Perché Sanremo Top è in onda da Roma e non dall’Ariston?

La Rai trasforma il Festival in un brand fatto di speciali, programmi ad hoc e spin-off che non hanno bisogno a tutti i costi di andare in onda dalla città dei fiori. Sanremo Top potrebbe essere il primo di un lungo elenco di produzioni che trasformeranno il Festival in un Cinematic Universe

Solitamente, quando il Festival di Sanremo finisce, cala il sipario del Teatro Ariston, le luci si spengono e la macchina televisiva si smonta in poche ore. L’Ariston torna a essere cinema, tecnici, giornalisti e autori tv tornano a casa e Sanremo torna a essere… Sanremo.

Quest’anno, però, la Rai ha deciso di allungare la coda del Festival. E lo ha fatto recuperando un vecchio formato quasi dimenticato: Sanremo Top. Un programma che ideò negli anni Novanta Pippo Baudo (a cui è stata dedicata questa edizione del Festival) per analizzare vendite e successi dei brani che solo poche settimane prima debuttavano in tv e in radio.

Carlo Conti, a chiusura del suo quinquennio (3+2) sanremese, ha deciso di recuperare questo format con due prime serate speciali, in onda il 7 e 14 marzo su Rai 1. Chi si è sintonizzato per seguire il programma, però, non può non essersi fatto una legittima domanda: ma perché Sanremo Top va in onda da Roma (per la precisione dagli Studi Fabrizio Frizzi) e non da… Sanremo? La scelta è logistica soprattutto, ma anche, probabilmente, un piccolo segnale di come sta cambiando il modo di pensare il Festival.

Sanremo Top senza Ariston? Più talk, meno musica

Il motivo più immediato per giustificare questa decisione è pratico: il Festival di Sanremo è già finito, e con lui la lunga settimana durante cui si è svolto. Il pubblico ha già metabolizzato canzoni, ospitate, abiti e polemiche: obiettivo del programma non è cavalcare l’onda dello spettacolo dentro al Festival, ma di mettere in risalto le canzoni e le scelte del direttore artistico.

Riportare troupe, tecnici e artisti all’Ariston poi, sarebbe stato complicato e costoso, sopratutto per un programma di semplice commento, con pochi momenti di vero spettacolo. Sanremo Top è infatti una rassegna dei brani del Festival, con breve chiacchierata introduttiva, qualche domanda fatta dal cast fisso (composto da chi ha partecipato ai programmi corollari del Festival, come PrimaFestival, Dopo Festival e Sanremo Giovani).

Insomma, Rai 1 ha preferito la strada del talk musicale: una struttura che funziona meglio in uno studio televisivo classico, tenendo conto anche, restando nella città dei fiori, il rischio della copia con lo speciale di Domenica In sarebbe stato dietro l’angolo . In questo senso gli studi Rai di Roma sono semplicemente il posto più naturale per produrlo.

La Rai vuole far diventare Sanremo oltre… Sanremo

Il punto interessante, in questa vicenda è un altro. Se ci facciamo caso negli ultimi anni la Rai ha iniziato a trattare Sanremo non più solo come un evento che si svolge nell’arco di una settimana, ma come un vero e proprio brand televisivo.

Il Festival e la città che lo ospita rimangono il cuore, certo. Ma intorno stanno nascendo sempre più contenuti collegati: speciali, programmi che ne raccontano il restroscena (il DietroFestival è ormai appuntamento fisso che sancisce la chiusura della settimana sanremese) e altri che anticipano la rassegna; senza contare i vari spin-off e clip che si possono vedere e rivedere in streaming su RaiPlay. Produzioni a cui si aggiungerà, prossimamente, Sanremo Estate, progetto presentato durante le conferenze stampa del Festival e dai dettagli ancora da chiarire.

Sanremo Top, dunque, non ha tanto l’interesse di tenere accesi i riflettori sulla città ospitante, quanto di mantenere attivo il discorso sul Festival anche dopo la finale; un modo per prolungare la vita televisiva di un evento che, oggi, domina ascolti, streaming e conversazioni social.

Sanremo è sempre più Cinematic Universe

Il fatto che il programma venga prodotto a Roma, e non a Sanremo, racconta anche un’altra cosa: il Festival non coincide più solo con la città che lo ospita, o meglio non solo. Se una volta Festival, Sanremo e Ariston erano una cosa sola, adesso l’idea del Festival va oltre città e location.

La Rai, forse in risposta al rischio corso l’anno scorso di non poter più fare il fare il Festival senza l’accordo con il Comune ligure, si è resa conto di avere tra le mani un brand che può darle molto di più se si superano confini geografici e temporali. Ecco che, allora, Sanremo diventa una sorta di Cinematic Universe, in cui cantanti, conduttori e ospiti diventano protagonisti di una narrazione da riprendere anche in altri luoghi e a settimane di distanza dal main event.

Sanremo Top può essere letto in questa prospettiva: il via di una nuova fase del Festival, vissuto come entità immateriale trasportabile ovunque, generatore di spin-off e sequel. Una strategia che con l’avvento di Stefano De Martino potrebbe creare un nuovo Festival della Canzone Italia. Ma tutto questo Sanremo-ovunque piacerà al pubblico?

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