

Dalla spaccata di Lisa Fusco alle gaffe di Mike Bongiorno fino allo schiaffo di Will Smith: gli imprevisti che rendono unica la diretta televisiva.
Estate 2015, Rai 1, il programma si chiamava Mezzogiorno Italiano e si proponeva come spin-off di Unomattina Estate, con una forte impronta su territorio, cultura, enogastronomia e tradizioni italiane, il tutto sull’onda dell’EXPO 2015 allora svolto in Italia.
In una puntata – apparentemente come tutte le altre – è ospite Lisa Fusco, soubrette napoletana dall’energia travolgente. Per chiudere la sua esibizione decide di regalare al pubblico una spaccata, il suo marchio di fabbrica. Ma qualcosa va storto: la caduta è rovinosa, il dolore immediato, la scena resta incisa nella memoria collettiva. In pochi secondi l’imprevisto diventa virale, ripreso da tg, social e siti web. Nessuno ricorda il resto di quella puntata, ma tutti ricordano “la spaccata di Lisa Fusco”.
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Al di là del copione
Cosa ci racconta un episodio del genere? Che il cuore della diretta televisiva batte proprio nell’imprevedibile. È quel margine di rischio che non si può programmare, né controllare fino in fondo, a rendere la tv diversa da qualsiasi altro medium. Non è solo spettacolo: è adrenalina condivisa tra chi la fa e chi la guarda. Ed è qui che si nasconde il suo fascino più autentico.
Naturalmente i fuori programma hanno un doppio volto. Possono essere fonte di imbarazzo per chi li vive sulla propria pelle – come Lisa Fusco, che si ritrovò con un infortunio in diretta – ma diventano anche episodi che umanizzano la televisione, togliendole la patina del “tutto perfetto”. È la prova che, al di là dei copioni, la tv resta un luogo dove può succedere di tutto. Ed è proprio questa autenticità a conquistare il pubblico, che si riconosce di più in un errore imprevisto che in uno show costruito al millimetro.
Storia di un fuori programma, tra rischio e autencità
La storia della televisione, ma non solo italiana, è piena di episodi imprevisti che hanno fatto il giro del mondo. Non solo piccoli incidenti, ma veri e propri momenti che hanno cambiato la percezione del “live”.
In Italia ricordiamo – giusto per citarne alcuni – la ‘spaventosa’ prova di apnea che Mercedesz Henger (figlia di Eva) fece in una puntata dell’Isola dei Famosi del 2016. Credendo che la ragazza fosse in seria difficoltà di respirazione, mandò nel panico Alessia Marcuzzi, il pubblico a casa e in studio, divenendo immediatamente un cult. L’intervista di Paola Perego a Giulio Andreotti a Questa Domenica nel 2008 con il malore che colse l’ex Presidente del Consiglio, scomparso nel 2013. Oppure le infinite gaffe di Mike Bongiorno, con nomi dei concorrenti sbagliati e risposte date in anticipo, episodi che paradossalmente lo hanno reso ancora più vicino al pubblico. La storica telefonata a La prova del cuoco tra Antonella Clerici e una signora che prese quella domanda “Fa schiuma ma non è un sapone?“ come un grattacapo da cui ne è derivata una scena memorabile per una risposta in particolare (e già avete capito di che parlo). Ornella Vanoni che esclamò “Non si vede un ca**o” puntando gli occhi verso il gobbo elettronico disturbato dalle luci troppo abbaglianti in un’esibizione a Una storia da cantare nel 2019. Come non citare poi i talk show ai tempi di Barbara D’Urso, con ospiti che litigavano in diretta e regia costretta a correre ai ripari, trasformando lo studio in un ring diventato materiale per meme.
All’estero, la lista è altrettanto ricca: il giornalista della BBC Robert Kelly, interrotto dai figli durante un collegamento in diretta, è diventato il simbolo di una nuova televisione “domestica” nell’era dello smart working. Agli Oscar 2022, lo schiaffo di Will Smith a Chris Rock ha trasformato la cerimonia glamour in un caso mondiale. Nel 2015 la finale di Miss Universo vide il conduttore Steve Harvey incoronare la vincitrice sbagliata, creando uno degli errori live più clamorosi della storia.
E poi ci sono i concerti live, con incidenti memorabili come Madonna che cade ai Brit Awards 2015, o gli episodi festivalieri italiani, da Cavallo pazzo con Pippo Baudo a Sanremo 1992, le contestazioni del pubblico e i blooper tecnici alle correzioni improvvisate dei presentatori per errori di scaletta.
Tutti questi episodi ci ricordano la stessa cosa: la diretta è vita vera, non reality scritto. E ogni imprevisto diventa un pezzo di storia condivisa.
Il fascino della diretta nelle parole d’autore
Non sono solo gli spettatori a percepirlo: registi e grandi autori hanno sempre riconosciuto la potenza del “live”. Federico Fellini lo diceva chiaramente: “Non si interrompe un’emozione”. Per lui, la magia della diretta stava tutta nella sua continuità, nella capacità di avvolgere lo spettatore in un flusso emotivo che non può essere tagliato o modificato.
E ancora prima, nel 1938, Orson Welles dimostrò con la radio che la diretta può trasformare finzione in realtà: con la trasmissione La guerra dei mondi portò milioni di ascoltatori a credere davvero a un’invasione aliena. Un esperimento che fece scuola e mostrò il potere assoluto del live di entrare nella percezione collettiva senza filtri.
La tv fatta dal vivo è un atto di fiducia reciproca
Oggi che la televisione è sempre più confezionata e che i contenuti digitali possono essere registrati, editati e ritoccati in ogni istante, l’imprevisto in diretta assume un valore ancora maggiore. È la dimostrazione che la tv, nonostante lo streaming e i social, resta un medium vivo e capace di sorprendere. La spaccata di Lisa Fusco, a dieci anni di distanza, non è solo una caduta: è il simbolo di quanto un imprevisto possa trasformarsi in memoria collettiva, diventando parte della storia della televisione italiana.
La diretta è un atto di fiducia reciproca: chi la fa si mette in gioco senza rete, chi la guarda accetta di condividere quel rischio. E se a volte può finire male, più spesso regala momenti che entrano nel mito. Da Lisa Fusco a Will Smith, passando per le gaffe di Mike Bongiorno, i monologhi di Celentano e le parole di Fellini e Welles, il messaggio resta lo stesso: il bello della diretta è che non sai mai cosa succederà.