

Nonostante lo scioglimento del contratto con Warner Bros. Discovery, Amadeus continua a comparire sul Nove tutti i giorni con The Cage e La Corrida. Proprio come accadde a Benedettà Parodi con i suoi Menù su La 7 e La7d: ma quanto può far bene questo loop al conduttore?
È in onda pur non essendolo veramente. Amadeus, nonostante lo scioglimento anticipato di due anni del suo contratto con Warner Bros. Discovery, ha prodotto abbastanza contenuti da fare sì che il suo volto e i suoi programmi diventassero materiale da magazzino da replicare, forse anche all’infinito, finendo per diventare uno dei tanti contenuti proposti e riproposti ad oltranza dal Nove, invece che il volto che avrebbe dovuto lanciare il canale come nuova rete generalista.
I programmi di Amadeus sul Nove
Da settembre 2024, ovvero pochi mesi dopo l’addio alla Rai (dove aveva appena finito di condurre, con l’amico Fiorello), il suo quinto Festival di Sanremo, Amadeus ha lavorato al Nove su alcuni progetti che, purtroppo, non hanno avuto l’effetto desiderato dall’editore, ovvero quello di spostare pubblico dai primi tasti del telecomando a quel 9 spesso snobbato e ritenuto destinazione di contenuti acquisiti altrove o infinitamente replicati.
L’esordio, lo ricorderete, fu con Chissà chi è, reboot de I Soliti Ignoti, sempre condotto da Amadeus negli anni passati su Rai 1. Un esordio poco felice, perché il programma non riuscì mai a sfondare in access prime time, e neanche nella primavera successiva, quando si spostò con degli speciali in prima serata. Rimase un unicum, invece, il Suzuki Music Party, show musicale con cui Warner Bros. Discovery festeggiò l’arrivo di Ama sul Nove.
I mesi autunnali del 2024 e del 2025 sono stati quelli de La Corrida, due edizioni in prima serata, il mercoledì, da otto puntate ciascuna. Questo format, Like A Star (primavera 2025) e i già citati speciali di Chissà chi è sono stati i tre programmi che hanno portato Amadeus in prima serata sul Nove.
Infine, da giugno 2025 è cominciata l’esperienza di The Cage-Prendi e scappa, con Giulia Salemi, nuovamente in access prime time e, nuovamente, senza sfondare. Nonostante questo, il Nove ha cercato di costruire una fidelizzazione intorno al format dandogli fiducia, al punto da realizzare 255 puntate, in onda ininterrottamente tutti i giorni, fino alla chiusura a fine maggio.
Tra qualità e abbondanza, il magazzino di Amadeus
Proprio The Cage è diventato, grazie alla sua abbondanza di episodi prodotti, un contenuto che il Nove sta continuando a utilizzare, anche dopo la sua chiusura e soprattutto dopo l’addio di Amadeus al gruppo di cui fa parte. Il game show va infatti ancora in onda, sempre tutti i giorni, ma nel pomeriggio, tra le 14:00 e le 16:00 circa, con due episodi in replica.
Stesso destino sta toccando a La Corrida che, nonostante una quantità ridotta di puntate (sedici) continua a far parte del palinsesto del Nove con numerose riproposizioni: la prima edizione fu già replicata nell’estate 2025, mentre la seconda è diventata oggetto di replica dell’estate corrente, non con una ma con due riproposizioni, il giovedì sera e la domenica pomeriggio.
Amadeus è la Benedetta Parodi del Nove
Ovviamente, con determinati accordi contrattuali, non c’è nulla di male a usare contenuti già andati in onda nei mesi successivi, sopratutto all’interno dei palinsesti estivi. La singolarità del caso di Amadeus è che, come ampiamente risaputo, lui da maggio scorso non fa più parte della squadra del Nove. È, di fatto, un “ex dipendente”, da cui però la rete continua a beneficiare riproponendo il suo lavoro quotidianamente.
E il ricordo non può non andare a un’altra esperienza simile, vissuta da Benedetta Parodi quando lasciò Mediaset per approdare a La 7. Erano i tempi di Cotto e Mangiato e la giornalista aveva trovato una dimensione nel settore del cooking show che le regalò ampia popolarità. A La 7 Parodi ottenne uno spazio più ampio, I Menù di Benedetta, trasmesso dal 2011 al 2013: una casa-studio, ospiti famosi, cast fisso e ricette a tema per fare di Parodi una vera star delle ricette.
Il programma, purtroppo, non sfondò (in quegli anni stava cominciando la virata verso l’informazione del canale), ma I Menù di Benedetta divenne un tesoretto di cui beneficiò il canale minore del gruppo, ovvero La7d. Complice la mission esplicita di avvicinarsi a un target femminile, il programma di Parodi cominciò ad essere replicato non per mesi, ma per anni. I Menù di Benedetta divenne così una sorta di programma-bandiera de La7d per intere stagioni.
Paradossalmente, continuò ad essere anche quando Parodi, chiuso il contratto con La 7, andò su Real Time per condurre Bake Off Italia. E così, mentre nel presente la sua carriera faceva nuovi passi e conquistava nuovi successi, la sua immagine televisiva rimaneva in parte legata a un’esperienza del passato ampiamente conclusa.
L’ologramma di Amadeus su Nove, occasione o gabbia?
Una situazione che potrebbe ripetersi per Amadeus. Se è vero che il divorzio con il Nove è ancora recente, è altrettanto vero che il palinsesto della rete fa un uso abbondante di repliche (come gli speciali con Crozza o, ancora di più, con Cash or Trash) e, di fronte a un magazzino così vasto di episodi di The Cage, la tentazione di usarle anche dopo l’estate è ghiotta.
Se così fosse, Amadeus si ritroverebbe ad essere in tv pur non essendoci veramente: ad oggi per il conduttore non sono previsti nuovi contratti con altri gruppi editoriali né altri progetti allo studio. Lui si gode il meritato riposo dopo due anni professionalmente non semplici, mentre il pubblico lo ritrova sul piccolo schermo in forma di replica. Un ologramma di un Amadeus che fu, alle prese con una sfida che fece storcere il naso a molti esperti del settore ma in cui lui, va detto, si è tuffato senza mai tirarsi indietro o avanzare lamentele.
Ma tutto questo potrebbe fargli bene o male? Se da una parte per un personaggio televisivo essere in onda con la propria immagine è fondamentale per dire al pubblico “ci sono anche io”, dall’altra esserlo con delle continue repliche potrebbe lanciare un messaggio differente, quello di un personaggio che, ad oggi, è costretto a campare (televisivamente parlando, sia chiaro) solo del suo passato. E la gabbia di The Cage potrebbe presto diventare la gabbia di Amadeus.



