

Perché l’uomo di punta della Rai di oggi accetta di andare dalla concorrenza (un ex volto Rai) nella sua prima apparizione post nomina a conduttore di Sanremo? Questione di percorsi e di visione: la Rai preferisce aspettare, Fazio non ha bisogno di farlo e gioca tutto sull’anticipazione/esclusiva.
Fabio Fazio l’ha rifatto: domenica sera ha ancora una volta dimostrato di essere più lui un uomo Rai, anche anni dopo il suo trasloco al Nove, che chi in Rai ci lavora davvero. Certo, non lo ha fatto con la sola forza delle sue mani, ma con la potenza di quel format che ha costruito in più di vent’anni e che porta il nome di Che Tempo Che Fa.
Il programma è noto per le interviste-evento e per avere spesso ospiti altrove irraggiungibili. Ma CTCF è anche altro, ovvero l’affermazione del suo conduttore come volto-garanzia per avere esclusive prima che diventino regolarità. Pensate a quanti ospiti sono passati davanti alla sua scrivania-acquario per presentare libri, film e tour: artisti e autori o autrici che, poi ci siamo ritrovati in altri programmi, smorzando di volta in volta la potenza della loro presenza in tv. Da Fazio ciò non accade, proprio per l’esclusività che si è guadagnato dopo anni di costruzione di un salotto che non è solamente chiacchiera, ma è anche notizia.
Domenica sera, dicevamo, è ricapitato: Fazio ha ospitato Stefano De Martino. Non per la prima volta, ma la prima da quando è stato annunciato come futuro direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo 2027. E questo cambia il contesto più di quanto cambi l’intervista.
La chiacchierata, va detto, è rimasta dentro i toni abituali del programma, con declinazione al momento di spettacolo legato proprio al Festival e alle insidie delle sue conferenze stampa. Eppure, la presenza di De Martino sul Nove (tra l’altro in un programma ex Rai) ci ha dimostrato che qualcosa, nella narrazione del personaggio, è cambiata.
Perché De Martino, per forza di cose, è apparso in una posizione differente rispetto al passato: non più solo il conduttore dell’access prime time o del fortunato game show di Rai 2; non più il volto nascente della tv generalista da scoprire, ma qualcuno a cui viene già riconosciuto un ruolo più ampio. L’investitura, d’altra parte, era già avvenuta ai piedi del palco dell’Ariston.
Ma se guardiamo a quello che è successo fin qui in Rai, il percorso non è stato lo stesso, al contrario. De Martino è sì, molto presente, con il quotidiano su Rai 1, e il suo nome circola spesso nel salotto del daytime de La Volta Buona, dove è diventato quasi un riferimento ricorrente. Però non si è ancora andato oltre, e con oltre intendiamo Sanremo.
Mentre il Festival continua a riemergere con serate evento (da Sanremo Top all’annunciato “Mille e una cover”, due serate in onda a maggio), la scelta della Rai per ora è quella di guardare al passato recente e di aspettare ancora per volgere lo sguardo al futuro.
Più che di un vuoto, possiamo parlare di una scelta. L’attuale narrazione della Rai insiste sul Festival appena andato in onda e sui risultati di cui ancora oggi può vantarsi. Si punta, insomma, sul già noto, sul familiare, lasciano l’edizione 2027 su uno sfondo ancora lontano.
Il lavoro di Fazio, quello di invitare prima di tutti il futuro conduttore del Festival (De Martino fu ospite di una finestra all’interno del Tg1 e niente di più) non deve curarsi di questa narrazione. Può creare un equilibrio tutto suo, fatto di anticipazioni e di gioco, trasformando il suo programma nella camera di decompressione di un evento di cui, da qui ai prossimi mesi, vedrà montare di volta in volte polemiche, soffiate e spoiler.
Fazio, come già fatto in passato con altri ospiti, non rompe il giochino di altri, ma si diverte a creare un proprio percorso, in cui i tempi vengono letti differentemente. In altre parole, il racconto ufficiale deve ancora partire, ma Fazio lo vede già: e allora, perché aspettare?
Alla fine la sensazione che resta è abbastanza semplice: quel percorso è chiaro, ma non è ancora stato raccontato completamente nello stesso modo ovunque. Uno scarto su cui Fazio ha costruito buona parte degli inviti nel suo programma. Perché la Rai sta costruendo De Martino. Fazio, semplicemente, lo tratta come se fosse già costruito.








