Era un sabato sera in tv: 27 gennaio 1996
sabato sera in tv 27 gennaio 1996

Abbiamo riaperto la guida TV di sabato 27 gennaio 1996. Tra varietà “vecchia scuola”, film cult e seconde serate impegnate, riscopri il palinsesto della prima serata di quel giorno.

Prima di accendere la tv e capire cosa offriva il palinsesto, facciamo un respiro profondo e guardiamoci intorno. Ci troviamo nel 1996, è sabato 27 gennaio.

Quel giorno al TG

Come si sveglia l’Italia quel giorno? Con una rassegna stampa che è un mix di cronaca nera pesantissima, timori verso le nuove tecnologie e le solite, eterne, beghe politiche.

La pena di morte torna d’attualità

La notizia che domina le prime pagine è un pugno nello stomaco. Dagli Stati Uniti rimbalza l’eco della fucilazione di John Taylor nello Utah: è il ritorno prepotente della pena di morte che l’America sembra celebrare, mentre in Italia scoppia la polemica.

Tragedia a Parma e la tv finisce sotto accusa

Il dibattito etico viene spazzato via da una tragedia immane che tocca il nostro Paese: a Parma, un bambino di soli dodici anni si è tolto la vita. Secondo le cronache, il gesto sarebbe avvenuto dopo aver visto un servizio in tv proprio sulla pena capitale. È un momento in cui il rapporto tra televisione e violenza è sotto accusa come non mai: finisce nel mirino persino un televoto lanciato da Alessandro Cecchi Paone nel suo programma Giorno per giorno, su Rete 4, colpevole secondo i critici di aver spettacolarizzato il tema. Un sabato mattina, insomma, che inizia con un nodo alla gola.

“C’è posta per te” (ma è quella dei killer)

Se oggi usiamo i social per tutto, nel 1996 Internet è ancora un luogo oscuro e misterioso per la massa. E i giornali non aiutano a renderlo simpatico. La notizia arriva da Washington: un omicidio sarebbe stato commissionato via computer, attraverso la rete America On Line. Sembra la trama di un film cyberpunk, invece è la realtà che inizia a fare i conti con il web, descritto ancora come un Far West dove si possono ingaggiare killer con un modem.

L’Italia dei cantieri e dei rimborsi

Tornando con i piedi per terra, anzi sull’asfalto, gli italiani trovano una piccola gioia nel portafogli: il Consiglio di Stato ha annullato i rincari autostradali del ’91. Chi ha conservato gli scontrini (spoiler: nessuno) potrà chiedere il rimborso.

I cantieri di Roma

Ma se in autostrada si sorride, a Roma si piange. La Capitale viene descritta come una “città chiusa in gabbia”: monumenti impacchettati, chiese chiuse e cantieri eterni. Le Sovrintendenze sono sotto accusa, e la Città Eterna sembra più un cantiere eterno.

C’eravamo tanto amati…in politica

E la politica? Nulla di nuovo sotto il sole, o quasi. Nel Polo (il centrodestra) è guerra al vertice. Gianfranco Fini da una parte, Casini e Buttiglione dall’altra. Volano stracci sulle riforme e Fisichella sbatte la porta lasciando Alleanza Nazionale. Sullo sfondo, il Presidente Scalfaro predica pazienza e difende i giudici. Cambiano i nomi, ma la musica sembra sempre la stessa.

Quella sera in tv

Scopriamo dunque cosa andava in onda quel sabato sera, nel cuore di un inverno che – tra l’altro – fu particolarmente rigido per via del Burian di inizio anno. Una forte perturbazione di aria polare investì lo stivale con conseguenze importanti, da un certo punto di vista fu anche un aiuto per il seguito dei programmi in tv.

