Non solo TIM: ecco altri 3 rifacimenti di pubblicità famose
Una telefonata allunga la vita

In occasione del remake della campagna pubblicitaria della SIP del 1996, ripeschiamo altri rifacimenti di famosi spot.

Su Unshow, abbiamo già parlato ampiamente della campagna pubblicitaria della TIM (all’epoca SIP) del 1996 con protagonista Massimo Lopez, prigioniero in un fortino davanti ad un plotone di esecuzione, che, come ultimo desiderio prima di morire, chiede di fare una semplice telefonata.

La telefonata in questione si protrae a dismisura, allungandogli letteralmente la vita (lo slogan della campagna pubblicitaria era, appunto, “Una telefonata allunga la vita”). Durante la giornata di domenica 22 febbraio, lo spot è ricomparso in rotazione a sorpresa e, anche sui profili social, la TIM ha sostituito la propria profile picture con il vecchio logo della SIP.

Martedì 24 febbraio, è stato svelato l’arcano: Massimo Lopez è il protagonista della nuova campagna TIM, con la medesima ambientazione della campagna di 30 anni fa e uno slogan decisamente più moderno e contemporaneo: “La connessione allunga la vita”. Nel nuovo spot, vediamo Lopez continuare ad evitare la fucilazione con mezzi più moderni: videochiamate, film da vedere sulle piattaforme e dirette social.

Ma in passato ci sono stati altri casi di rifacimenti di famosi spot pubblicitari? La risposta è e noi di Unshow ne abbiamo ripescati altri 3.

Mulino Bianco e il ritorno del Piccolo Mugnaio Bianco (2025)

Il 2025 segnò il cinquantesimo anniversario di Mulino Bianco e, per l’occasione, il brand decise di riportare in scena il suo testimonial degli anni ’80: il Piccolo Mugnaio Bianco.

Per questo ritorno, Mulino Bianco preparò diverse iniziative: il lancio di un nuovo prodotto in edizione limitata, un concorso attraverso il quale i consumatori potevano scrivere e decidere il finale della storia del Piccolo Mugnaio Bianco, una raccolta punti con la riedizione di premi storici e, ovviamente, una nuova campagna pubblicitaria.

Protagonista della campagna pubblicitaria lanciata nel 1981, in questi spot, era possibile vedere il Piccolo Mugnaio Bianco trascorrere le giornate nel suo Mulino, sfornando dolci per l’amata Clementina che, però, non si accorge mai di lui. Nonostante ciò, il Piccolo Mugnaio non si perdeva mai d’animo.

Come già anticipato, i consumatori hanno avuto la possibilità di scrivere un finale per questa storia e il finale scelto è stato quello scritto da Michele, bambino di 10 anni di Fossano. La storia di Michele, quindi, è diventata il soggetto di uno nuovo spot animato (dal titolo Il Piccolo Gran Finale) pubblicato sui canali social di Mulino Bianco nel novembre 2025.

Kinder e i ritorni di Jo Condor e del Gigante Buono

Nel 2013, Rai Pubblicità tentò di riportare in vita il format pubblicitario più iconico della storia televisiva italiana, Carosello, con una nuova operazione chiamata Carosello Reloaded.

Con la sigla originale sostanzialmente rimasta intatta, nei primi due cicli di puntate, ogni brand aveva a disposizione uno spazio pari a 70 secondi e in ogni puntata venivano proposti almeno tre spot.

Nutella, attraverso quest’operazione, decise di riproporre praticamente in versione originale i Caroselli con protagonista il cattivo Jo Condor. Nel primo spot, Jo Condor distruggeva il cinema e il Gigante Buono restituiva lo schermo ai bambini del Paese Felice; nel secondo spot, invece, Jo Condor decideva di distruggere il palco della banda e, anche in quel caso, il provvidenziale intervento del Gigante Buono metteva le cose a posto; nel terzo spot, invece, l’obiettivo di Jo Condor era la tribuna dell’ippodromo e, come di consueto, il pennuto non faceva una bella fine; nel quarto spot, infine, Jo Condor distruggeva una scavatrice.

Il Gigante Buono, interpretato da un attore in carne e ossa, però, fu il protagonista anche di una serie di spot realizzati nel 2001 per le merendine Kinder. Al posto del Paese Felice, l’ambientazione era il Paese di tutti i giorni e, anche in questi spot, ai bambini venivano sottratti una serie di cose come la Campanella dell’Intervallo o l’Ora della Merenda, facendo sparire di conseguenza anche le merendine.

Il Gigante Buono interveniva e, magicamente, tornavano anche le merendine.

Pennelli Cinghiale e l’Intelligenza Artificiale

La pubblicità dei Pennelli Cinghiale, girata nel 1975, con l’imbianchino interpretato da Enzo De Toma che veniva fermato da un vigile urbano (interpretato da Francesco Papi) in quanto il suo “arnese” (un pennello gigante legato alla sua schiena) “ostacola il traffico”, oltre ad essere uno dei più famosi spot pubblicitari italiani di sempre, è anche uno dei più longevi, riproposto identico per decenni.

Lo scambio di battute è nella memoria di tutti:

“Devo dipingere una parete grande, ci vuole un pennello grande!”
“Non ci vuole un pennello grande, ma un grande pennello!”.

In questo caso, una nuova versione dello spot, ideata negli anni ’90, non funzionò e fu subito ripristinata la versione originale, troppo impressa nell’immaginario collettivo per essere sostituita così facilmente:

“Abbiamo capito che le persone la collegano immediatamente al nostro marchio: abbiamo provato una decina di anni fa a cambiarla con nuovi personaggi lasciando lo stesso finale ma non funzionava. E allora abbiamo scelto di rimandare in tv la versione originale, quella che tutti conoscono”. (fonte Il Corriere della Sera).

Se lo spot pubblicitario, quindi, si rivelò intoccabile, la Pennelli Cinghiale, nel 2025, per festeggiare gli 80 anni dell’azienda, ha deciso di creare una serie di manifesti, realizzati con l’Intelligenza Artificiale, ispirandosi al loro spot cult che, di fatto, è stato così modernizzato.

In questi manifesti, è possibile vedere un ragazzo e una ragazza andare in giro in città in bicicletta con un pennello grande (anzi un grande pennello…) legato alla schiena, esattamente come Enzo De Toma, tra i più famosi caratteristi del cinema italiano, noto per aver preso parte a numerose commedie con Adriano Celentano e Renato Pozzetto.

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