

Il 15 aprile 2024 Amadeus annunciava l’addio alla Rai dopo il successo di cinque Festival di Sanremo per approdare, mesi dopo, sul Nove. Una rivoluzione annunciata che avrebbero dovuto scompigliare la tv e che, invece, si fermò subito
“Non è stata per me una scelta facile”. La scelta in questione è stata una di quelle che ha travolto il panorama televisivo italiano più recente, facendo immaginare ai tempi nuovissimi e interessanti scenari per chi, come noi, il piccolo schermo lo osserva e lo analizza oltre il semplice dato d’ascolto. Sì, era proprio il 15 aprile di due anni fa quando -dopo settimane di voci- Amadeus annunciava il suo addio alla Rai.
Ricordate? Lo fece con un video diffuso sui social in cui ringraziava l’azienda pubblica per tutti quegli anni trascorsi insieme, sopratutto gli ultimi, durante cui è stato non una, ma cinque volte consecutive direttore artistico e conduttore di Sanremo. Una cinquina che diede ad Ama una popolarità senza precedenti, rendendolo molto più che il semplice conduttore di Affari Tuoi e de I Soliti Ignoti.
Due anni non sono molti, ma nella linea spazio-temporale televisiva possono essere un’epoca. E, in effetti, l’Amadeus di oggi è molto lontano da quello di allora. Abituato a numeri record e a una vasta platea pronto a seguirlo ogni sera, ha dovuto davvero ricominciare, per sua scelta, da zero. O, meglio, dal Nove.
Forte del successo del trasloco di Fabio Fazio, Ama ha tentato la strada della nuova avventura su un canale tv che, ancora oggi, fatica a costruire un’identità vera, ad eccezione della domenica sera, presidiata proprio dal conduttore di Che Tempo Che Fa.

La grande curiosità intorno ai progetti con Warner Bros. Discovery trovarono l’apice il 22 settembre 2024, giorno del debutto sul Nove di Amadeus, con tanto di luminosa per tutto il giorno a fianco del logo del canale che annunciata “Amadeus sul Nove”. Una curiosità che, però, svanì già in autunno: dopo il discreto risultato della serata eventi Suzuki Music Party, l’approdo in access con il ripescato Chissà Chi é, ex I Soliti Ignoti, fu subito indicativo della strada in salita, tant’è che il programma fu cancellato nel giro di pochi mesi e dopo il tentativo di rianimarlo con degli speciali in prima serata.
Andò meglio alla riproposizione della Corrida, con una prima edizione capace di giungere anche al milione di telespettatori. Con il 2025, ecco dunque il rilancio su nuovi formati, quelli che forse il pubblico si aspettava da subito: Like A Star in prima serata (una sorta di Tale e Quale con i nip e senza l’imitazione perfetta) ha cercato di creare uno show moderno ma si è incagliato in performance non sempre memorabili e in una giuria male assortita.
The Cage-Prendi e scappa, invece, dopo aver goduto per il debutto del traino della finale di Roland-Garros tra Sinner e Alcaraz (vinta da quest’ultimo), non è riuscito quel “nuovo” di cui Amadeus aveva bisogno per rilanciare il canale e se stesso, nonostante il cambio di rotta ci sia stato con un nuovo look (più casual, senza la canonica giacca blu) e affiancato da un volto giovane proveniente dall’universo social come Giulia Salemi.

Nel frattempo è cominciata l’avventura “in esterna” ad Amici come giudice, qualche incursione dall’amico fraterno Fiorello e, nella stagione corrente, una nuova edizione della Corrida, più fiacca della prima sul fronte degli ascolti. Quindi il ritorno ad Amici come giudice, la conduzione di una serata evento su Canale 5 e l’ospitata da Pio e Amedeo.
Per l’uomo d’oro della Rai fino a due anni fa, il cambio è stato radicale. Le ragioni, ovvero il desiderio di novità e di restare più vicino alla famiglia, sono più che comprensibili. Ci chiediamo, però: cosa è rimasto di quel video annuncio e delle aspettative che aveva generato?
Ai tempi sembrava che Amadeus fosse solo il primo di un lungo elenco di nomi che avrebbero deciso di accendersi sul Nove. Elenco che è tardato ad arrivare, fino ad esaurirsi solo con la presenza di Belen Rodriguez ad Only Fun al posto di Elettra Lamborghini (nel frattempo diventata volto Rai). Il telemercato che ci era stato promesso da scoop e anticipazioni non si svolse mai, lasciando di fatto ad Amadeus tutto il palcoscenico di quella piccola rivoluzione.
Perché nonostante tutto, la mossa di Ama ha avuto ed ha tutt’ora delle conseguenze: il suo addio alla Rai ha permesso a Stefano De Martino di emergere come volto di punta della tv di Stato, prima con Affari Tuoi e poi, nel 2027, con il Festival di Sanremo. Festival che in questi due anni è stato condotto da Carlo Conti, capace di non far rimpiangere Ama sia nella direzione artistica che nel ritmo delle serate (la dictomia tra le lunghe maratone amadeusiane e i “bene bene bene” per accelerare di Conti sono diventati un tormentone della Settimana Santa del piccolo schermo italiano).
Il Nove, dal canto suo, sembra aver perso l’occasione di emergere per davvero, accontentandosi delle domeniche di Fazio, delle serate comedy e, appunto, della presenza di Amadeus in un access prime time che non è mai decollato, ma non per colpa sua. Perché un canale funzioni il palinsesto deve avere un ritmo che accompagni il pubblico dalla mattina alla sera e che non si accontenti di accendersi solo in determinate fasce. Al Nove, per varie ragioni, si è deciso invece di fare così.
Se Fazio, come detto da più parti in questi anni, non ha portato sul Nove solo se stesso ma un interno format vincente, Amadeus non è riuscito a puntare su idee davvero forti e al pari di un’idea di canale generalista e innovativo al tempo stesso, che non aveva prima di lui puntato sul game puro.
Due anni dopo quell’annuncio, non possiamo parlare di successo, ma neanche di fallimento: il Nove ha acquisito un artista che sa fare televisione e ancora lo dimostra ogni sera, ma è indubbio che i risultati che ci si aspettava non erano questi. Il salto nel vuoto è stato fatto sia da Amadeus che dal Nove ma, ora possiamo dirlo, lo hanno fatto senza tenersi per mano.






