

La storia del Cruciverba in tv: la nascita del format televisivo negli Stati Uniti e l’arrivo in Italia.
Nella prima puntata della cinquantesima edizione di Domenica In, è tornato il Cruciverbone, gioco televisivo storico portato in Italia da Gianni Boncompagni, di cui questa nuova versione presente nel contenitore domenicale di Rai 1, omaggio per i 50 anni del programma, vede come mattatore Teo Mammucari.
La storia del Cruciverbone in Italia è iniziata precisamente nel 1987, nel corso della dodicesima edizione di Domenica In condotta da Lino Banfi con la partecipazione di Toto Cutugno, Paulo Roberto Falcão, Patrizio Vicedomini, Paolo Valenti e Barbara Palombelli. Gianni Boncompagni inserì nel programma questo piccolo gioco telefonico a basso costo che il regista ripropose fino all’ultima edizione del programma da lui diretta (edizione 1990-1991) prima del suo passaggio a Fininvest con Non è la Rai (dove portò il gioco).
Ma andiamo con ordine.
La genesi del Cruciverba
Un passatempo solitario, intellettuale e cartaceo che si è trasformato in uno spettacolo televisivo: questo è il Cruciverbone in tv che, però, non è nato in Italia.
Nel nostro paese, inoltre, la versione televisiva del cruciverba è più conosciuta come segmento o rubrica inserita in più ampi programmi di varietà mentre negli Stati Uniti o nel Regno Unito, il cruciverba ha avuto veri e propri game show dedicati.
Entrambi i modelli, però, affondano chiaramente le radici nell’enigmistica.
Negli Stati Uniti il cruciverba era un appuntamento fisso e quotidiano sui giornali, inserito per la prima volta nel 1913 da Arthur Wynne, giornalista di Liverpool emigrato negli Stati Uniti, che era alla ricerca di una novità per l’edizione natalizia del supplemento Fun del quotidiano New York World. Quest’ultimo fu l’unico giornale a pubblicare il gioco per circa dieci anni fino all’esplosione definitiva che avvenne negli anni ’20. Anche il New York Times, inizialmente scettico e fortemente critico sul gioco, cedette, riconoscendo al cruciverba la capacità di far distrarre le persone dalle notizie sulla guerra e iniziando, quindi, a pubblicarlo, precisamente nel 1942.
In Italia, invece, il cruciverba si istituzionalizzò soprattutto come un rito attraverso pubblicazioni settimanali diventate iconiche nel tempo come La Settimana Enigmistica, nata nel 1932, che svolse un ruolo cruciale nel processo di alfabetizzazione del paese fino a diventare anche uno specchio della società contemporanea. Il gioco, però, debuttò in Italia precisamente nel 1925 sulla Domenica sul Corriere.
La nascita del format televisivo
Un primo tentativo di portare il cruciverba in tv avvenne nel 1966, con il game show Crossword che, però, non andò mai in onda. Condotto da George Fenneman, il format fu bocciato per una serie di difetti di esecuzione. Portare il gioco in tv, quindi, all’inizio fu un’impresa tutt’altro che semplice.
Il successo, però, arrivò circa un decennio dopo con The Cross-Wits, game show che debuttò nel 1975 e che definì lo standard per il genere, colmando le lacune presenti nel pilot del 1966. In The Cross-Wits, infatti, le parole che componevano il cruciverba erano a loro volta indizi per un tema o una persona nascosta che, se indovinata, valeva ulteriori punti. Questo fu il motore narrativo che rese avvincente il format televisivo del cruciverba. Nel round finale, inoltre, il concorrente poteva vincere un’automobile se risolveva un cruciverba di 10 parole in un minuto.
The Cross-Wits andò in onda fino al 1980. Nel 1985, invece, arrivò l’adattamento britannico, dal titolo Crosswits, che venne trasmesso fino al 1998. Il game show ebbe un enorme popolarità anche oltremanica. Sia nella versione statunitense che in quella britannica, inoltre, i concorrenti erano accompagnati da celebrità che erano parte attiva nel gioco (un esempio in Italia, Passaparola).
Elementi nuovi, come la possibilità di scommettere su una parola o indovinare una parola dal premio immediato, si videro in Merv Griffin’s Crosswords, format andato in onda tra il 2007 e il 2008.
Il Cruciverbone in Italia
E arriviamo in Italia.
Come già anticipato, il cruciverbone, nel nostro paese, inizialmente non ebbe un programma a sé stante e a renderlo celebre fu Domenica In.
In questo caso, il gioco assumeva una dimensione quasi monumentale: un’enorme griglia fisica, infatti, dominava la scenografia, diventando il fulcro visivo e narrativo di una parte significativa della trasmissione. Il gioco coinvolgeva i telespettatori da casa attraverso telefonate, trasformandolo in un’esperienza collettiva e togliendo così l’elemento competitivo visto nelle versioni anglo-americane.
Lo scandalo di Non è la Rai
Il Cruciverbone, in Italia, fu protagonista di uno degli scandali televisivi rimasti nella storia del piccolo schermo.
Come anticipato in apertura, Boncompagni portò il gioco telefonico del cruciverba da Domenica In a Non è la Rai, con il suo passaggio sulla tv commerciale.
Il 31 dicembre 1991, durante una puntata condotta da Enrica Bonaccorti, una telespettatrice da casa, tale Maria Grazia dalla provincia di Viterbo, iniziò a risolvere il cruciverba con una precisione che risultò subito sospetta.
Il culmine fu raggiunto quando la concorrente fornì la soluzione per una casella senza essere a conoscenza della definizione, che doveva ancora essere svelata dalla conduttrice, facendo venire alla luce, quindi, la truffa.
Enrica Bonaccorti, in una recente intervista al Corriere, ha ricordato così l’episodio: “Quella truffa mi ferì molto. La mia reazione fu forse eccessiva. Ma non la rinnego, non potevo passarci sopra. Qualcuno mi disse che avrei potuto glissare, certo la mia reazione non aiutò i rapporti e la mia carriera fece un testacoda”.
Il Cruciverbone, infine, fu inserito anche in Sala giochi (noto anche con il titolo Pronto? Sala giochi), gioco a quiz di Rai 1 condotto da Maria Teresa Ruta in onda dal 1995 al 1996.
Un game show dedicato anche in Italia
Anche la tv italiana, però, alla fine, tentò di adottare il modello anglo-americano del game show dedicato.
L’esempio più significativo fu quello di Parole Crociate, programma con una struttura simile a quella di The Cross-Wits, andato in onda su reti Mediaset come Rete 4 e Iris nel 2011 e condotto da Daniele Bossari.
Il programma era sponsorizzato da La Settimana Enigmistica e fu sostanzialmente un esperimento televisivo estivo che non ebbe un seguito.
Un mini-cruciverba nella Ruota della Fortuna
Anche il programma televisivo del momento, La Ruota della Fortuna, che sta dominando l’agguerrita fascia dell’access prime time, in onda su Canale 5, ha inserito un round dove i concorrenti devono risolvere un mini-cruciverba.
Il round si chiama CruciRuota: invece di frasi di senso compiuto, questo round presenta una serie di parole intersecate tra di loro proprio nello stile dei cruciverba.




