In Physical Italia il valore aggiunto è il “dove”: la location inedita diventa il vero effetto wow del format

Il nuovo Physical Italia, su Netflix, è stato girato nei Lingotto Studios di Torino, che per la prima volta ospitano una produzione seriale. Numeri da grande evento per valorizzare un format al debutto nel nostro Paese: perché a volta non conta solo il “cosa”, ma anche il “dove”

Cento sportivi, tra atleti, fit-influencer, detentori di record e personalità del mondo dello spettacolo; una sfida che prova dopo prova ne assottiglia il numero aumentando le difficoltà fino a decretare un solo vincitore che si porterà a casa 100mila euro.

Physical Italia è la nuova sfida di Netflix nel nostro Paese: un forma di proprietà della piattaforma streaming che ha già visto la luce altrove -quella italiana è la prima versione realizzata in Europa- e che da noi ha debuttato il 10 settembre con il primi tre episodi (in tutto saranno 8, con finale prevista il 2 ottobre).

L’ex rugbista della Nazionale italiana Mirco Bergamasco, la plurimedagliata olimpica Tania Cagnotto, l’atleta di kickboxing e showgirl Elisabetta Canalis, il “signore degli anelli” Jury Chechi, la leggenda del nuoto Federica Pellegrini, l’ex rugbista e attore Alvise Rigo e il content creator Luis Sal sono alcuni dei nomi dei protagonisti di questa edizione che, in un misto tra The 50 e Squid Game (in cui non si muore ma si suda), cerca il proprio spazio nella fascia dei sempre più numerosi appassionati -amatori e non- di discipline sportive.

Il vero valore di Physical Italia non è il gioco, ma la location

Il format (che da dove è nato, in Sud Corea, sta rapidamente conquistando il resto del mondo, con adattamenti in Messico, Stati Uniti e prossimamente in Francia e Svezia) è di per sé di una semplicità disarmante. Prove fisiche da superare, un tocco di strategia nelle prove di squadra e nelle alleanze da stringere e la preparazione fisica che diventa un valore da diffondere per una cultura del benessere qui portata agli estremi da chi pratica sport da anni e, è bene sottolinearlo, affronta ogni sfida del programma con duri allenamenti alle spalle.

Ma quel che stupisce di Physical Italia non è tutto questo: la tensione delle prove, i colpi di scena, la presenza stessa di alcuni volti iconici per la storia dello sport italiana, da soli non riescono a rendere cult un titolo su cui Netflix punterà molto nei prossimi anni. No, nel vedere l’edizione italiana si resta senza parole soprattutto per gli enormi spazi utilizzati per le riprese.

Perché per girare un survival game a tema sportivo due set, anche se grandi, non sarebbero bastati. Servivano spazi enormi, che seguissero di pari passo la mission del format, ovvero ingigantire ogni singolo momento di spettacolo proposto. Per intenderci: se come prima prova decidi di sottoporre i concorrenti a una seduta di plank, lo devi fare mettendoli in sospeso sopra un’enorme piscina che si apre letteralmente sotto i loro piedi.

Ecco perché diciamo che più del “cosa” o del “come” in questo format a contare è il “dove”. E la location scelta per Physical Italia è un’assoluta novità che potrebbe diventare centrale per numerose produzioni future sempre più imponenti: i Lingotto Studios di Torino.

Il debutto di Lingotto Fiere nella produzione seriale

Tutti e otto gli episodi sono stati girati in tre padiglioni del Lingotto Fiere Torino, uno dei più grandi quartieri fieristici del Nord-Ovest italiano, con una superficie complessiva di oltre 100.000 metri quadri. Uno spazio che da sempre accogliere grandi eventi e festival (tra cui, la più famosa è la Salone Internazionale del Libro), ma che che con Physical Italia ha virato altrove, entrando nel mondo della produzione tv.

Se già in passato GL Events Italia, che gestisce questi spazi, ha accolto in questi spazi la produzione di alcuni spot, con Physical Italia ha alzato l’asticella. I numeri parlano chiaro: come raccontato da Quotidiano Piemontese, la produzione di Endemol Shine Italy ha occupato tre padiglioni, per una superficie complessiva superiore ai 64.000 metri quadrati.

I set realizzati sono stati 10 set: tra questi, quelli per le prove e i duelli, ma anche lo spazio relax rappresentato da delle grandi terme in stile antico romano dove rilassarsi e allenarsi. Spazi illuminati da circa 1.500 teste mobili, mentre il più grande degli ambienti di gara è stato equipaggiato con oltre ottanta telecamere. Gli spazi utilizzati sono stati inoltre ricoperti da 16.000 metri quadrati di panno nero.

Sul fronte del personale impiegato, ogni giorno hanno lavorato alle riprese e all’organizzazione circa 300 persone, tra cast, maestranze e fornitori, mentre il servizio di crew catering ha garantito oltre 8.000 pasti durante le riprese. 64 le giornate di produzione richieste, dietro a cui ci sono stati più di dieci mesi di preparazione.

Il solo team di GL events Italia ha garantito oltre 10.000 ore di presidio con elettricisti, tecnici, facchini, addetti alla sicurezza e personale dei servizi operativi. Ultimo ma non ultimo, va ricordato il lavoro dello scenografo Marco Calzavara, curatore delle scenografie di tutti gli spazi della serie.

Il “dove” diventa più importante del “cosa”

I numeri che avete appena letto non sono da tutti i giorni e non valgono per tutte le produzioni. Un po’ perché spesso i reality, game show e le stesse serie tv non necessitano di un impegno del genere (e poi c’è sempre più la CGI ad aiutare), un po’ -e soprattutto- perché grand parte delle produzioni possono contare su determinati budget e sulle scelte da prendere in base ad esso.

Ancora una volta, Netflix ha confermato quello che si dice da tempo, cioè che produzioni così imponenti, oggi giorno, possono essere portate avanti solo dalle piattaforme internazionali, le uniche a disporre delle risorse economiche necessarie per dei grandi eventi.

Basti pensare al reality di Squid Game o alle stanze de L’amore è cieco (sempre Netflix), ma anche alla villa con annessi di The 50 o alla location da sogno scelta per The Traitors (su Prime Video) per rendersi conto che a volte non basta l’idea, ma serve anche una location che la supporti e la innalzi, dandole il valore e l’immagine che merita.

Nel caso di Physical Italia, si è deciso di lavorare a un’idea semplice su due fronti: quello del cast, scegliendo nomi di punta affiancati da altri meno noti a un pubblico mainstream e quello delle ambientazioni, generando in quest’ultimo caso l’effetto wow utile ad incuriosire il pubblico fin dai primi trailer e dalla campagna social. Ma attenzione: se lo stupore si sposta dal format alla location, allora non tutto ha funzionato come avrebbe dovuto.

 

Ultime notizie su Serie TV