

Sanremo non comincia con la prima serata del Festival: quello è solo il traguardo di un lungo percorso che prende il via mesi prima. Vi siete mai chiesti quali sono le tappe che Direttore Artistico e cantanti devono attraversare prima di salire sul palco dell’Ariston?
@unshow.it Ecco i duetti per le cover della quarta serata di Sanremo 2026 #tv ♬ suono originale - Unshow.it
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Sanremo non comincia quando si apre la prima serata, ma mesi prima, lontano dal palco e spesso anche dalle telecamere. È un percorso fatto di passaggi obbligati, decisioni artistiche, prove che durano ore, attese infinite e momenti in cui i cantanti iniziano davvero a capire che la canzone che hanno consegnato non è più solo loro.
È la road to Sanremo, un viaggio che parte dalle selezioni dei brani in gara agli annunci ufficiali e arriva, senza scorciatoie, al momento in cui si sale sul palco dell’Ariston davanti a milioni di persone. Perché Sanremo non dura una settimana, ma tutto l’anno.
Fase 1: l’invio dei brani
Sanremo non è Sanremo senza le canzoni: la selezione da parte del Direttore Artistico comincia dall’autunno, quando le case discografiche cominciano a mandare quelli che reputano essere i brani adatti alla kermesse. C’è ovviamente un termine ultimo, fissato a metà novembre, entro cui i brani possono essere inviati.
Questo permette al Direttore Artistico di poter ascoltare con calma i brani pervenuti alla sua attenzione e valutare quali inserire in gara. Solitamente c’è già un numero predefinito di canzoni ammissibili, ma come abbiamo imparato nelle ultime edizioni questo numero spesso è solo indicativo e non definitivo.
Fase 2: l’annuncio dei Big in gara
Mentre il percorso di Sanremo Giovani si avvia a conclusione determinato gli artisti che si sfideranno all’Ariston nella gara a loro dedicata, il Direttore Artistico compie la scelta più importante del Festival: la selezione dei brani in gara. Una scelta che deve essere dettata ovviamente dai generi musicali presentati, e che deve tenere conto di un minimo di varietà tra i brani scelti, in modo che gli artisti in gara possano rappresentare un pubblico più vasto possibile.
L’annuncio solitamente avviene tra fine novembre e i primi giorni di dicembre e viene fatto dal Direttore Artistico in tv. Dagli anni Venti la tradizione vuole che l’annuncio avvenga nel corso di un’edizione del Tg1 delle 13:30, ma prima di allora le modalità sono state varie.
Spesso l’annuncio è stato legato alla serata finale di Sanremo Giovani, che negli ultimi anni è invece servita ad annunciare il titolo dei brani in gara. Tornando indietro nel tempo, ad ospitare l’annuncio dei Big in gara era stato L’Arena, il programma di informazione della domenica pomeriggio condotto da Massimo Giletti su Rai 1.
L’annuncio dei cantanti in gara è solo l’inizio. Da quel momento, per gli artisti selezionati, Sanremo smette di essere un’idea e diventa un’agenda. Arrivano le prime riunioni, i confronti con la direzione artistica, le indicazioni su tempi, durata del brano, regolamento. La canzone è consegnata, ma non è ancora “chiusa”: può cambiare, limarsi, adattarsi. È anche il momento in cui cresce una consapevolezza precisa: da qui in poi, ogni scelta pesa.
Fase 3: la vendita dei biglietti
C’è un teatro da riempire: a dicembre, con largo anticipo, si aprono le registrazioni per le vendite dei biglietti per le cinque serate (acquistabili singolarmente o con un carnet). A gennaio un software seleziona, tra coloro che si sono registrati, chi potrà acquistare il biglietto. Il prezzo varia a seconda della poltrona scelta: per il 2026 si è registrato un aumento del 20%.
Fase 4: il pre-ascolto della stampa
Mentre i Big si mettono in moto per farsi trovare pronti alla prima serata, c’è un altro fronte che si mobilita e cominciare a scaldare le… tastiere. Sono i giornalisti della stampa, invitati ad ascoltare in anteprima i brani in gara per poterne cominciare a parlare sulle proprie testate.
Un momento molto importante, perché permette al Festival di tenere alto l’hype e di cominciare a parlare della musica al centro delle cinque serate. Il pre-ascolto avviene solitamente 20-30 giorni prima del Festival, in contemporanea nelle sedi Rai di Milano e Roma. Ovviamente i giornalisti invitati non possono registrare nulla: valgono solo gli appunti presi per i propri pezzi e le proprie pagelle. È una fase che non coinvolge direttamente gli artisti, ma che inizia a costruire una narrazione attorno ai brani.
Fase 5: le prime prove da… Ballando
Gli artisti in gara, intanto, cominciano a familiarizzare con l’orchestra che li accompagnerà sul palco dell’Ariston nelle cinque serate. È il via alle prove vere e proprie, ospitate dall’Auditorium del Foro Italico di Roma, ancora allestito con la scenografia di Ballando con le Stelle, come mostrano le varie stories pubblicate (rigorosamente senza audio) dagli artisti.
