Era un sabato sera in tv: 17 gennaio 1998
sabato sera in tv 17 gennaio

Mentre l’attualità tiene banco, la TV del sabato sera prova a fare ordine tra cinema, varietà e racconto del presente.

Anche la nostra macchina del tempo ha avuto il suo turno di pausa, ma ritorna a funzionare dopo il pit-stop per riprendere a navigare nei sabati sera storici che hanno caratterizzato la nostra tv. Pronti a partire? La meta è quella di sabato 17 gennaio 1998.

A questa data l’Italia arriva in una fase di ridefinizione profonda, in cui politica, istituzioni e vita quotidiana sembrano procedere a velocità diverse. Il governo annuncia una riforma destinata a incidere direttamente sulle abitudini di milioni di persone: la liberalizzazione del commercio, con la fine delle vecchie licenze, orari più flessibili e la possibilità di aperture prolungate. Una svolta che segna un cambio di paradigma nel rapporto tra città, lavoro e consumo, ma che apre anche un fronte di scontro con categorie e sindacati, preoccupati per le ricadute sociali.

Sul piano economico e fiscale arrivano correttivi che riguardano le famiglie, mentre la macchina dello Stato prova a riorganizzarsi in una fase ancora segnata dagli strascichi di Tangentopoli. Il clima politico resta fragile, attraversato da processi, polemiche e tensioni continue, e la sensazione diffusa è quella di un sistema che fatica a ritrovare stabilità e fiducia.

Dentro questo quadro – bisogna dire già complesso – si inserisce con forza il caso Di Bella, che in quelle settimane domina il dibattito pubblico. Il professor Luigi Di Bella propone una terapia alternativa contro il cancro, basata su una combinazione di farmaci esistenti, presentata come capace di arrestare la crescita dei tumori. Il metodo non è riconosciuto dalla comunità scientifica e manca di validazioni cliniche ufficiali, ma diventa rapidamente un fenomeno di massa. Migliaia di pazienti e familiari vi si aggrappano come a un’ultima possibilità, mentre medici e istituzioni sanitarie invitano alla prudenza e mettono in guardia dai rischi di abbandonare le cure tradizionali.

La vicenda si carica presto di ulteriori elementi critici: emergono timori legati a possibili raggiri, richieste di denaro e visite private, e il confronto si sposta dai laboratori ai tribunali, dai reparti ospedalieri alle piazze e ai talk show. Il caso Di Bella diventa così il punto di incontro di molte fratture del tempo: la crisi di fiducia nella scienza ufficiale, il ruolo dei media nel raccontare la speranza, il confine sottile tra diritto alla cura e illusione.

Accanto a questi temi pesanti, la cronaca restituisce un Paese attraversato da notizie di segno diverso. Ci sono allarmi sanitari e tensioni sociali, ma anche risultati sportivi che riportano l’attenzione su storie di successo e orgoglio nazionale, come l’impresa della nazionale femminile di pallavolo che torna sul tetto del mondo. Un mosaico disomogeneo, in cui riforme strutturali, paure collettive e momenti di leggerezza convivono senza mai davvero incontrarsi.

È dentro questo scenario stratificato che si colloca la serata televisiva di quel 17 gennaio 1998. Scartati i telegiornali, dati per acquisiti, la programmazione del sabato entra nel vivo tra film, varietà e fiction. E come spesso accade, l’avvio della serata passa da Rai 1.

Rai 1 – Una favola moderna per aprire la serata

Nel sabato sera di Rai 1 il centro della proposta è tutto nel cinema. Alle 20.40 va in onda Pretty Woman (al suo sesto passaggio nella tv in chiaro), commedia romantica diretta da Garry Marshall con Richard Gere e Julia Roberts.

Il film racconta l’incontro tra un ricco uomo d’affari e una giovane prostituta conosciuta per caso a Los Angeles. L’accordo iniziale è chiaro e limitato nel tempo: lei lo accompagnerà per alcuni giorni, lui la ricompenserà. Ma il rapporto, nato come transazione, si trasforma progressivamente in qualcosa di più complesso. Le differenze sociali, le regole non scritte del loro mondo e le resistenze personali di entrambi fanno emergere fragilità e desideri inattesi. Pretty Woman gioca apertamente con la struttura della fiaba contemporanea, mettendo al centro il tema del riscatto individuale e della possibilità di cambiare direzione.

Dopo il film, Rai 1 accompagna la chiusura della prima serata con i consueti appuntamenti istituzionali — estrazioni del Lotto e Speciale TG1 — quest’ultimo dedicato all’imminente viaggio di Papa Giovanni Paolo II a Cuba, segnale di come l’attualità internazionale continui a trovare spazio anche nella coda del sabato sera.

Rai 2 – Tensione e tradizione, senza contaminazioni

Rai 2 costruisce il suo sabato sera su un doppio binario netto. Alle 20.50 va in onda Gioco rischioso, thriller diretto da Martin Gies.

