

La finale di The Voice Kids supera in ascolti C’è Posta per Te. Più che il dato, però, emerge un’altra consapevolezza: il sabato sera è tornato a essere terra non di scontro ma di confronto, con proposte che guardano alla migliore riuscita per il pubblico.
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Partiamo subito da una constatazione: no, la notizia del giorno non è “la sconfitta di C’è Posta per Te” di cui alcuni stanno scrivendo sui social. Se dobbiamo trovare una lettura davvero onesta nei risultati di ascolti della serata del 14 febbraio 2026, dobbiamo allora concentrarci su un’altra prospettiva, quella della “riuscita” di due donne protagoniste della tv italiana, entrambe creatrici di imprese e di rivoluzioni che hanno riacceso l’attenzione verso una serata, quella del sabato, che negli ultimi anni sembrava essere spenta.
The Voice Kids e C’è Posta, una sana competizione
Cominciamo dai numeri del 14 febbraio: su Rai 1 la finale di The Voice Kids ha ottenuto dalle 21:24 alle 00:52 3.382.000 spettatori, pari al 23,4% di share. Su Canale 5 C’è Posta per Te ha tenuto davanti al video dalle 21:24 alle 00:42 3.272.000 spettatori (22,1%).
Dopo sei settimane di rincorsa, Antonella Clerici, i suoi coach e i giovani cantanti dello spin-off di The Voice hanno superato in ascolti il programma-corazza di Canale 5, che da anni domina il sabato sera. Una competizione, quella tra i due show, che si è sempre svolta nel rispetto di entrambe le parti, senza ricorrere a giochetti o mezzucci utili a strappare un punto di share all’altro.
Mentre il talent di Antonella Clerici (per la prima volta al sabato sera) ha costruito un racconto gentile sui suoi giovani protagonisti senza mai scavare nella lacrima facile, ma con grande rispetto delle famiglie coinvolte, il people show di Maria De Filippi ha leggermente modificato in corsa la propria scaletta, puntando più sulle storie di gente comune (il vero pezzo forte del programma) che sui super ospiti, che comunque non sono mancati. Una competizione sana, che ha permesso ad entrambe le parti di lavorare al meglio e proporre il miglior prodotto possibile al pubblico.
Il potere di riuscirci
Cosa ci racconta questa notizia, oltre i numeri nudi e crudi? Il confronto tra C’è Posta per Te e The Voice Kids è una lezione di come riuscire in qualcosa e di come avere la meglio su qualcun altro. Antonella Clerici non ha imboccato la strada della controprogrammazione aggressiva né ha provato a sfidare Maria De Filippi sul suo stesso terreno.
Senza rincorrere nessuno, ha proposto un’alternativa che sapesse essere veramente tale senza snaturare il format stesso o il suo approccio alla conduzione. L’impresa è stata questa: The Voice Kids non ha rotto il sistema del sabato sera, ma ci si è inserito con naturalezza, parlando allo stesso pubblico familiare e generalista ma da un’altra angolazione. Un’impresa di cui bisogna sottolineare la riuscita: perché ci ricorda che i colossi non sono lì per intimorirci, ma per spronarci a fare sempre di meglio.
C’è Posta non è in discussione, ma si apre una nuova era
Superare C’è Posta per Te, attenzione, non significa metterlo in discussione: ad oggi resta non solo uno dei programmi più longevi della tv italiana, ma anche uno dei meglio riusciti e capaci di creare un’empatia senza pari con il pubblico a casa.
Il risultato di The Voice Kids dimostra piuttosto che in tv la logica dello scontro deve essere sostituita da quella del confronto e della proposta. Il sabato sera non deve essere inteso come una monarchia assoluta, ma come uno spazio che, ogni tanto, può tornare contendibile. Senza traumi nè rivoluzioni.
In una televisione spesso accusata di vivere di rendita, il risultato di The Voice Kids racconta la forza della risultato ottenuto senza sgomitare o urlare. Un sorpasso gentile, quasi educato. Di quelli che non tolgono niente a nessuno, ma aggiungono qualcosa al racconto del sistema.










