amore che sto ricevendo in questi giorni.
Per me questa decisione è il mio modo di ascoltare me stesso e forse anche il mio contorto modo di dirvi grazie.
Qualcuno dirà che sto rinunciando a un sogno, ecco io credo di aver solo scelto di viverlo con i miei tempi.
Faccio un enorme in bocca al lupo a chiunque prenderà il mio posto: la musica in Italia è piena di artisti formidabili e il cast di questo anno ne è la prova più sincera.
Crederci sempre!
Qualcosa sta cambiando ed è sotto agli occhi di tutti”.
Sui social, però, in tanti insinuarono che la decisione di Olly fu dovuta al fatto che all’ESC sia vietato utilizzare l’autotune.
2016: Stadio
Il primo caso di rinuncia all’Eurovision Song Contest dopo la vittoria al Festival, invece, risale al 2016.
In quel caso, a dire di no, furono gli Stadio: la band capitanata da Gaetano Curreri trionfò sul palco del Teatro Ariston con la canzone Un giorno mi dirai.
Anche in quel caso, la scelta ricadde sulla seconda classificata: stiamo parlando di Francesca Michielin, seconda a Sanremo 2016 con il brano Nessun grado di separazione, che all’ESC di quell’anno, presentò una versione della canzone dal titolo No Degree of Separation, con parti di testo in inglese. La cantautrice non andò oltre la sedicesima posizione finale.
Nonostante la Rai, subito dopo la vittoria degli Stadio, avesse comunicato tramite Twitter che il gruppo non avrebbe partecipato all’evento (che quell’anno si tenne a Stoccolma, in Svezia), nel corso della consueta conferenza stampa post-finale, Gaetano Curreri smentì il tweet, dichiarando che la proposta sarebbe stata valutata in un secondo momento:
“Non pensavamo di vincere, non abbiamo ancora deciso”.
Nella conferenza stampa in questione, Curreri aprì anche ad un’ipotesi affascinante: far partecipare Francesca Michielin con una canzone scritta dagli Stadio.
L’allora direttore di Rai 1, Giancarlo Leone, auspicò quindi un ripensamento da parte della band:
“Ci auguriamo che questa pausa, questa attesa sia segno di un ripensamento. Ci piacerebbe comunicare già oggi la partecipazione, o meno”.
Il giorno dopo, però, arrivò il no definitivo dalla parte degli Stadio:
“Ci piacerebbe molto partecipare, ma abbiamo un tour già programmato. Se ci andasse un giovane noi saremmo solo che contenti”.
La decisione fu confermata nel corso dello speciale sanremese di Domenica In:
“Siamo contenti di aver lasciato il posto a Francesca: tutta la nostra carriera è stata impostata sulla collaborazione con i più giovani. E pensiamo che Francesca sia la persona giusta per l’Eurovision Song Contest”.