Il film segue una vicenda costruita su inganni, sospetti e scelte che si rivelano progressivamente più pericolose del previsto. I personaggi entrano in un meccanismo che sembra governabile, ma che finisce per stringersi attorno a loro, trasformando ogni mossa in un rischio concreto. Il racconto procede per accumulo di tensione, più psicologica che spettacolare.

Alle 22.35 la rete cambia completamente registro con Palcoscenico – Teatro e musica per il sabato sera, dedicato a Peppino De Filippo. In programma le farse Don Raffaele “’o trombone” e Cupido scherza e spazza via: un ritorno alla tradizione teatrale televisiva, basata su ritmo verbale, tempi comici e centralità dell’attore. È una scelta che separa nettamente l’atmosfera ad alta tensione della prima serata dal recupero culturale ad alto livello della seconda.

Rai 3 – Attualità, serialità e racconto intimo

Rai 3 apre la serata alle 20.00 con ARTÈ condotto da Sonia Raule, seguito alle 20.20 da Blob, che rielabora l’informazione del giorno attraverso il montaggio.

Alle 20.40 spazio alla serialità con Un posto al sole. La soap si gode la prima serata del sabato per anticipare le puntate della settimana successiva

In seconda serata, alle 22.55, arriva Harem con Catherine Spaak, spazio di conversazione basato sul racconto personale. Il tema della puntata è “Cambiare, ovvero non ti bagnerai di nuovo nello stesso fiume”. Ospiti della Spaak furono Deborah Caprioglio, Gina Lollobrigida, la showgirl indiana Padma Lakshmi che raccontarono i loro cambiamenti e cosa significhi per loro cambiare.

Canale 5 – il varietà consolidato e commedia sentimentale

Canale 5 entra nel vivo dopo Striscia la notizia. Alle 21.00 propone Gran Caffè, con Pippo Franco, Leo Gullotta, Oreste Lionello e Nathalie Caldonazzo. Il varietà resta fedele alla formula del Salone Margherita: sketch, monologhi e satira leggera sulla nuova classe politica.

Alle 23.15 va in onda Condannato a nozze di Giuseppe Piccioni, con Sergio Rubini e Asia Argento. La storia segue un uomo diviso tra il desiderio di stabilità e l’incapacità di rinunciare a una libertà affettiva che lo porta a complicare ogni scelta. La commedia lavora sui tentennamenti sentimentali più che sugli equivoci puri.

Italia 1 – Gioco, botte e sport

Alle 20 Italia 1 apre con Sarabanda, condotto da Enrico Papi, puntando sul ritmo musicale e sulla competizione rapida.

Alle 20.45 arriva il cinema popolare con Lo chiamavano Bulldozer, diretto da Michele Lupo. Bud Spencer interpreta un ex campione di football americano che vive alla giornata e finisce per allenare una squadra di ragazzi emarginati. Tra scontri fisici, ironia e sport, il film costruisce una classica parabola di riscatto, affidata più ai pugni che ai discorsi.

La serata prosegue con Studio Sport e Inviato Speciale, mantenendo una coda informativa legata allo sport e all’attualità.

Rete 4 – Poliziesco e western crepuscolare

Alle 20.35 Rete 4 propone N.Y.P.D. con l’episodio Brividi a New York. L’indagine parte da un cadavere ritrovato nel distretto e si sviluppa intrecciando lavoro e fragilità personali degli agenti, secondo una struttura tipica del poliziesco televisivo anni ’90.

Alle 23.15 va in onda Due stelle nella polvere, con Dean Martin e George Peppard. Ambientato in una cittadina dominata da un potere prepotente, il film racconta uno scontro frontale tra chi prova a resistere e chi impone la propria legge con la forza. Un western asciutto, basato su tensioni e rapporti di forza.

Telemontecarlo – Cinema classico e il disastro annunciato

Telemontecarlo apre alle 20.30 con Gli inesorabili, diretto da John Huston, con Burt Lancaster e Audrey Hepburn. La vicenda ruota attorno a una giovane donna adottata da una famiglia di allevatori, il cui passato riemerge mettendo in crisi equilibri e pregiudizi della comunità.

Alle 23.20 chiude la serata La crociera del terrore di Andrew L. Stone. Un transatlantico danneggiato diventa una trappola galleggiante: incendio, panico e decisioni estreme trasformano il viaggio in una corsa contro il tempo, costruita su una tensione progressiva e concreta.

In più

Rai 3 in quel periodo dedica quattro serate a Caterina Caselli, ripercorrendo il percorso umano e musicale di una delle figure più trasversali della musica italiana.

Qualcuno mi può giudicare non è solo il titolo del programma, ma è pure il filo conduttore di un viaggio che parte dalla Caselli cantante per arrivare alla talent scout e produttrice capace di intercettare generazioni diverse, dal beat italiano fino alla scena pop contemporanea.

Un racconto costruito tra canzoni, immagini d’archivio, incontri e testimonianze – da Gianni Morandi a Red Ronnie, da Paolo Conte a Francesco Guccini – che restituisce il ritratto di un’artista centrale, capace di reinventarsi senza mai rinnegare il proprio passato.

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