I cantanti devono rispettare turni predefiniti, tra suggerimenti, aggiustamenti in corsa ed emozione. Sanremo diventa, finalmente, live, anche se ancora per pochi. È una fase lunga, tecnica, spesso estenuante. Le prove durano ore, si ripetono, si interrompono. Si prova, si riprova, si corregge.
Un arrangiamento che funziona in studio può non funzionare sul palco, un tempo può risultare troppo lungo, una pausa troppo corta. È qui che molti artisti iniziano davvero a sentire il peso del Festival: la canzone smette di essere un file audio e diventa una performance da reggere, sera dopo sera.
Fase 6: i duetti
Nel frattempo, il mosaico delle cinque serate si arricchisce di un altro tassello, quello dei duetti. Il Direttore Artistico annuncia da chi si faranno accompagnare i Big in gara nella quarta serata, quella dedicata ai duetti e alle cover. Le scelte dei cantanti possono essere coerenti con il brano portato in gara o puntare sull’effetto sorpresa. Anche il nome del feat., infatti, potrebbe fare la differenza nel percorso dell’artista.
Fase 7: la scenografia
Non sono solo le canzoni a dover essere costruite: anche il Teatro Ariston si fa bello per le cinque serate più attese della tv. L’allestimento della scenografia è processo lungo e meticoloso: tutto deve essere perfetto, pronto e funzionante in vista delle prime prove sul palco. Per questo, la sala principale dell’Ariston di Sanremo, quella da cui va in onda il Festival, viene chiusa al pubblico già a inizio gennaio.
In questo modo, tecnici e dirigenti Rai possono lavorare tranquillamente, insieme allo scenografo, la cui scenografia è stata precedentemente approvata. Ma noi quando la scopriamo: anch’essa ha un annuncio dedicato, che solitamente avviene a due-tre settimane dall’avvio del Festival, quando la si mostra nella sua versione rendering e non ancora in quella reale: per quello bisognerà aspettare la prima serata.
Fase 8: il cast artistico
Mentre la macchina di Sanremo lavora dietro le quinte, si comincia a svelare tutto ciò che circonda la gara, ovvero lo spettacolo: annunci su annunci, dai personaggi che affiancheranno il conduttore nelle cinque serate agli ospiti (musicali e non), fino alle presenze artistiche negli altri luoghi del Festival, fuori dall’Ariston. Negli ultimi anni, infatti, Sanremo è uscito dalla sua location principale coinvolgendo tutta la città, per una festa che viene vissuta anche da chi non ha il biglietto per entrare all’Ariston.
Fase 9: tutti in città
A pochi giorni dal via, la carovana mediatica giunge a Sanremo: non solo gli artisti e i loro staff, ma anche le varie tv, radio e testate giornalistiche che si sono accreditate per seguire il Festival. Si affittano locali per eventi, si allestiscono postazioni temporanee, si pianificano eventi dedicati. Il Festival deve ancora cominciare, ma la febbre di Sanremo è già alta.
In questi giorni, all’Ariston, fervono i preparativi: prove di conduzione e delle esibizioni, sempre secondo un rigoroso cronoprogramma. Si parte la mattina presto e si finisce a notte fonda, per poi riprendere il giorno dopo. L’adrenalina è alle stelle.
Fase 10: la prima conferenza stampa
Ci siamo quasi. Il giorno prima del debutto il Festival si presenta con la conferenza stampa, la prima a cui ne seguiranno altre giornaliere (dedicate sia alle serate nel complesso che ai singoli artisti) in cui svelano scaletta, ospiti previsti, sorprese dell’ultimo minuto. Si comincia a rispondere alle domande dei giornalisti e nascono le prime polemiche…
Fase 11: la sfilata dei Big
Sempre il giorno della vigilia, da qualche anno è stata introdotta la sfilata davanti all’Ariston dei Big in gara, presentati al PrimaFestival (che solitamente prende il via con una settimana di anticipo sul Festival vero e proprio). È la prima volta che si vedono i Big tutti insieme, dal vivo, a Sanremo. E si possono fare i primi commenti sui loro look.
Fase 12: Festival sia!
Quando parte il Te Deum H.146 di Marc-Antoine Charpentier, vale a dire la sigla dell’Eurovisione, possiamo dirlo: Sanremo è cominciato. Le luci dell’Ariston si accendono, l’orchestra si presenta, il conduttore scende le scale. Pochi preamboli e la gara ha inizio.
Tutto ciò che è accaduto prima è servito per arrivare qui. Senza questo percorso, fatto di tappe obbligate, scelte artistiche e resistenza emotiva, Sanremo non esisterebbe. Sarebbe solo una settimana di spettacolo. Invece è un viaggio lungo, faticoso e molto televisivo. Ed è proprio lì, prima ancora delle canzoni, che il Festival comincia davvero.