Rai 1

L’ammiraglia Rai schiera l’artiglieria pesante, ma con un tocco di nostalgia. Dopo l’immancabile appuntamento pre-serale con Luna Park – La Zingara (e la sua temutissima Luna Nera), alle 20.50 va in onda Mille Lire al Mese. Per chi non se lo ricordasse – o non dovesse conoscere affatto – è un varietà “vecchia scuola” condotto da una coppia di giganti: Pippo Baudo e Giancarlo Magalli. Loro, come anche noi in questa rubrica, si divertono a portare lo spettatore in altre epoche. Non a caso, il tema della puntata è il decennio 1910-1920, un viaggio tra Belle Époque e Grande Guerra. Paola Perego si cimenta in una doppia veste insolita di cantante e attrice, interpretando classici come “Ninì Tirabusciò” e “Vipera”. Il momento clou è il gioco del Musichiere, dove Sabrina Stilo e il cantante Marco Del Freo devono indovinare i motivi di un’epoca ormai lontanissima.

Alle 23.20, dopo il TG1, la musica cambia drasticamente. Nello Speciale TG1 a cura di Bruno Mobrici si affrontano i “nodi al pettine” dell’economia. Il tema è allarmante: il ceto medio italiano è a rischio povertà? Se ne discute partendo dai dati del “Rapporto Italia” con un parterre politico di primissimo piano: in studio ci sono Gianfranco Fini, Fausto Bertinotti e Rosy Bindi.

Rai 2

E se su Rai 1 si canta, su Rai 2 si trema. Per il ciclo Nel segno del giallo la rete sceglie il film-tv thriller Morte Fredda (1995). Eric e la sua novella sposa Alicia decidono di passare una romantica luna di miele in uno chalet di montagna completamente isolato. Sembra l’idillio perfetto, finché alla porta non bussa un certo Kale, uno sconosciuto semi-assiderato che chiede soccorso. La coppia lo accoglie, ma ben presto l’atmosfera cambia: Alicia inizia a sospettare che quell’uomo non sia capitato lì per caso e che condivida con suo marito un segreto oscuro e terribile proveniente dal passato.

La vera chicca di cultura arriva alle 22.30 con la rubrica Palcoscenico ’96. Va in onda l’opera teatrale “Terra di nessuno” del drammaturgo inglese Harold Pinter. Un salto mortale dal thriller commerciale al teatro dell’assurdo, fatto di silenzi, minacce sottili e incomunicabilità.

Rai 3

La terza rete offre uno dei programmi cult di quegli anni: Ultimo Minuto, condotto da Simonetta Martone e Maurizio Mannoni. Il format ricostruisce salvataggi estremi e storie di gente comune che ha rischiato la vita. Curiosità della serata: tra gli ospiti c’è un gruppo di ragazzi di Parma che ha fondato un fan club del programma (ma per essere ammessi al club bisogna addirittura superare un esame di pronto soccorso!).

Alle 22.55 si aprono le tende del salotto più elegante della tv: Harem. Catherine Spaak conduce una puntata piuttosto animata dedicata alla “volubilità femminile”. Ospiti della serata sono la stilista Krizia (Mariuccia Mandelli), l’attrice Nancy Brilli e la showgirl Wendy Windham. Proprio quest’ultima regala un momento di pepe, ingaggiando un vivace scambio di opinioni con il misterioso uomo mascherato che osserva tutto dall’ombra.

Canale 5

Mediaset risponde al varietà di Baudo e Magalli con la commedia all’italiana. Dopo Striscia la Notizia, il prime time è affidato a Ricky e Barabba (1992). La trama: Ricky (Christian De Sica) è il classico miliardario milanese sull’orlo del fallimento che tenta il suicidio. Viene salvato per caso da Barabba (Renato Pozzetto), un clochard rozzo ma di buon cuore. Da questo incontro improbabile nasce un’odissea on the road: i due, costretti a scappare insieme, attraversano l’Italia tra gag, equivoci e una strana amicizia che cresce chilometro dopo chilometro. È la rivincita della semplicità sulla vita frenetica degli yuppie anni ’90.

La notte di Canale 5 però cambia tono. Alle 22.35 va in onda lo speciale Lettere da Sarajevo, un pugno nello stomaco che ci ricorda la guerra nei Balcani.

