Reinventarsi, ricominciare: Franco Bragagna a Milano-Cortina 2026 c’è

La voce dell’atletica non si ferma. Franco Bragagna approda a Sky Sport per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. Scopri il suo nuovo podcast FrancaMente e il futuro di uno dei telecronisti più amati.

 

Foto di: Giuseppe Facchini (da tm online)

La cosa che mi sarebbe piaciuta sarebbe stata quella di arrivare fino a Milano-Cortina con la possibilità di fare il mio mestiere. I Giochi sono dietro casa mia. Non riuscire a farla mi dà proprio un po’ di malinconia, ma insomma passa in fretta” sono le parole di Franco Bragagna in un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano qualche settimana fa. Le riprendiamo perché non sono dette da uno sconosciuto, ma uno dei telecronisti – ormai ex – Rai più celebri della storia dello sport trasmesso dal Servizio Pubblico.

Il fenomeno Bragagna

Dopo Tokyo 2020/1 e quei 10 minuti che hanno dato la scossa allo sport in un’apparente noiosa domenica di agosto grazie al binomio Tamberi/Jacobs, niente è stato più come prima. Nemmeno per la carriera di Bragagna, entrata in quel loop di “Marcello!” e “Oro Oro!” che sembrava non finire più per giorni e giorni.

E’ lì che il Bragagna telecronista ha tracciato inconsapevolmente un solco nella storia dello sport raccontato in tv, un po’ nel cuore di appassionati e – perché no – anche dei non appassionati. Dai GenZ ai boomer, tutti scoprono – troppo tardi – il talento e la passione di un Professionista con la P maiuscola. Qualcuno non si era mai azzardato ad imitarlo, finché non è arrivato lui: Ematoshi, all’anagrafe Emanuele Mauri. A lui va il plauso e il merito di aver tenuto alto il fenomeno Bragagna, impressionante la sua versione. Un’ulteriore consacrazione.

L’addio alla Rai e il silenzio dopo Parigi 2024

Ufficialmente la sua ultima esperienza olimpica risale a Parigi 2024. Ha potuto commentare le gesta dei nostri colori, soprattutto nell’atletica, e poi? “E’ stato bello, c’est fini” salutava al termine della cerimonia di chiusura, prima della graduale eclisse mediatica. Gli eventi sportivi si susseguono, ma man mano la voce di Bragagna sulle reti Rai viene sempre meno. Qualche comparsa nei telegiornali e in programmi sportivi, poi la scomparsa dagli schermi.

Reinventarsi, ricominciare: il podcast di FrancaMente

Nascono petizioni nella speranza di riascoltarlo alla telecronaca dei grandi eventi: mondiali di atletica, galà sportivi. Niente da fare. Bragagna resta in panchina? Niente affatto. Fa il suo esordio in formato podcast, ecco FrancaMente. Commenti, considerazioni, analisi in mini puntate da tot minuti. Non è la stessa cosa, ma al contempo non è uno che si fa mettere all’angolo così. Parla senza un pubblico da stadio che rumoreggia, ma fa nulla. Franco Bragagna c’è e va bene così.

Questo il primo episodio, lo scorso settembre 2025:

E in tv? Si parla di ferie accumulate, culminano con il 1° gennaio 2026, giorno in cui il telecronista e giornalista va definitivamente in pensione. Milano-Cortina 2026 sarà la prima Olimpiade Rai senza Franco Bragagna, ma sarà anche la prima Olimpiade in generale senza di lui? No. Franco Bragagna c’è.

FrancaMente avrà il suo speciale olimpico e sarà ripreso anche dal canale Sport2U, ma c’è di più.

Il colpaccio di Sky Sport

Sky Sport fa il colpaccio: lo accoglie con sé in squadra a Casa Italia. Nella larga copertura che il gruppo darà alla cronaca delle Olimpiadi nelle edizioni olimpiche di Sky Sport 24, “voce amatissima e inconfondibile – scrive la nota Sky – per la prima volta su Sky con la sua grande competenza ed esperienza in tema di Olimpiadi e sport invernali. Con i suoi commenti e le sue analisi, Bragagna sarà tra i protagonisti degli studi di Sky Sport per tutta la durata delle competizioni“. Non è mica tutto: Oro, Argento e Bronzo: il podio di Franco Bragagna, ovvero l’analisi della giornata olimpica e la presentazione di quella che sta per iniziare. Un contenuto che Sky rende disponibile dalle prime ore del mattino in versione vodcast su skysport.it e sul canale YouTube di Sky Sport, e in versione podcast su tutte le piattaforme.

Appartenere alle teche della tv, fidelizzare con il pubblico nel tempo, sentirlo vicino, reinventarsi, ripartire. Fasi di un destino che non poteva tirare il freno a mano dall’oggi al domani. Si chiama meritocrazia. A 67 anni Franco Bragagna c’è, e va bene così.

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