Erica, dalla Svezia a Piombino la fiction di Canale 5 deve ancora trovare la sua meta: la recensione

Vanessa Incontrada è Erica, personaggio nato dalla penna di Camilla Läckberg e diventata già protagonista di una serie tv francese nel 2025, di cui la fiction di Canale 5 è il remake. Noir, sentimento e famiglia, però, faticano a intrecciarsi e trovare un collante

Svezia, Francia e Piombino. Questo l’insolito tragitto compiuto dal personaggio di Erica Falck, creato dalla scrittrice svedese Camilla Läckberg e protagonista di tre dei suoi romanzi. Erica, poi, è diventata… francesce, grazie alla serie tv Erica del 2025 e, infine, italiana, con l’adattamento della serie originale, intitolata appunto Erica, in onda su Canale 5 per tre prime serate il 2, 9 e 16 settembre 2026.

Erica scrive e indaga: la trama

La protagonista Erica Magliani (Vanessa Incontrada) è un’autrice di gialli di successo, che dopo anni torna a Piombino, sua città natale, per aiutare la sorella a sbrigare delle pratiche a seguito della scomparsa dei loro genitori. Il caso vuole che proprio mentre si trova in città una delle sua migliori amiche di gioventù, Alessandra, viene trovata morta suicida (il corpo lo scopre proprio lei).

Erica cominciare a chiedersi cosa sia veramente accaduto e, sfruttando le sue doti di giallista e la sua capacità di leggere i comportamenti delle persone, comincia un’indagine personale, che s’intreccia con quella della Polizia e in particolare del commissario Leonardo Carrese (Francesco Scianna). Anche nei due episodi successi vediamo la protagonista e il commissario indagare su altri casi, ma seguiamo anche l’evoluzione del loro rapporto, che fin dal finale della prima puntata -come avviene nei libri- diventa molto più profondo di quanto si potesse pensare.

Una serie, una saga di successo

Se la prima stagione di Erica è composta da soli tre episodi, la vita di questa fiction potrebbe essere molto più lunga: la saga letteraria con protagonista Erica Falck è infatti ad oggi composta da dodici libri (l’ultimo, “Gråterskan”, è ancora inedito in Italia).

I primi tre episodi di Erica si ispirano ai primi tre volumi, “La principessa di ghiaccio”, “Il predicatore” e “Lo scalpellino” ma, se ascolti e gradimento del pubblico fossero a favore della serie, si potrebbe tranquillamente pensare a una seconda stagione.

Ma Erica funziona? La recensione

C’è un certo insolito contrasto tra quanto abbiamo scritto e la messa in onda della prima puntata di Erica. Il viaggio Svezia-Italia ha inevitabilmente cambiato un po’ i connotati all’idea originale di Läckberg, sebbene l’autrice, va detto, abbia presenziato alle riprese della fiction italiana, dando consigli e suggerimenti affinché lo spirito dei suoi libri fosse rispettato il più possibile.

Eppure, in questo viaggio -con scalo francese- ha cambiato un po’ le carte in tavola. Läckberg appartiene a quella schiera di autori nordeuropei che hanno portato al successo mondiale il genere del noir scandinavo, storie di crimini in cui prevale una vena cupa e un’estrema attenzione alla caratterizzazione dei personaggi.

Mediaset, consapevole di non poter proporre una fiction con queste tonalità, si è più orientata verso un ibrido. La sua Erica cerca infatti di tenere i toni del giallo della fonte originale, interrompendo le indagini qua e là con momenti più leggeri e sentimentali, che orientano la trama verso la storia d’amore tra Erica e Carrese o che vedono la protagonista difendere la sorella dalle violenze del marito.

Tre filoni, che però nel debutto non riescono a ben dialogare tra di loro e a darsi il giusto cambio nel corso della trama. A volte Erica vuole essere un vero giallo, altre sembra rincorrere la linea romantica, altre ancora vuole cavalcare la triste onda dell’attualità. Tante pretese, che nobilitano il lavoro di produzione, ma che sullo schermo s’inceppano nel risultato finale.

Troppe direzioni, senza meta

Se da una parte è assolutamente normale e giustificato che una serie abbia una storyline principale e poi varie sottotrame che consentano di sviluppare i personaggi secondari, dare fiato al caso di puntata e fidelizzare il pubblico, dall’altro serve che ciò venga fatto avendo un’unica direzione. Ed è quello che sembra mancare, per ora, a Erica.

L’impressione è che si sia voluto realizzare un prodotto che guardasse a più target e che -ahinoi, dobbiamo usare questa parola- rispettasse un determinato algoritmo. Giallo, sentimento, donne forti. Tutto corretto, ma serve il collante. E la protagonista è apparsa al suo debutto non abbastanza carismatica per esserlo.

Resta da capire se Erica sia stato pensato per lasciare crescere nel corso degli episodi anche la stessa protagonista o se l’impostazione del debutto sia quella definitiva. Se così fosse, ci ritroveremmo di fronte a una serie che ha fatto un lungo viaggio, dalla Svezia, ma che in realtà non ha ancora trovato la sua destinazione.

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