

Mercoledì 2 mantiene il cuore della storia e dei suoi personaggi, ma riesce anche a crescere, allargando lo sguardo alla famiglia della giovane Addams, a nuovi misteri e al tema della ricerca introspettiva
Lei era già uno di quei personaggi cult prima che Netflix e Tim Burton ci mettessero le mani per dedicarle un’intera serie tv. Ma con l’aggiunta dell’interpretazione di Jenna Ortega, Mercoledì Addams è diventata una filosofia di vita, capace di dire ciò che spesso nascondiamo per pudore. Come tutti quei personaggi che nella vita reale sarebbero insopportabile ma che, invece, nel mondo delle serie tv diventano irresistibili.
E’ sempre Mercoledì, anche nella seconda stagione
Dopo l’enorme successo della prima stagione, Mercoledì torna con una stagione 2 dal 6 agosto (la Parte 1, la Parte 2 sarà online dal 3 settembre. L’impegno di Netflix nel rendere questo secondo capitolo più avvincente e visivamente accattivante c’è e si vede: non solo coinvolgendo il genio visionario di Burton (giunto anche in Italia per promuovere i nuovi episodi), ma regalando all’universo di Mercoledì situazioni e sensazioni che hanno permesso, per davvero, alla serie di crescere.
Perché se è vero che Mercoledì Addams non cambia di una virgola (e potrebbe: nella prima stagione ha salvato la Nevermore Academy e tutti la considerano un’eroina, cosa che per lei equivale a un insulto), è altrettanto vero che sa anche mostrare segnali di maturità. In altre parole, il cuore del personaggio, nei nuovi episodi, resta lo stesso, ma ora Mercoledì è meno interessata ad evitare mondo esterno, a condizione che questo possa permetterle di esplorare meglio i suoi poteri. Un compromesso che, come ogni ricerca interiore, passa da quel piccolo dettaglio che si chiama… famiglia.
Una Morticia per Nemica

Una scena da Mercoledì 2 (Cr. Helen Sloan/Netflix © 2025)
Mercoledì 2 è più Addams di quanto si possa pensare: rispetto alla prima stagione, che ha introdotto il personaggio principale e messo da parte il resto dell’Universo Addams, ora papà Gomez, mamma Morticia e il fratello Pugsley ruotano molto di più intorno alle vicende della giovane protagonista. Tranquilli, non stiamo assistendo alla metamorfosi della serie da Mercoledì a La Famiglia Addams. Ma nel percorso di crescita a cui abbiamo accennato prima, si rendeva necessario che Mercoledì si confrontasse con le sue radici, e soprattutto con sua madre.
Rispettando quella radice da teen drama da cui deriva l’intero progetto, ecco che per vedere Mercoledì maturare si è reso necessario crearle un conflitto non sovrannaturale (anche se di mistery in questa stagione continua ad essercene tanto), ma familiare. La protagonista e sua madre Morticia hanno il classico diverbio madre-figlia, un confronto generazionale che rende più normale la famiglia più stramba del cinema e della tv. Un diverbio che ci suggerisce possa avere un seguito più ampio nella Parte 2.
Un equilibrio inaspettato

Emma Myers e Jenna Ortega (Cr. Jonathan Hession/Netflix © 2025)
Chi scrive era rimasto un scettico alla visione della prima stagione di Mercoledì, troppo fantasy e legata eccessivamente a dinamiche adolescenziali per convincere anche il pubblico più grande. Beh, la stagione 2 mi ha fatto ricredere su tutto il progetto: Alfred Gough e Miles Millar sono riusciti a dare al seguito un rinnovato ed efficace equilibrio tra le varie componenti che hanno reso Mercoledì un successo istantaneo.
In primis, la protagonista, che rimane tale pur riuscendo a far spazio a numerose altre sottotrame che riguardano altri personaggi. Sintomo dell’apertura di Mercoledì al mondo, che ora lo guarda non più come un nemico da cui fuggire ma come un corpo estraneo, sì, ma da conoscere (chissà se per evitarlo…).
Ne consegue che le storyline secondarie possono regalare vari sapori: da quello più leggero con al centro Pugsley, Eugene e un insolita creatura di cui prendersi cura; a quella più tipicamente romantica di Enid alle prese con i tormenti amorosi, fino alla comedy teen con un episodio in campeggio che non può non farci pensare a “La famiglia Addams 2” del 1993 ed al mistery già visto nella prima stagione.
Immancabile, poi, la linea orizzontale, quella investigativa, che ci riporta alla protagonista della serie e alla sua sete di conoscenza. Un cerchio che si chiude per un equilibrio inaspettato, frutto della volontà di rendere Mercoledì molto più appetibile al pubblico di Netflix, senza badare al singolo target.