Festival di Sanremo, che fine ha fatto Lorena Cesarini?
Lorena Cesarini

Parliamo di Lorena Cesarini, l’attrice italiana protagonista di una serata del Festival di Sanremo nel 2022.

Dopo avervi parlato di Alketa Vejsiu, la conduttrice e produttrice albanese protagonista di una serata del Festival di Sanremo nel 2020, parliamo di un’altra co-conduttrice vista durante i festival dei record firmati da Amadeus che, dopo la sua apparizione sul palco del Teatro Ariston, è un po’ sparita dai radar.

Stiamo parlando di Lorena Cesarini, attrice romana nata nel 1987 da padre italiano e madre senegalese, che affiancò Amadeus, precisamente, nel corso della seconda serata del Festival di Sanremo 2022. Per la cronaca, per la settantaduesima edizione del Festival, Amadeus fu affiancato anche da Ornella Muti, Drusilla Foer, Maria Chiara Giannetta e Sabrina Ferilli.

Che fine ha fatto Lorena Cesarini?

La carriera prima di Sanremo

Prima di approdare alla recitazione, Lorena Cesarini, trasferitasi a Roma quando era piccola, intraprese una strada diversa, laureandosi in Storia Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma.

Il primo approccio con il mondo della recitazione avvenne in modo casuale, con un casting director che, colpito dal suo viso, la invitò ad un provino.

Il debutto sul grande schermo avvenne nel 2014, con la regia di Diego Bianchi, il conduttore di Gazebo e Propaganda Live noto anche come Zoro che, quell’anno, scrisse, diresse e interpretò una pellicola dal titolo Arance & martello.

L’anno successivo, nel 2015, l’attrice fu scelta da Leonardo Pieraccioni per la sua commedia Il professor Cenerentolo.

Nel 2017, arrivò il suo primo ruolo importante, quello di Isabelle Mbamba, interpretato per la prima stagione di Suburra – La Serie, prima serie italiana prodotta e distribuita da Netflix, ruolo impegnativo che la vide protagonista anche in alcune scene esplicite. Nella serie, Isabelle era una prostituta di cui si innamora il protagonista Aureliano Adami (interpretato da Alessandro Borghi).

Nel 2018, fu scelta come testimonial di Smashbox mentre nel 2019, recitò nel cortometraggio L’interprete, diretto da Hleb Papou.

Nel 2020, invece, l’attrice figurò nel cast di È per il tuo bene, commedia di Rolando Ravello, remake della pellicola spagnola Es por tu bien, con Vincenzo Salemme, Marco Giallini e Isabella Ferrari.

Sempre nel 2020, fu la protagonista del video ufficiale di Baciami adesso, singolo di Enrico Nigiotti presentato a Sanremo di quell’anno.

Per quanto riguarda il piccolo schermo, infine, Lorena Cesarini è apparsa nel quinto episodio della prima stagione de I Bastardi di Pizzofalcone, serie di Rai 1 con Alessandro Gassmann e Carolina Crescentini.

La carriera dopo Sanremo

Dopo il Festival di Sanremo, verso la fine del 2022, Lorena Cesarini prese parte al film War – La guerra desiderata, diretto da Gianni Zanasi, con Edoardo Leo, Miriam Leone e Giuseppe Battiston.

Questo risulta il suo ultimo lavoro in ordine di tempo.

È stata testimonial e relatrice, inoltre, in eventi di rilievo, come quelli dedicati alla parità di genere e all’uguaglianza sul lavoro (ad esempio al MAXXI di Roma), portando avanti il percorso iniziato con il monologo di Sanremo.

Il suo monologo a Sanremo 2022

La sua presenza a Sanremo fu annunciata il 1° gennaio 2022 e la comunicazione fu accompagnata da sterili polemiche e dai soliti commenti razzisti sui social che furono il fulcro del monologo che Lorena Cesarini presentò sul palco del Teatro Ariston:

Sono nata a Dakar e sono cresciuta a Roma. Mia mamma è senegalese e mio papà è italiano. Ho una laurea in Storia Contemporanea, ho lavorato all’Archivio di Stato e poi ho iniziato a recitare. È diventato il mio lavoro, sono un’attrice. Fino ad oggi, a scuola, all’università, al lavoro, sul tram, nessuno aveva mai sentito l’urgenza di dirmelo. Invece, appena Amadeus ha dato la notizia che sarei stata qui, per alcuni è diventato un problema il colore della mia pelle. A 34 anni ho scoperto che non è vero che sono una ragazza italiana come tante: io resto nera.

Sul ledwall del Teatro Ariston, quindi, apparvero gli insulti ricevuti dall’attrice in quel periodo tra i quali “L’hanno chiamata perché è nera”, “È arrivata l’extracomunitaria” o “L’hanno chiamata per lavare le scale e innaffiare i fiori”.

Suddetti commenti ferirono l’attrice:

Ecco, io all’inizio ci sono rimasta male. Poi mi sono arrabbiata, poi mi è passata. Ma mi è rimasta dentro una domanda: perché? Perché c’è gente che ha un problema con il mio colore della pelle? Io non sono qui per dare una lezione, non ne sarei capace. Sono una che legge e che si informa.

Lorena Cesarini, quindi, a questo punto del monologo, citò le parole di Tahar Ben Jelloun tratte dal libro Il razzismo spiegato a mia figlia:

Il razzismo non ha alcuna base scientifica. Esiste un solo genere umano. Il razzista è colui che pensa che tutto ciò che è troppo differente da lui lo minacci. Il bambino non nasce razzista. Lo diventa se i genitori o i familiari gli mettono in testa idee sbagliate. La guarigione dipende da loro, se uno si pone delle domande, se dice: ‘Può darsi che io abbia torto di pensare come penso’. Perché quando uno riesce ad uscire dalle proprie convinzioni va verso la libertà.

Visibilmente commossa, Lorena Cesarini iniziò a ricevere i complimenti da parte di alcuni spettatori dell’Ariston, ribadendo il proprio orgoglio di essere italiana.

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