

Dopo anni di assenza, Rai 2 riporta i cartoni animati nella fascia mattutina: tra Goldrake, Puffi e Winx, un’operazione che guarda al futuro parlando alla nostalgia di più generazioni.
Da settembre, Rai 2 mette mano al suo palinsesto riportando i cartoni animati nella fascia del mattino, dalle 7:00 alle 8:30. Un’operazione che, per chi è cresciuto negli anni ’90 e 2000, suona come un ritorno a casa: Goldrake rimasterizzato, i Peanuts in 3D, I Puffi, e persino nuovi episodi di Winx Club: The Magic Is Back. È un tuffo in un mondo che per anni è stato un rituale quotidiano, prima che sparisse quasi del tutto dalla tv generalista.
La tv che ha unito le generazioni
Negli anni d’oro, quella fascia ha avuto un appuntamento fisso. Italia 1 apriva le giornate con Ciao Ciao Mattina, proseguendo al pomeriggio con Bim Bum Bam riunendo davanti allo schermo qualcosa come 1,5 milioni di telespettatori sfondando persino il muro del 20% di share. Rai 2 proponeva contenitori animati (Go Cart Mattina) con conduttori, pupazzi e una selezione di serie che mescolava il made in Italy con il meglio delle produzioni internazionali mantenendo ascolti stabili intorno al 15% nel target bambini. C’era un legame diretto tra chi stava davanti e chi stava dietro le telecamere: sigle cantate a squarciagola, rubriche, disegni inviati dai piccoli spettatori. Era una tv di relazione, non solo di consumo.
Il declino silenzioso
Col tempo, la tv dei ragazzi è scomparsa dalla generalista, erosa dai canali tematici (Rai Yoyo, Boing, Cartoon Network) con offerta h24; lo streaming e l’on‑demand che hanno frammentato l’attenzione; ma anche le nuove priorità editoriali che hanno valorizzato talk show e infotainment destinati a un pubblico adulto invadendo uno spazio che, in origine, era di altri.
Entro il 2010, gli ascolti della fascia cartoni mattutina su Italia 1 erano crollati a 300–400 mila spettatori, con share sotto il 10%, rendendo quasi inutile ogni sforzo al continuo di questa programmazione.
La nuova visione di Roberto Genovesi
Secondo Roberto Genovesi, direttore Rai Kids da aprile 2025, la nuova fascia mattutina su Rai 2 “non sarà solo un contenitore di titoli, ma un vero progetto editoriale” afferma al sito animeclick. Al suo fianco, Arianna Craviotto (volto già popolare sui social per il pubblico 8‑12) guiderà la fascia con intermezzi legati al linguaggio digitale, rendendola familiare e moderna.
Inoltre, Genovesi afferma che “gli anime torneranno in tv“, in un percorso già avviato che darà i primi frutti nel 2026, con un ampliamento del target verso adolescenti e young adult.
Ritiene che contenuti lineari e on‑demand si completino a vicenda – “non è questione di recuperare, è coerenza con l’evoluzione della Rai in chiave media company“. La strategia include anche un forte investimento nelle produzioni italiane ed europee, non come obbligo, ma come opportunità di “alta qualità competitiva a livello internazionale”.
Come dare senso a questo ritorno?
Per evitare che il nuovo contenitore non sia solo un calderone di titoli nostalgici in onda, sarebbe cruciale introdurre iniziative collaterali al progetto. Ad esempio:
- Integrare Rai Play con clip ‘best of’, raccolte tematiche e fruizione on-demand;
- Organizzare cicli a tema (es. “Goldrake week“), coinvolgendo attivamente il pubblico;
- Mantenere (sempre) una presenza riconoscibile come quella di Arianna Craviotto (nella foto);
- Favorire forme di engagement: concorsi, disegni, micro-contenuti social per bambini (e genitori).
Un buongiorno da ri-scoprire
Il ritorno dei cartoni al mattino su Rai 2 non è solo una mossa nostalgica ma un tentativo coraggioso di ripristinare la televisione come spazio condiviso. Se questo esperimento sarà curato con testa, strategia e apertura verso il pubblico digitale, potrà trasformarsi in una nuova ritualità familiare. Come dice lo stesso Genovesi: “Preparatevi a stupirvi… continuate a suggerire e criticare. Fa parte del gioco di squadra“.
Forse serviranno a rinfocolare quel talento innato che noi italiani abbiamo: rievocare cose per amore di nostalgia. Amiamo ricordare le “sigle di una volta“, le estati con la tv accesa in sottofondo, i personaggi che ci hanno accompagnato da bambini. La nostra cultura pop è fatta di appuntamenti ricorrenti, di rituali che diventano memoria collettiva.
Per questo, operazioni come quella di Rai 2 non parlano solo ai bambini di oggi, ma toccano corde emotive negli adulti: ci ricordano che, anche se il mondo oggi corre veloce, certe immagini e certe musiche sono ancora capaci di riportarci, in un attimo, alla colazione prima di andare a scuola. E se la nostalgia è una debolezza, in Italia sa essere anche una straordinaria forza narrativa.