

Il rampollo più libertino della famiglia era stato stravolto nelle prime tre stagioni della serie, rispetto al libro di Julia Quinn. Da portavoce della diversity (per le sue avventure versatili), il fratello di Anthony e Colin diventa protagonista di una stagione da fiaba dal 29 gennaio
Il glow up, ossia la trasformazione di ciascun membro della famiglia Bridgerton nel diamante della stagione, coincide comunemente con una operazione di redenzione moralistica: da donnaiolo a marito di sani principi, complice l’incontro con dame di forte personalità. Ci sono passati il primogenito Lord Anthony, frequentatore incallito di postriboli del circondario, e il fratello minore Colin dedito a lunghi viaggi di piacere. Ora è la volte dell’artista di larghe vedute Benedict, il cui capitolo nella saga letteraria di Julia Quinn anticipa quello di Colin già trasmesso sulla piattaforma: Netflix ha voluto invertirne l’ordine per consentire alla neo-sposa Penelope Farrington di essere prima smascherata come la Lady Whistledown dell’altà società inglese.
La quarta stagione della serie record di visualizzazioni su Netflix, insieme ad Adolescence, Stranger Things e Mercoledì, ha tuttavia il sapore di un’autentica restaurazione. Il personaggio di Benedict era stato, infatti, radicalmente riscritto dagli sceneggiatori della serie, rispetto alla sua versione letteraria, come un artista bohèmien dalla sessualità libera e aperta alla sperimentazione. Nella prima stagione lo avevamo visto frequentare un night club piuttosto trasgressivo, rispetto alla società regency inglese, e flirtare con un Mecenate di punta quale Sir Henry Granville. Ma solo nella terza stagione la curiosità dell’artista si è spinta oltre una semplice fantasia, sdoganandone la bisessualità in un incontro poliamoroso con una coppia di coniugi altolocati: Lady Tilley Arnold e Paul Suarez.
Nulla di tutto questo si ripeterà nella quarta stagione, in cui Benedict Bridgerton è destinato a convolare a nozze con una ragazza di umili origini, Sophie. Anche in questo caso, però, Netflix non ha resistito a un tocco inclusivo, scegliendo un personaggio femminile dalle origini e dai lineamenti orientali. Questo nuovo amore avrà un sapore da fiaba tradizionale in chiave moderna, reinterpretando la storia di Cenerentola a partire dalla sua grande occasione di riscatto sociale: il Ballo in maschera.
Non è un caso che Netflix Italia abbia deciso di (ri)fare le cose in grande dal punto di vista della comunicazione. Se la seconda stagione era stata lanciata a Milano dai volti del bon ton Real Time, dall’indimenticata Paola Marella a Benedetta Parodi, radunando tutta la fanbase in costume, per lanciare l’evento mascherato non poteva esserci occasione migliore del Carnevale di Venezia: Piazza San Marco è chiamata a ospitare l’evento di lancio della prima parte di Bridgerton 4 sabato 31 gennaio (la seconda parte sarà disponibile nella library della piattaforma dal 26 febbraio).
Bridgerton 4, il cast perde pezzi da novanta

Ogni stagione che passa impone al pubblico di rinunciare, in tutto o in parte, ai protagonisti che hanno portato al successo il titolo Netflix. Come dimenticare la rottura con la produzione del Duca di Hastings Simon Basset, vero sex symbol della stagione che ha conquistato gli ormoni degli abbonati in piena quarantena Covid, a Natale 2020? L’attore Regé-Jean Page non ha accettato di ricomparire da comprimario nelle stagioni successive, rifiutando persino i cameo: in compenso, Netflix sta per riaccoglierlo a braccia aperte in una nuova serie ad alto tasso passionale, Hanckock Park. Come in un reazione a catena, la presenza in solitaria della prima Bridgerton a sposarsi, Daphne, è stata sperimentata solo nella seconda stagione che l’ha vista consigliare il fratello Anthony: poi è sparita anche lei dalle riunioni di famiglia
Anthony e la moglie Kate hanno svolto lo stesso ruolo, ricorrente ma marginale, nella terza stagione, ma nella quarta la loro presenza è destinata a diradarsi ulteriormente a causa del loro trasferimento in India (così si spiega la loro assenza nel trailer). Che il vero motivo sia l’aumento di cachet di Jonathan Bailey, eletto nel frattempo uomo più sexy del 2025 dalla rivista People e reduce dal grande successo da protagonista nella serie Compagni di viaggio (Paramount+), la cui tematica queer ha incrociato il coming out dell’attore?
Il rischio è che, di matrimonio in matrimonio, si perda il gusto di seguire i veri Bridgerton entrati nel cuore degli spettatori. Se il prossimo sposalizio più atteso è quello dell’anticonformista Eloisa, tutta casa e letteratura, farà già scalpore nella quarta stagione la liaison tutta al femminile tra l’algida Francesca Bridgerton, a sua volta convolata a nozze (di basso profilo), e una signora fascinosa che ha fatto capolino al termine della terza stagione.
Bridgerton non è Jane Austen? Dal wedding ai tour di Bath

Per quanto i protagonisti si alternino, rimane una certezza indissolubile: la serie prodotta da Shonda Rhimes si candida a diventare il più grande fenomeno di costume degli anni Duemilaventi. Una serie che ha restituito al gran passo del matrimonio, sempre più stigmatizzato dall’opinione pubblica e svuotato della sua centralità religiosa o valoriale, una magia aspirazionale fatta di favola romantica, estetica floreale e musica d’atmosfera. Dalle mitiche cover di brani pop, sulle note degli archi del Vitamin Strong Quartet, alle coreografie visionarie dei balli di società, oggi di ispirazione per milioni di danze nuziali, passando per location iconiche: il negozio della modista figura tra le imperdibili tappe di tour turistici nella cittadina di villeggiatura Bath, in cui sono state girate gran parte delle scene in esterna. Proprio la medesima cittadina vanta tra le sue attrazioni turistiche il Jane Austen Centre per ricordare la sua abitante più illustre, anche se è in atto una vera e propria guerra su istigazione dei puristi del romanzo inglese: il saggio appena edito da Adalgisa Marrocco, Jane Austen non è Bridgerton, denuncia sin dal titolo l’incompabilità tra le due opere di ingegno.
Insomma, la storia di un successo divisivo che – complici gli inserti di personaggi over altrettanto accattivanti quali la Regina Carlotta, Lady Danbury e Lady Bridgerton, regala passioni brucianti – a colpi di meme – a tutte le generazioni. Trasversalmente.






