

Il preascolto delle canzoni del Festival di Sanremo 2026: ecco le prime impressioni sui 30 brani in gara nell’edizione in onda dal 24 al 28 febbraio su Rai 1
Manca poco a Sanremo 2026 e le uniche certezze, ad oggi, sono la conduzione (e direzione artistica) di Carlo Conti e i nomi dei 30 cantanti in gara dal 24 al 28 febbraio. Non mancano le indiscrezioni sugli ospiti (ci sarà Madonna? No, magari, se vuole…) e sugli artisti che saliranno sul palco dell’Ariston nella serata dedicata alle cover. Ma, in attesa di ulteriori dettagli in arrivo, lunedì 26 gennaio a Milano – e a Roma – la stampa ha potuto ascoltare – in anteprima – i 30 brani che saranno in competizione per la prossima edizione del Festival.
Sono molti i nomi degli artisti che faranno il loro debutto a Sanremo ma non mancano anche cantanti ben noti al grande pubblico (da Patty Pravo ad Arisa). Carlo Conti ha promesso un Festival ricco di colori e sfumature, soprattutto a livello di sound e di generi musicali.
Noi di UNSHOW eravamo accreditati tra i giornalisti della stampa selezionati per ascoltare in anteprima le canzoni. E, a seguire, potete leggere le prime impressioni sui pezzi. Non faremo una vera pagella perché, con un solo ascolto, è troppo tranchant dare un numero da zero a dieci. Più ascolti aiutano, un brano può avere (giustamente) bisogno di più tempo per convincere o svelarsi completamente. E quindi, ecco le nostre prime impressioni sui pezzi che saranno presentati – tutti e 30- nella prima serata del Festival di Sanremo in onda martedì 24 febbraio 2026.
@unshow.it Sanremo 2026, canzoni e preascolti: UNSHOW c’era! 😎 Pagelle? No, ecco anticipazioni, opinioni e prime impressioni sui 30 brani in gara al Festival. Su chi siete più curiosi? #tv #sanremo2026
- Tommaso Paradiso – I romantici: un pezzo decisamente fedele al suo repertorio classico, dedicato alla figlia. Pronto per essere cantato con la torcia accesa durante i concerti. I fan potranno riconoscere le sonorità e le atmosfere che hanno caratterizzato i pezzi (da solista e con i TheGiornalisti) negli anni.
- Malika Ayane, Animali notturni: niente ballad come uno potrebbe aspettarsi bensì un pezzo ritmato, dalle sonorità urban jungle. Una sorpresa che inizialmente stupisce e poi coinvolge.
- Sayf, Tu mi piaci tanto: il titolo è il ritornello che punta al tormentone, immediato e già pronto per i reel sui social. La missione sembra già compiuta…
- Patty Pravo, Opera: elegante, enfatica, corale e orchestrale. Un ritorno sul palco dell’Ariston con un pezzo meno pop rispetto a “Cieli immensi”, più raffinata e ‘nobile’ nell’esecuzione e nell’interpretazione.
- Luché, Labirinto: il racconto di un amore finito, “alla Geolier”, un rap romantico con un testo/racconto in cui analizza e si analizza.
- Mara Sattei, Le cose che non sai di me: ballatona classica, una dedica d’amore con la voce estesa alla sua massima potenza. Mara vuole far capire quanto può essere forte e convincente la sua voce e lo dimostra.
- Francesco Renga, Il meglio di me: un brano che non tradisce le aspettative dei fan del cantante e non si allontana dal suo repertorio. Quello che ti aspetti…
- Ditonellapiaga, Che fastidio!: sound elettronico che sembra strizzare l’occhio a Myss Keta, tormentone certo e assicurato. Immediata. Un elenco di situazioni che provocano irritazione e provocano lo sfogo che esplode nel ritornello. Dopo “Chimica” la ritroviamo con un altro brano che profuma di hit radiofonica.
