Adriano Celentano a Sanremo? La storia del Molleggiato al Festival
Adriano Celentano

Cinque partecipazioni in gara e due partecipazioni come super-ospite: ripercorriamo la storia di Celentano a Sanremo.

Adriano Celentano al Festival di Sanremo 2026? È stato Fiorello, durante il suo programma radiofonico La Pennicanza, in onda su Radio 2, a lanciare il sasso riguardante una possibile partecipazione del Molleggiato alla prossima edizione della kermesse sanremese condotta da Carlo Conti.

Secondo lo showman siciliano, il ritorno sui social di Adriano Celentano avrebbe a che fare proprio con la sua imminente partecipazione al Festival: “Avete visto in questi giorni c’è stato uno stranissimo post di Adriano Celentano, ma come mai? Ce lo siamo chiesti? Ma c’è ancora di più, Adriano posta una foto di com’è adesso, quindi se Adriano fa un post proprio adesso…” (fonte Libero.it).

In attesa di una conferma dal conduttore e direttore artistico di Sanremo 2026, andiamo a ripercorrere la storia sanremese di Adriano Celentano.

Celentano a Sanremo: le partecipazioni in gara

Adriano Celentano ha partecipato come concorrente al Festival di Sanremo 5 volte, riuscendo a vincere in un’unica occasione ma lasciando il segno quasi ogni volta.

Nel 1961, Celentano partecipò in gara al Festival insieme a Little Tony, con la canzone 24mila baci che conquistò il secondo posto. In quell’edizione, il Molleggiato fece scalpore in quanto, all’inizio dell’esibizione, voltò le spalle al pubblico e all’epoca questo gesto fu considerato di estrema maleducazione e arroganza verso il pubblico presente al Casinò di Sanremo. Celentano, inoltre, partecipò al Festival di Sanremo durante il servizio militare e per prendere parte alla competizione il Ministro della Difesa, Giulio Andreotti, gli firmò una dispensa speciale.

Nel 1966, invece, Adriano Celentano presentò in gara la canzone Il ragazzo della via Gluck insieme al Trio del Clan, composto da Ico Cerutti, Pilade e Gino Santercole. La canzone fu eliminata e non arrivò in finale ma nonostante l’eliminazione precoce, il brano divenne uno dei successi più grandi di Celentano e una sorta di manifesto ecologista ante litteram, anticipando temi che l’artista tratterà spesso nel corso della sua carriera. Celentano, in realtà, avrebbe dovuto partecipare al Festival con un’altra canzone, Nessuno mi può giudicare, ma il provino della canzone non lo convinse.

Nel 1968, invece, partecipò in coppia con Milva con Canzone, conquistando il terzo posto. Questa canzone fu una delle cause della rottura tra Don Backy e Celentano che mai si risanò. Celentano chiese e ottenne da Gianni Ravera, direttore artistico di quell’edizione, di esibirsi lui con Canzone, brano che Don Backy voleva per sé, e anche l’esclusione dell’ormai ex amico dalla manifestazione.

Il 1970, invece, fu l’anno della vittoria “politica” con la canzone Chi non lavora non fa l’amore, presentata in coppia con la moglie Claudia Mori. Fu una vittoria discussa perché il testo, che ironizzava sugli scioperi dell’epoca, fu interpretato da alcuni come una critica ai movimenti operai dell'”Autunno Caldo”. Sul palco, inoltre, Celentano dimenticò (o finse di dimenticare, secondo la teoria di alcuni) più volte le parole del testo.

L’ultima partecipazione in gara risale al 1971 con la canzone Sotto le lenzuola, presentata in coppia con il Coro Alpino Milanese. La canzone ottenne un quinto posto. Fu la prima volta in assoluto che una canzone in gara venne eseguita a cappella sul palco del Festival.

Celentano avrebbe dovuto partecipare anche a Sanremo 1973, con la canzone L’ultima chance, ma si ritirò ufficialmente per una gastrite dalla quale sarebbe casualmente guarito domenica 2 marzo, ossia a Festival concluso. Con un telegramma polemico, infatti, Celentano criticò la scelta di escludere artisti popolari a favore di un eccessivo numero di artisti emergenti.

Celentano a Sanremo: le partecipazioni come super-ospite

Dagli anni ’70 in poi, Celentano tornò a Sanremo solo come ospite d’onore, spesso scatenando puntuali bufere mediatiche.

Nel 2004, fu invitato al Festival da Tony Renis, direttore artistico dell’edizione rimasta nella storia per il boicottaggio delle major, condotta da Simona Ventura. Celentano fece un’apparizione a sorpresa nella serata finale. Tony Renis, infatti, lo invitò più volte ma senza risultato. Dopo l’interessamento dell’allora direttore generale Rai, Flavio Cattaneo, Celentano si presentò a sorpresa all’Ariston durante la finale, ufficialmente a titolo gratuito. La sua esibizione fece slittare di non pochi minuti quella del ballerino Joaquín Cortés che, indispettito, lasciò il teatro polemicamente.

La partecipazione di Celentano come ospite (voluta da Gianni Morandi) nel 2012, invece, fu tra le più costose e discusse della storia di Sanremo. A causa delle molte polemiche suscitate dal suo alto compenso (750.000 euro), Celentano decise di donarlo interamente in beneficenza.

Nel corso del suo intervento avvenuto durante la prima serata, Adriano Celentano parlò di religione e di politica, attaccando l’Unione Europea, polemizzando con i preti e i giornali cattolici Avvenire e Famiglia Cristiana, accusati di essere troppo politici, criticando la bocciatura del referendum sulla legge elettorale e offendendo il critico televisivo Aldo Grasso (insulto che gli costerà una condanna nel 2015 dal Tribunale di Milano per 30mila euro di danni).

Avvenire e Famiglia Cristiana risposero duramente agli attacchi e, nel corso della serata finale di Sanremo 2012, durante la quale Celentano intervenne nuovamente, all’interno dell’Ariston si scatenò una contestazione all’indirizzo dell’artista. Claudia Mori, accusò il consigliere Rai Antonio Verro di essere l’organizzatore della contestazione. Celentano, invece, nel suo secondo intervento, cercò di spiegare più dettagliatamente il proprio pensiero (la ricerca di Dio) e anche Gianni Morandi prese le sue parti: “Adriano ama tutti. Adriano non odia nessuno”. Il duetto tra Morandi e Celentano fu la parte di Sanremo più vista di quel Festival.

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