A seguire, alle 23.20, un capolavoro del cinema italiano: Un’anima divisa in due (1993) di Silvio Soldini.

Fabrizio Bentivoglio interpreta Pietro, un addetto alla sicurezza in un grande magazzino di Milano. La sua vita è grigia, ordinata e solitaria, finché non sorprende a rubare Pabe, una giovane ragazza rom. Invece di denunciarla, ne rimane affascinato. Tra i due nasce una storia d’amore complessa, che costringerà Pietro a mettere in discussione tutte le sue certezze, sfidando i pregiudizi della società per scappare con lei verso una nuova vita.

Italia 1

La rete giovane per eccellenza apre alle 20.00 con un mito assoluto: Willy, il Principe di Bel Air. Will Smith era l’appuntamento fisso prima di cena. A seguire, parte una maratona thriller. In prima serata c’è Tracce di Rosso (1992) con James Belushi. Belushi è Jack, un detective della omicidi che si trova per le mani un caso inquietante. Un serial killer uccide giovani donne e lascia una firma macabra: un messaggio scritto con il rossetto sul corpo delle vittime. Ma il killer inizia a giocare con il poliziotto, inviandogli lettere e indizi prima di colpire, trasformando l’indagine in una sfida personale all’ultimo sangue.

La tensione sale ancora alle 22.30 con il film Maledetta Estate (1985). La trama racconta la vicenda di un giornalista di cronaca nera di Miami. Lui, stanco del suo lavoro fatto di sangue e tragedie, decide di dimettersi. Ma proprio mentre sta per lasciare, riceve una telefonata da un serial killer che vuole diventare famoso. L’assassino promette di fornirgli l’esclusiva sui suoi prossimi delitti. Il giornalista accetta, ma si ritrova intrappolato in un gioco perverso in cui lui diventa complice involontario e la sua stessa fidanzata diventa un bersaglio.

Rete 4

Target decisamente diverso per Rete 4. Si parte con il miele di Le più belle scene da un matrimonio con Davide Mengacci, per poi virare bruscamente verso il cinema bellico con Ritorno dal fiume Kwai (1988). La trama: Non è il remake del classico, ma una nuova avventura ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale. Un gruppo di prigionieri alleati in Thailandia cerca di sopravvivere alla brutalità di un campo di concentramento giapponese. Quando un pilota americano viene abbattuto nelle vicinanze, i prigionieri organizzano un piano di fuga audace, cercando di raggiungere la libertà attraverso la giungla ostile.

 

Per i nottambuli, alle 22.35 scende in campo il “Duca”. Va in onda Iwo Jima, deserto di fuoco (1949), con John Wayne. La trama: John Wayne è il sergente Stryker, un uomo duro, cinico e odiato dai suoi stessi soldati per i suoi metodi di addestramento spietati. Ma Stryker sa che quella durezza è l’unica cosa che li terrà in vita. Il film culmina nella sanguinosa battaglia per la conquista dell’isola di Iwo Jima, mostrando il lato umano e tragico del comando militare, fino alla storica scena dell’alzabandiera sul monte Suribachi.

Telemontecarlo

Non possiamo dimenticare TMC, che in quegli anni era la vera casa dello sport. Alle 20.30 tutti sintonizzati per la Coppa del Mondo di Sci. C’era lo slalom speciale in notturna dal Sestriere e c’era lui: Alberto Tomba. “Tomba la Bomba” andava a caccia del quarto successo stagionale. Quando scendeva lui, l’Italia si fermava.

Finito lo sci, alle 21.45 si vola in Sudafrica per la Coppa d’Africa con i quarti di finale (Zambia contro Egitto). Era il calcio esotico e tecnico che piaceva agli intenditori, commentato con passione, in un’epoca in cui vedere queste partite era un lusso raro per veri appassionati. A commentare le imprese dei giocatori Jacopo Savelli e Giancarlo de Sisti.

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