- Leo Gassmann, Naturale: destinato al pubblico più giovane, su un amore tormentato. Un pezzo che rimane nel range dei pezzi con il quale il cantautore si è fatto conoscere.
- Sal Da Vinci, Per sempre sì: neomelodica, ritmata, punta a voler essere un “Rossetto e Caffè” 2.0 ancora più sentimentale. Anima partenopea a 360 gradi.
- Levante, Sei tu: Atmosfera onirica, sognante, la voce è appena accennata e sale fino all’esplosione massima. Inizia quasi flebile fino a giocare con vari registri della sua voce. Musica e testo solamente di Levante.
- Tredici Pietro, Uomo che cade: Rap con ritornello cantato e radiofriendly. Un pezzo coerente dallo stile urban pop.
- Enrico Nigiotti, Ogni volta che non so volare: Ritornello orchestrale, brano malinconico e voce in un crescendo emotivo che punta ad emozionare.
- Samurai Jay, Ossessione: ritmo latino, atmosfere alla ‘ballo di gruppo’ in estate con il featuring di Belen (in una frase sola). Attenzione al tormentone post Sanremo…
- Serena Brancale, Qui con me: ballatona dedicata a una persona scomparsa, supportata dall’orchestra e con sfumature che addirittura portano ad una anima musical. Serena torna e porta un’immagine completamente opposta al suo precedente esordio.
- Arisa, Magica favola: ballad autobiografica, dal sapore nostalgico, tra interrogativi e bilanci. La voce di Arisa è messa alla prova in diversi punti in un risultato molto personale e intimo.
- Nayt, Prima che: Sound urban street serrato e con finale giocato esplicitamente con l’autotune
- Dargen D’Amico, Ai Ai: non si smentisce, sound simile ai pezzi precedenti e – ovviamente – ballabile.
- Raf, Ora e per sempre: ballad accompagnata dall’orchestra che spazia molto con i vari registri della voce tra violini e pathos. Curiosità: in due passaggi, il pezzo riporta alla mente un passaggio di “La mia storia tra le dita” di Grignani.
- Lda & Aka7even, Poesie clandestine: breve passaggio napoletano nel testo, una sorta di tarantella ritmata e atmosfere alla “Anema e Core”
- Bambole di pezza, Resta con me: una midtempo energica e ritmata per un gruppo che vuole farsi sentire e conoscere a gran voce.
- Fulminacci, Stupida sfortuna: una poesia cantata con sound coerente e radiofonico
- Ermal Meta, Stella Stellina: si parla di guerra con un ritmo quasi tribale, mediorientale, a tratti dolorosamente crudo quanto veritiera
- Elettra Lambirghini, Voilà, “Viva la Carrà” canta apertamente nella hit. Un pezzo quasi “da varietà”, ovviamente ballabile. Forse meno immediata di “Musica (E il resto scompare).
- Chiello, Ti penso sempre: un brano anche urlato su un amore tormentato dove l’artista si mette a nud0 anche nelle sue fragilità
- Eddie Brock, Avvoltoi: quando l’amicizia diventa amore e si maschera per resistere: un pezzo malinconico, immediato e con un ritornello potente
- Maria Antonietta e Colombre: inizia con un sound che richiama gli anni 90, ritmata e festosa. Una sorta di atmosfera alla Coma_Cose con Cuoricini, anche se meno tormentone immediato.
- Michele Bravi, Prima o poi: nostalgia di un amore finito, dolorante sia nell’interpretazione che nel testo
- Fedez e Marco Masini, Male necessario: inizia il pezzo Fedez, Masini è presente nel ritornello. Poi i due lo cantano insieme nella parte finale. Una ballad intensa, quasi buia, scura ma decisamente efficace
- J-Ax, Italia Starter Pack: pezzo country, sound che ricorda “Senza pagare”, potenziale tormentone estivo anticipato di qualche mese. Fin dal primo ascolto si fa ricordare…






